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Il Grande Balzo All'Indietro

Cap.1° - E' bello essere Papa

Era contento Joseph. Contento come lo può essere un ragazzino dispettoso a cui è riuscito un tiro birbone. Joseph amava i tiri birboni. Era felice quando un suo gesto o una sua parola potevano causare  dispiaceri o imbarazzi negli altri. Gongolava al pensiero dei disagi che poteva arrecare al prossimo. Lui al prossimo voleva bene, e quanto più lo vedeva soffrire tanto più lo sapeva vicino a Dio. La gente  è nata per soffrire,si diceva.  E' con la sofferenza  inflitta che Dio dimostra il suo amore. Così pensava Joseph; ed  era particolarmente soddisfatto della sua ultima impresa: la visita nei luoghi del terremoto. L'aveva annunciata e l'aveva fatta. Ma non subito. Aveva lasciato passare tre settimane. Tre settimane di ulteriore calvario inflitto a quella gente. 
Tre settimane in cui centinaia, forse migliaia di operai, di volontari, di vigili del fuoco, venivano sottratti alle loro mansioni di aiuto e sostegno alla popolazione, per essere dirottati nei lavori di preparazione della  visita papale. Bisognava montare palchi, alzare transenne,  puntellare la chiesa, innalzare un campanile, preparare la sala stampa per 500  giornalisti, costruire una strada...
Bella quella strada di sassi bianchi appositamente costruita... e come risaltavano  le sue scarpette rosse firmate Prada.... Eh già, é proprio bello essere Papa!

Cap. 2° - La Tiara Papale

Immerso in tali pensieri Joseph entrò nel suo studio. Il suo sancta sanctorum. Era il luogo più intimo dopo la camera da letto. Qui conservava  gli oggetti e i cimeli  più cari: libri rari, preziosi dipinti, doni ricevuti .  Appeso ad una parete dietro la scrivania, c'era un magnifico Crocefisso con  incastonate pietre preziose e decorazioni raffiguranti la storia di papi e cardinali: dono del Premier Berlusconi. Più a sinistra, verso l'angolo, un po’ in penombra, un bassorilievo in argento dello scultore Antonio Nocera, dedicato alla pace. Ricordo del Presidente Napolitano. Ricordo non particolarmente apprezzato, si disse. Neppure una gemma...e poi quel titolo..."pace"... come se la pace fosse possibile con  tanti nemici che ci circondano... ma verrà un giorno...basta! non precorriamo i tempi!

Su una mensola   faceva bella mostra di se un magnifico calice in oro massiccio, tempestato di pietre preziose: pensierino del governatore della Sardegna, Renato Soru, a nome degli ignari contribuenti sardi. Sulla parete di fronte, in posizione centrale, un ritratto di un suo predecessore nonchè suo idolo: Tomas de Torquemada. Il più grande fra i grandi Inquisitori. Ad tempus lo avrebbe innalzato alla gloria degli Altari. Giù, nella stessa direzione del ritratto, un atlante marmoreo  reggeva una teca. All'interno di questa, un gioiello di ineguagliabile bellezza: Una magnifica Tiara in argento   impreziosita da tre corone auree con croci e foglie d'oro alternate e arricchite con diamanti,  smeraldi  e rubini.  Fra una corona e l'altra, opali, lapislazzuli, topazi e zaffiri.(è bello essere papa) 

Il tutto sormontato da una croce d'oro. Il suo valore era inestimabile. Era un dono di un suo vecchio e caro amico, il compianto Pablo Escobar, il capo dei narcotrafficanti di Medellin, fervente cattolico; che Dio lo abbia in gloria!. Ricorda ancora quando ricevette quel dono: - Non posso accettarlo- aveva detto- non sono Papa!- Lo sarai, lo sarai-aveva risposto Pablo. Ed era stato profetico. Certo, un qualche aiutino al corso degli eventi lui lo aveva dato.

Per chi è chiamato a dirigere un organismo come la Congregatio pro Doctrina Fidei (Il tribunale dell'inquisizione), è facile venire a conoscenza di fatti non sempre edificanti a carico di membri più o meno altolocati del clero(ahimè! la carne è debole). Allora, ispirati da Dio, sempre per salvaguardare il buon nome della Chiesa,  si  copre, si insabbia, si aggiusta, fino a che il manto del tempo non avrà ricoperto il tutto. I rei, salvati dalla misericordia divina serberanno eterna gratitudine per colui che della volontà divina si è fatto interprete.  Tale gratitudine sarà dimostrata in Conclave. Chi semina raccoglie, dice il proverbio. Joseph aveva ben seminato e adesso raccoglieva i frutti. Ricordò l’annuncio del   Cardinale Protodiacono: 

Annuntio vobis gaudium magnum;
habemus Papam:

Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum,
Dominum Josephum
Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Ratzinger
qui sibi nomen imposuit Benedictum XVI

E ricordò le sue prime parole da Papa:   ''Dopo il grande Papa Giovanni Paolo II i signori Cardinali hanno eletto me pontefice, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore”

Finalmente Papa! Guardò di nuovo la Tiara e un senso di orgoglio trapelò dal suo sguardo. Amava quell'oggetto,  non tanto per il suo valore intrinseco, quanto per il suo significato simbolico. Quella Tiara faceva parte di un progetto che di li a breve avrebbe cambiato il corso della storia.


Cap. 3° - Alla riscoperta del Santo Prepuzio


Capitava spesso a Joseph di andare  con la mente a ritroso nel tempo e pensare agli ultimi Pontefici che lo avevano preceduto sul Soglio di Pietro. Tutti santi uomini, certo, ma chi più chi meno, un pò, come dire,  "azzardatelli" se non proprio imprudenti. Quando pensava a  Giovanni Paolo II un velo di tristezza gli copriva il viso. A questo Papa andava sicuramente riconosciuto  il merito di una vigorosa azione politica e diplomatica contro il comunismo reale  e contro quel comunismo latente, e quindi più pericoloso, che si annidava nella cosiddetta Teologia della Liberazione.

Ma, buon Dio, troppe scuse, troppo ecumenismo, troppi cedimenti. La storia millenaria della Chiesa  insegna che Inflessibilità, Rigore, Disciplina, Intransigenza sono le basi imprescindibili su cui costruire la propria azione di governo. La rinuncia all'uso della Sedia Gestatoria non fu un cedimento? E le scuse elargite anche a sproposito? La Chiesa  non chiede scusa! La Chiesa ha sempre ragione, anche quando è in errore.

Ancora più raccapricciante era il ricordo di Giovanni Paolo I. Quanti danni aveva causato nel suo (fortunatamente) breve pontificato...aveva abolito l'uso del Triregno e rinunciato al "Pluralis Maiestatis" inferendo in tal modo un durissimo colpo al prestigio e all'autorità del Papa.

E che dire della soppressione della Corte Pontificia perpetrata motu proprio da Paolo VI nel 1968?

Un sudore freddo, a questo ricordo, gli imperlò la fronte. Come si era potuti, mio Dio, scendere così in basso?

Bisognava correre ai ripari. Era diventata una necessità impellente il ritorno alle  antiche tradizioni. Urgeva  il "G.B.A.I."  (Grande Balzo All'Indietro). Occorreva riportare la Roma Cristiana ai suoi antichi splendori:  nunc et semper "Caput Mundi".

Come procedere? Già da tempo aveva messo a punto un piano d'azione articolato in tre punti:

1° - Avrebbe pubblicato una enciclica dal titolo "frangar non flecta"( mi spezzo ma non mi piego.).

2° -Avrebbe emesso una Bolla con la quale comunicare Urbi et Orbi  il ripristino magnis itineribus dell'uso dei quattro capisaldi dell'Autorità Papale:

Triregno, Sedia Gestatoria, Corte Pontificia, Pluralis Majestatis...

 

3° - Dulcis in fundo, avrebbe riproposto  il culto del Santo Prepuzio.

 

Un velo di mestizia solcava il viso di Joseph ogni volta che la sua mente si soffermava su Riti e Usanze in auge in altre epoche della storia. Il culto della  Preziosa Pelle Asportata Dal Pene Di Nostro Signore Durante La Santa Circoncisione  aveva conosciuto il suo periodo d'oro durante il Medioevo, quando ben diciotto città nel mondo ne reclamavano il possesso e diciotto Santuari ne veneravano la Santità.

Fra le tante discutibili innovazioni del Concilio Vaticano II c'era senza dubbio la rimozione

della festività della Circoncisione di N.S.che si celebrava da centinaia di anni il 1° gennaio.  Joseph non aveva condiviso tale decisione. E non aveva mai compreso il perchè, nel secolo passato, si fosse smesso di venerare  il Santo Prepuzio, fino a giungere all'assurdo divieto di parlarne o di scriverne, pena la scomunica. Eppure, molti furono gli eventi miracolosi di cui beneficiarono  alcuni devoti della Sacra Reliquia. Uno fra tutti, il più sensazionale:  quello di una donna sterile che solo posando lo sguardo sul reliquario contenente la Sacra Pelle si ritrovò ingravidata.

Beato  medioevo!

Medioevo...Ah! isola felice ancora incontaminata dai malefici germi dell'illuminismo! 

Ritornerai!

- FINE -


Disclaimer: Benchè i personaggi di questo racconto siano reali, i fatti e  i pensieri loro attribuiti sono del tutto immaginari.

Pubblicato il 5/5/2009 alle 6.58 nella rubrica Diario.

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