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rossoantico
vengo da lontano, guardo lontano.


16] - Novembre 2007


30 novembre 2007

Si cioè No

Berlusconi: Pdl, nessun ripensamento


"Un sogno? Come me nessuno mai"

 

Fini ha le mani libere? "Solo io le ho avute legate". Primarie per costruire il partito
"Non ho mai fallito. C'è qualcuno in Italia che può paragonare la propria storia di successi alla mia?"



Della serie infinita "si scioglie, non si scioglie"





dagli amici mi guardi iddio...




29 novembre 2007

Benigni legge Dante

Rai 1 Ore 20.30

Il sesso, da Casanova a Sandro Bondi

Roberto Benigni


Cari Italiani,

con immensa allegria e col cuore che cinguetta come un fringuello appena nato, questa sera, in diretta su RaiUno, staremo un paio d’ore insieme a parlare del regalo più bello che ci è cascato addosso. Dobbiamo capire cos’è l’amore. Ne tracceremo la storia. Dal primo libro della Genesi, all’ultimo libro di Bruno Vespa, dalla lettera di pace di San Paolo ai Corinzi: «Per quante cose io assuma in mio conto se non ho l’amore io non sono nulla».

Alla lettera di scuse di Berlusconi a sua moglie : «…E dai Verò, stai buona, so’ bagattelle…» Dalla rottura della Pace tra Greci e Troiani secondo Omero: «Causa ne fu la Divina femminilità di una Donna», alla recente rottura della pace tra An e Forza Italia secondo Vittorio Feltri: «La causa è una sola, problemi di gnocca». Vedremo gli enormi passi avanti fatti dall’Umanità su questo tema. Sì, parleremo del sesso, il motore del mondo, percorrendolo nei suoi aspetti più estremi. Dalla libidine sfrenata alla totale repressione. Insomma da Casanova a Sandro Bondi. Parleremo di politica, da Voltaire: «Non sono d’accordo con quello che dici ma sono pronto a morire purché tu lo dica» a Silvio Berlusconi: «Chi vota a sinistra è un coglione». Parleremo della grandezza dell’Italia cercando di capire che cosa abbiamo fatto di bello per meritarci città come Milano, Firenze, Roma dove sono nati uomini come Manzoni, Michelangelo, Cesare e cosa abbiamo fatto per meritarci città come Arcore, Ceppaloni, Montenero di Bisaccia e… non mi ricordo dove è nato Buttiglione. E poi lasceremo parlare Dante. Ci faremo dire da lui cos’è quella nostalgia dell’infinito, quella ventata di annientamento che ci precipita addosso quando ci si innamora e smantella tutta la nostra vita, quella sensazione felice, pericolosa e rara che unisce sensualità e tenerezza e ci rende immortali. Ce lo faremo dire da lui con parole antiche e commoventi che hanno attraversato i secoli per posarsi sulle nostre labbra. Nulla di solenne, semplicemente la bellezza. A stasera.

Stasera alle 20.30 in diretta su Rai1 c’è lo show di Benigni «Il quinto dell’Inferno»:
un’ora sull’attualità e una sul canto dantesco


Dall'Unità online di oggi, 29 nov.


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permalink | inviato da rossoantico il 29/11/2007 alle 5:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


21 novembre 2007

La ballata del Cavaliere sciolto

Vo' narrarvi di un signore
che vagando un po' per mare,
canticchiando canzonette,
rimediava il desinare.
 
Ma Dea Fortuna  gliene arrise:
incontrando un Muratore 
che con fare ammaliatore 
gran ricchezza  gli promise.
 
- Con l'anello che io ti do
molte porte si apriranno
se il mestiere ben farai
assai potente diverrai
 
- Le confesso che m'aggrazia 
ma che far dovrò, di grazia?
- Tu dei sol aver pazienza
e garantirmi l'obbedienza.
 
- Dei saper che in Europa
c'è un fantasma che s'aggira
noi dovrem con gran cinismo
debellare il comunismo
 
Andò bene per un po':
grazie anche al suo compare
che facendosi mentore,
le frequenze gli donò.
 
Ma la sorte è risaputo
è sempre in moto, mai si ferma.
E  color  che son potenti
già doman saran perdenti.
 
Così la pacchia terminò:
la pecunia s'esaurì;
non c'è più il buon Bettino
che protegge i suoi affarin
 
La miseria  è all'orizzonte,
la galera una minaccia,
darà corpo a una crociata
salverà almen la faccia.
 
Passa un giorno, passa l' altro,
mai domo è il prode Silvio
perchè egli è molto scaltro,
si fa beffe del  periglio.
 
del periglio si fa beffe
con coraggio colossal;
ei và, la lancia in resta,
a caval de' suoi  canal
 
Il buon Gelli tutto lieto
abbracciollo  e disse: Va'
e poneagli ad armacollo
la scarsella e il capital
 
Poi, donatogli l'anello
Sacro pegno di sua fe’,
Gli dicea sul più bello:
- sia l'Italia ai tuoi piè!
 
- Con gli sghei ed i baiocchi
il potere puoi comprar;
maramaldi e servi sciocchi
Tòsto, a frotte accorreran.
 
fu così che un bel dì
l'avventura cominciò:
con gli amici degli amici
scese in campo e... governò.
 
Era lieto, non v'è santi!
con le leggi a se clementi
la prigion avea evitato,
ed il forziere rimpinguato.
 
Ma un giorno per diletto,
nello specchio si guardò.
E che vide il poveretto?
Un nano calvo....Ohibò!!!
 
Fu sconvolto! Oh, che guaio!
Che sventura!! Uno Statista,
alto quanto un calamaio...
Più piccin d' un comunista!
 
Chiamò tosto il fido Fede:
"che consigli hai da dar?
Ben da me avrai mercede
se soluzion saprai trovar".
 
Il buon Emilio immantinente,
che al padron piacer volea ,
si spremette follemente
soluzion trovar dovea. 
 
- Eureka! -  esclamerà:
- due zeppe nei talloni
una piega nei calzoni
e la statura aumenterà.
 
Così fu. Or rimane la cotenna 
glabra al pari di un culetto;
un ritocco è cosa degna,
che ci metto, che ci metto?
 
Una bandana? Una parrucca?
troppo poco. non v'è orgoglio.
Far ricrescer sulla zucca
vere chiome: questo voglio!
 
Or si narra che in Elvezia
un luminar con gran bravura
lavorando  con  perizia
impiantò l'acconciatura.
 
- molto bene, son contento -
disse fier del suo splendor.
- Se io voglio in un momento
il mondo inter conquisterò.
 
ma la sorte a volte è ria 
con chi domarla tentar osò.
Fu così che un altro Prode
il Cavalier disarcionò.
 
Ma è costume del marrano
in modo strano ragionar:
egli tende l'altrui agire,
al suo agire equiparar.
 
- Fermi tutti! Niun si doglia,
un sospetto mi attanaglia.
Qui si bara, qui si broglia,
Non è persa la battaglia.
 
- Si controlli!  si riconti!
Al professore non fo' sconti.
Sappian  tutti che è un dovere
dar ragione a un cavaliere.
 
 
Si dibatte, si dimena,
non ha pace. La gran pena
l'intelletto gli sconvolse.
Il cavalier alfin si... sciolse.
 
rossoantico
Libera rilettura de "La partenza del crociato" di G.V. Venosta
 
 
 


16 novembre 2007

Chi dà la spallata a chi?







IL SENATO APPROVA







Colto da improvviso malore a causa di una...

 
spallata



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10 novembre 2007

Rottura di scatole

Rieccomi!





a me non è mancata la corrente ma per colpa di un virus maledetto mi è andato in tilt il computer con conseguente impossibilità di navigare per diversi giorni e perdita di tutti i dati comprese le varie password...
non è la rovina, certo, ma è una gran rottura di scatole.
 
la vignetta è stata ripresa dalla newletter di Arcoiris



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permalink | inviato da rossoantico il 10/11/2007 alle 20:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


3 novembre 2007

Morire a quattordici anni perchè ti chiamano secchione

Riporto una mail che il  compagno Antonio Miccoli (Nuvola Rossa) ha  fatto girare e che è stata già postata dal blog http://pdsannicola.ilcannocchiale.it 

Cari compagni e compagne,
Sono rimasto molto colpito dalla tragica vicenda di Diego, un ragazzo quindicenne di Ischia che si è tolta la vita perchè considerato dai suoi compagni un secchione. Non ha sopportato lo scherno, la beffa ed ha posto fine, tragicamente, alla sua giovinezza.

Non sentite dentro  una rabbia ?
Quella rabbia che, in tante circostanze della vita, abbiamo provato di fronte al credo della superficialità, del disimpegno, della sufficienza, del pressappochismo.

La rabbia di vivere in un Paese in cui, molte volte, il furbo, il disonesto, il mariuolo vengono elevati al rango di cittadini che " hanno pienamente colto il significato della vita"  mentre gli onesti, quelli che studiano ed ingobbiscono sui libri, quelli che fanno sempre il proprio dovere, quelli che pagano tutte le tasse, quelli che si sforzano di tendere sempre verso l'etica della responsabilità, quelli che non hanno la raccomandazione del potente parente di turno, quelli che accettano di svolgere qualsiasi lavoro dignitoso, sono considerati, da una specie di diffusa morale nazionale, dei fessi.

Eppure non dobbiamo cedere. Perchè, del resto, dalla nostra parte nella vita, abbiamo solamente la serietà della nostra preparazione e la testarda e pervicace voglia di farla prevalere.

Non solo per la nostra intima realizzazione, ma per il bene che vogliamo al Paese, ai nostri figli.
Quanti ricordi!
Il pensiero corre ad Eduardo De Filippo che, incontrando i ragazzi di Napoli nel carcere minorile " G. Filangieri", li ammoniva, dicendo: " Non prestate ascolto a coloro che vi dicono che nella vita essere onesti equivale ad essere dei fessi, perchè io sono stato sempre un fesso,  ma adesso sono un senatore".

Ed il pensiero corre ad A. Gramsci, scomparso 70 anni fa', che rivolto alle nuove generazioni, ricordava loro: "Lo studio è noia, sacrificio ed alienazione".

Ed i ricordi mi portano alla mia " notte prima degli esami" quando, per la paura di non essere all'altezza della prova orale che dovevo sostenere, passai la notte insonne ad inseguire con la mente le ere geologiche ed il dativo di vantaggio di un passo di letteratura latina: non potevo prendere meno di 42/60 perchè non volevo pesare sulla mia famiglia nel pagamento delle tasse universitarie !

In attesa di essere interrogato, sulla lavagna di un'aula, scrissi con il gessetto: " Organizzatevi perchè abbiamo bisogno di tutta la vostra forza, Lottate perchè abbiamo bisogno di tutto il vostro entusiasmo, Istruitevi perchè abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza" - A. Gramsci.

Siamo superati? Siamo degli arnesi vecchi, buoni per riempire il cestino della nostalgia? Siamo dei pelosi e illusi secchioni nella vita?

Caro Diego, troppo sul serio hai  preso la vita, la leggerezza della tua età contro l'opprimente peso di una società superficiale.

Nell'epoca di Internet, dell'informazione che corre in tutto il mondo su autostrade virtuali, potevi scriverci, potevi chiamarci: avresti scoperto che ci sono tanti secchioni in Italia, " unica eroica tempra di eroici cuori: indeboliti forse dal fato ma con ancora la voglia di combattere, di cercare, di trovare e di non cedere". Come te.


Antonio Miccoli


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