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rossoantico
vengo da lontano, guardo lontano.


13] - Agosto 2007


31 agosto 2007

Quanto ci costa l'uccello di Del Piero?

Minerali, ma cosa ci danno da bere?

“Non adatta all’infanzia”. “Contiene arsenico o manganese sopra i limiti considerati accettabili dall’Organizzazione mondiale della sanità”. Se, come sarebbe lecito aspettarsi, trovassimo in bell’evidenza una di queste frasi sull’etichetta di un’acqua minerale, la metteremmo mai nel carrello della spesa? Certamente no. Eppure arsenico, manganese e nitrati si trovano in abbondanza nelle acque minerali in commercio nel nostro paese, e molto spesso oltre i limiti consentiti dalla legge. Non figurano in etichetta  per "non turbare il mercato". Qualche decennio fa sull'etichetta della San Pellegrino figurava la dicitura "leggermente radioattiva". Oggi l'acqua non è più radioattiva. E' cambiata l'acqua? No, è cambiata l'etichetta.
in Italia il consumo di acque minerali pro capite è il più alto al mondo. Un italiano su due preferisce (o è costretto a preferire) l'acqua imbottigliata a quella del rubinetto. Un giro d'affari miliardario. Profitti enormi.
E non son bastati tutti gli scandali degli anni scorsi a far invertire la tendenza. Quasi un centinaio di aziende pescate con analisi fuorilegge, molte delle quali “truccate” per non rivelare contenuti non ammessi di pesticidi, idrocarburi e tensioattivi. E poi fonti chiuse,  dopo la scoperta di composti organoalogenati e tetracloroetilene nelle bottiglie destinate al commercio. Ancora: indagini su contenuti di idrocarburi policiclici aromatici e benzene in quantità 10 volte superiore alla media.  (Da il Salvagente).
E tuttavia rimane in vigore una legge che impone di analizzare le acque destinate al commercio solo ogni cique anni mentre l'acqua di rubinetto viene analizzata ogni giorno.
Cinque anni fra un'analisi e l'altra. Ciò vuol dire che in questo periodo  può succedere di tutto e ci possono dar da bere di tutto. E a caro prezzo.

Minerale, quanto mi costi?

Il prezzo delle acque minerali è un altro aspetto su cui fare qualche riflessione. Esso varia dai 0.10 ai 0.65 euro a litro. Grande varietà di prezzi, come nei vini:. Ma nei vini sono tanti i fattori che contribuiscono a determinarne il prezzo: l'annata, il tipo di lavorazione, la quantità di vino prodotta, la qualità, l'invecchiamento ecc. L'acqua minerale si trova in natura così com'è: va imbottigliata così come sgorga dalla fonte, senza nessun trattamento. E allora, perchè tale disparità di prezzi? Quali sono i costi di produzione di un'acqua minerale? Oltre ai costi di estrazione,  imbottigliamento e trasporto,  quali altri costi gravano sul prodotto finito? Ho chiesto al direttore di un supermercato mio amico se non ritenesse vergognoso il prezzo di cinque euro per una confezione di sei bottiglie di acqua; <<cosa vuoi, - mi ha risposto - il nostro mestiere è vendere. Se noi rifiutiamo di vendere un prodotto perchè eccessivamente caro, il cliente se lo va a comprare altrove. Ci sono clienti che giudicano la qualità in base al prezzo: un prodotto, più è caro, più è buono; sono quelli più influenzabili dalla pubblicità. E la pubblicità, caro mio, costa. E il costo dell'uccello di Del Piero grava sul costo finale del prodotto>>.


26 agosto 2007

Acqua: bene prezioso!

 

Cos'è secondo voi il liquido contenuto in questo bicchiere?
E forse un Pinot grigio del Friuli dal colore giallo paglierino con lievi riflessi ramati?
O è un Castelli Romani  color giallo paglierino intenso? Amici, niente di tutto ciò. E' semplicemente acqua. Acqua come sgorga dal rubinetto di casa mia. Acqua erogata dall' Acquedotto Pugliese facendocela pagare molto salata. Acqua che noi siamo costretti a usare per lavare, per cucinare, e che teoricamente dovremmo anche bere.
Questo è il contatore di casa mia


Di tanto in tanto l'Ente erogatore è costretto a  sostituirlo perchè diventa illegibile a causa dei sedimenti di ruggine o di sporcizia contenuti nell'acqua. O per meglio dire, contenuti  nei serbatoi e nelle tubazioni. Non è sempre così l'acqua ovviamente. Ci sono giorni in cui è apparentemente limpida. Dico apparentemente perchè se si riempie una bottiglia il giorno dopo si vedono i sedimenti depositati sul fondo. 
Morale: Volenti o nolenti siamo costretti a ricorrere all'uso di acque minerali.
Ma come districarsi nella selva di acque presenti sul mercato? Come scegliere l'acqua giusta?
La risposta alla prossima puntata.


24 agosto 2007

Vampiri all'attacco!

Rendite, Montezemolo: proposta scandalosa

Armonizzate pure, ma lontano da me. Questo sembra lo slogan dei privilegiati di sempre. Dei vampiri che vivono sulle spalle della povera gente, sfruttandone il lavoro e succhiandone  il sangue . Il vampiro principe, nonchè pluripresidente Montezumolo  definisce scandaloso l'aumento delle aliquote sulle rendite. E ti pareva? Abbassate pure le pensioni, tagliate pure la spesa sanitaria, risparmiate sulla scuola, abolite lo stato sociale ma non azzardatevi a toccare le rendite.
E si dicono civili...Fanno schifo!

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Addio Compagno!

È morto l'ex segretario generale della Cgil, Bruno Trentin. Lo si apprende dalla Cgil.

Trentin si è spento per una polmonite resistente alla terapia antibiotica e per una febbre intrattabile, aggravata da una carenza immunitaria legata al grave trauma cranico subito un anno fa. Trentin è morto nel pomeriggio di oggi all'ospedale Gemelli. Ne danno notizia «con immenso dolore» la famiglia, la Cgil e i Democratici di sinistra.



 


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23 agosto 2007

La Giustizia delle Leggi secondo Platone





... ciascun governo istituisce leggi  per il proprio utile; la democrazia fa leggi democratiche, la tirannide tiranniche e allo stesso modo gli altri governi. E una volta che hanno fatto le leggi, eccoli proclamare che il giusto per i governati si identifica con ciò che è invece il loro proprio utile, e chi se ne allontana lo puniscono come trasgressore sia della legge sia della giustizia. In ciò consiste,  quello che dico giusto, identico in tutte quante le poleis, l'utile del potere costituito. Ma, se non erro, questo potere detiene la forza. Così ne viene, per chi sappia ben ragionare, che in ogni caso il giusto è sempre identico all'utile del più forte.  Da "La Repubblica" di Platone


22 agosto 2007

clericali, vil razza dannata

...Milano in mano ai socialcomunisti. Che Dio ci aiuti! G.B. Montini
 
,,, uno stralcio della lettera inedita inviata il 18 settembre 1959 da Montini, allora arcivescovo di Milano, ad Angelo Dell’Acqua, della Segreteria di Stato vaticana (Corriere della Sera, 23 sett '04)


E' prevedibile che alla prossima Conferenza episcopale sorgerà discussione sulle istruzioni direttive da dare ai cattolici in ordine alle contingenze politiche. Sarà cosa delicata e difficile. Non mi pare che vi sia preparazione, competenza, autorità sufficienti per giungere a qualche saggia e utile conclusione. Istruzioni, che già fossero nel pensiero della Santa Sede, sarebbero provvidamente orientatrici, se comunicate almeno a chi dirigerà la Conferenza.
Credo che non sarebbe opportuno affidare questo compito orientatore ai Comitati civici. Probabilmente si vorrà attendere l'esito del Congresso della Democrazia cristiana a Firenze per dare ai cattolici le norme desiderate o aspettare uno dei prossimi turni elettorali; ma forse si perde l'occasione per ricordare ai buoni i principii e i fini a cui devono sempre attenersi. Io sono forse sotto l'influenza di non lieti presagi. A Milano la Democrazia cristiana è in mano alla corrente di base, che ha trovato in passato fondi e protezione dal compianto on. Vanoni e dall'ing. Mattei, dal quale gli esponenti della corrente stessa hanno ottenuto grandi favori economici e professionali, e forse ottengono ancora; i legami fra l'Eni e il giornale «il Giorno» proiettano sospetti punto incoraggianti su questa frazione del partito, che domina la provincia di Milano e buona parte della Lombardia. Voci poi, che non so quanto fondate, fanno risalire fino al presidente della Repubblica la corresponsabilità di questa confusa situazione. Nessuno dei nostri parlamentari, ch'io sappia, ha preso posizione efficace per rimontare il credito della Democrazia cristiana presso l'elettorato cattolico. La base, nell'ultimo suo Congresso provinciale, dello scorso luglio, ha fatto una dichiarazione tranquillante circa la competenza, contestata dal Granelli e seguaci, della chiesa in campo politico; e ora è più misurata negli scritti e nei discorsi a questo riguardo. Ma si ha ragione di credere che, come non ha cambiato uomini e sistemi (si impadronisce dell'apparato organizzativo del partito e protegge un tesseramento a suo favore), così non ha cambiato idee, le quali sono per un'intesa col socialismo, e per un conseguente statalismo nell'economia nazionale, e forse per un cambiamento della politica estera verso oriente. Purtroppo quelli di base si valgono del nome dell'on. Fanfani e probabilmente anche del suo appoggio. Egli poi, a sua volta, è sostenuto dal dr. Zambetti, segretario regionale della Democrazia cristiana, uomo forte e valente, di Bergamo, ma, di fatto almeno, sostenitore della base. L'on. Fanfani pare si presti al gioco. Dev'essere stato giorni fa a Tradate, con effetti inquietanti. Così che si prevede che la base si affermerà a Firenze, certo a Milano, dove indarno essa cercherà poi di chiamare a raccolta i cattolici del partito e della città, per le elezioni comunali del prossimo anno. Rebus sic stantibus, la città è perduta e i socialcomunisti, forti anche del continuo afflusso di immigrati a Milano (forse 40.000 ogni anno) saranno domani padroni del comune. Dio ci aiuti.

Giovanni Battista Montini

 Fonte: http://www.agranelli.net/luigi/supapa.html

 

La chiesa non ha mai fatto politica...?????????


Intanto, orate ed evadete frates!


19 agosto 2007

Leader di lotta e di governo

" Un nuovo partito? E' solo fantasia"

 
Berlusconi smentisce la nascita del Partito della Libertà:

<<Forza Italia è un baluardo insostituibile>>

 
 
 
 

intervista immaginaria
 
- Cavaliere, corre voce che lei voglia fondare un nuovo partito.
 
- Fantasie ferragostane. Invenzioni di certa stampa. Mi tengo stretto Forza Italia. Comunque si chiamerà Partito della Libertà
 
- Allora è vero, ma a destra c'è già la casa delle libertà
 
- Appunto. La Cdl resta a destra
 
- perchè invece il partito della libertà si colloca..
.
- bravo, a sinistra: Lei è un bravo giornalista sa? meriterebbe di essere direttore...
 
- per carità cavaliere, lei mi confonde...
 
- no no. la farò direttore...vediamo... a Rete 4 c'è Fede, a Raiuno Del Noce... ho trovato! sarà direttore di Raitre
 
- ma cavaliere raitre e sempre stata della sinistra...
 
- E il Partito della Libertà sarà di sinistra. A sinistra della Casa delle Libertà.
 
- ma sempre alleato alla destra...
 
- Errato! Sarà di sinistra e antitetico  alla destra.
 
- Ma, Cavaliere, non pensa che ci sarà un pò di confusione... intanto chi sarà il leader del nuovo partito?
 
- Ma io cribbio! Lei vede qualcun altro all'orizzonte con la stoffa del Leader? 
 
- Ma se lei è già il leader della casa delle libertà...
 
- e sarò anche il leader del partito della libertà. Cosa c'è di strano?
 
- C'è di strano che Lei colloca un partito a destra e l'altro a sinistra antitetici fra loro e pretende di essere leader di entrambi
 
- E cosa c'è di strano, mi consenta. Sarò leader di lotta e di governo...
 
- ma...
 
- Senta giovanotto! mi sa che lei si stia giocando il suo futuro! Si moderi un pò.
 
- Mi scusi Cavaliere, ma mi faccia capire, come fa a conciliare le due cose: essere al governo e nello stesso tempo all'opposizione...
 
- E va bene, le farò qualche esempio: La CDL che è al governo vuole abbassare le tasse ai ricchi, ebbene il Partito della Libertà che è all'opposizione si batterà affinchè le tasse siano aumentate ai poveri;
un altro esempio: la cdl vuole abolire il reato di falso in bilancio, il PdL porterà dieci milioni di italiani in piazza perchè il falso in bilancio non sia considerato reato...
 
- Quindi, in questo modo...comunque vadano le cose...  
 
- Esatto! Sarò sempre io a governare...
 
- Ma cosi non teme di suscitare il malcontento in seno alla casa delle Libertà? Fini per esempio...
 
- Vede, in ogni famiglia può esserci il malcontento. E' compito del capofamiglia trovare le parole giuste per portare chiunque a miti consigli
 
- E Lei conosce quelle parole? 
 
- Ovvio. Se no, che capofamiglia sarei?
 
- E, se posso, quali sarebbero quelle parole?
 
- A cuccia!


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17 agosto 2007

Gli inglesi invidiano il nostro sistema sanitario



L'altro giorno mi trovavo in ospedale a Gallipoli, mia moglie doveva fare degli accertamenti. Nell'attesa che mia moglie venisse chiamata, mi sono guardato un pò in giro. Ho guardato nei corridoi, nelle sale d'attesa, nelle camere, perfino nei bagni: ovunque ordine e pulizia. Ovunque lindore. Da non credere. Avrei voluto  avere una macchina fotografica a portata di mano. Non è possibile mi son detto. Siamo nel paese della  malasanità. Come mai non ci sono topi morti nei corridoi? e mucchi di spazzatura negli angoli? E perchè il personale non è arrogante e maleducato, ma è invece disponibile e cortese? Osservando ciò, non poteva il mio pensiero non andare   a quell'articolo di Repubblica di qualche giorno fa, in cui veniva riportato un reportage del Times secondo il quale la sanità inglese doveva prendere esempio da quella italiana. Ed è tutto dire. Non è frequente il caso in cui gli inglesi riconoscano superiorità altrui. Non sono lontani i tempi in cui i radiobollettini meteo annunciavano  "Nebbia sulla Manica. Il continente resta isolato". Gli inglesi  invidiano il nostro sistema sanitario. C'è di che essere fieri.
E vi confesso che io lo sono. Si, non ho difficoltà ad ammettere che il sapere che un bene primario come la salute pubblica vede  l'Italia primeggiare nel mondo, mi riempie d'orgoglio. Eccessivo nazionalismo? Può darsi; ma mi sta bene così. Certo, ci sono anche episodi di malasanità, ma sono le  classiche eccezioni che confermano la regola: Una buona sanità non fa notizia.  Se la facesse, allora si che sarebbe grave.


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15 agosto 2007

Fisco cinico e baro

Valentino Rossi: «Mi hanno crocifisso»



Valentino Rossi passa al contrattacco. Il campione pesarese per la prima volta ha risposto alle accuse di evasione fiscale dei giorni scorsi. Lo ha fatto mandando un messaggio sia al Tg1 che al Tg5, senza contraddittorio. Una cassetta alla maniera di Berlusconi.   Qui


A' Valè!!! Se c'hai intenzione de scenne


'n campo, fatte prima ungere...



14 agosto 2007

Da L'Unità online del 09.08.07

Storie italiane

Pietro Spataro


Non era al mare. Non era in un college. Lui no, lui era al lavoro in un cantiere. Aveva solo 16 anni: l’età della libertà e dei piccoli grandi amori. Christian questa età, invece, la viveva in un altro modo: lavorando. E su quel lavoro ieri c’è morto. Ma perché era lì? Quali erano, se c’erano, i sistemi di sicurezza? E perché è consentito che un ragazzo possa mettere a rischio la vita tra le impalcature? Domande a cui qualcuno dovrà rispondere.

Nell’Italia della coca, delle squillo e dei deputati “trasgressivi”, questa storia fa indignare. Ormai i morti sul lavoro sono diventati un’emergenza nazionale, strage silenziosa e ignobile. Lo abbiamo già scritto, lo ripetiamo: quando si deciderà Montezemolo a spendere due parole per dire ai suoi colleghi "ora basta"?

Tuttavia dietro la vita spenta di Christian c’è di più. C’è un senso di vuoto e di fallimento. Per una classe politica che perde mesi a discutere di questioni spesso inutili, per certa stampa che si preoccupa tanto delle vacanze morigerate di Berlusconi o ci racconta le prove sportive di Prodi ma non sa reagire come si deve di fronte a un dramma di tali dimensioni.

La morte di Christian arriva nelle stesse ore in cui un altro ragazzo, un po’ più grande e molto più famoso, finisce in prima pagina per evasione fiscale. Valentino Rossi ha avuto una vita più fortunata: è stato bravo ed è diventato un grande campione, guadagna tanto (forse troppo), può avere quel che vuole. È l’idolo dei giovani, ragazzo di successo. Eppure s’è perso in quel mare di soldi. Christian e Valentino, due facce di un paese (meglio, di un mondo) che purtroppo non conosce ancora il senso della giustizia.


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13 agosto 2007

Piccoli pensieri

"L'esperienza storica ha sempre confermato che il possibile non

 verrebbe raggiunto

se nel mondo non si ritentasse sempre l'impossibile".


Max Weber


(Ogni riferimento al Partito Democratico è puramente casuale)


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9 agosto 2007

Aria di casa

Aria...di casa mia...



il mio paese...




la mia piazza...




la mia sezione...




la mia casa...



il mio mare.


l'ultima foto per gentile concessione di F. Calò, Centro Foto Video - Sannicola




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7 agosto 2007

Olio extra vergine di oliva: Oro liquido




A ridosso delle coste ioniche del Salento nella piana di Gallipoli, sulle serre e lungo i pendii che scendono verso il mare, accarezzati dalle brezze e nutriti dall'umore e dal profumo del Mediterraneo, con le radici piantate in questa arida terra rossa ulivi secolari sono cresciuti. Con essi è cresciuta la "civiltà" contadina dell'ulivo.

E sono questi i ricordi dei padri. Oggi è il lavoro e la passione dei figli a far sì che la storia continui. Nella filiera produttiva che al nostro extravergine d'oliva garantisce qualità e tipicità, al primo posto è la cura della pianta e del suo ambiente; il resto lo fa la modernizzazione degli impianti e delle tecnologie; ed ecco alla fine il sapore ed il gusto, ovvero il palato e la sua cultura.
 
Oggi parliamo di olio extra vergine di oliva
 
 
Rispetto agli altri oli vegetali, l'olio di oliva vergine ed extra vergine è l’unico ad essere ottenuto per semplice spremitura del frutto, e non invece dal seme. Per questa ragione e da considerarsi a tutti gli effetti alimento naturale per eccellenza, di altissima qualità intrinseca. Alimento impareggiabile, proprio perché direttamente commestibile come tale, senza che vi sia alcuna necessità di specifici interventi correttivi tramite rettificazione chimico-fisica, come invece avviene con gli oli di semi.
 L'olio extra vergine di oliva è sempre stato considerato a metà strada tra l'alimento ed il medicinale. Ippocrate consigliava succo di olive fresche per curare le malattie mentali ed impacchi di olive macerate per le ulcere. Ancora oggi molte persone lo usano per estrarre le spine da sotto la pelle, per le otiti, per assorbire i duroni.
Nell'antichità veniva utilizzato nella cura della persona come unguento balsamico, preparato antirughe e anti macchie, per assicurare lucentezza e morbidezza ai capelli. Mia nonna lo usava mischiato con calce in polvere come rimedio contro le scottature. Oggi viene utilizzato nell'ambito della cosmesi: le sue virtù cosmetiche si basano infatti sulla affinità acidica con il tessuto cutaneo ed adiposo dell'uomo.
 

 
Proprietà mediche e terapeutiche
  • I grassi contenuti sono identici a quelli  presenti nel latte materno
  • Aiuta a combattere l'invecchiamento
  • E' indicato nelle diete per i diabetici in quanto abbassa i livelli totali di colesterolo nel sangue
  • Combatte l'insorgenza di malattie cardiovascolari (ictus, trombosi, infarto)
  • Riduce l'incidenza di alcuni tumori quali quelli del colon e della mammella
  • Sviluppa la resistenza alle infezioni, l'attività muscolare, la difesa del fegato e del cuore.


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3 agosto 2007

Da Aprile online

Pur non condividendo il suo pessimismo riguardo al Pardem(Partito Democratico), leggo sempre volentieri gli articoli  che Renzo Butazzi scrive per Aprile online. Mi piace la sua graffiante satira.
 

Le Sirene Cassandre

Renzo Butazzi,  31 luglio 2007

 

L'epopea del Pardem, la nuova divinità che le creature marine Fassina, Rutella e Veltrona hanno cantato come dispensatrice di miracoli per gli italioti



E venne l'epoca delle Sirene, quando Fassina, Rutella e Veltrona, tre di questi esseri prodigiosi, emersero da un acquitrino nel quale avevano vissuto per anni e si misero a cantare una canzone seducente e consolatoria.
La canzone, che a volte aveva l'andamento di una cantilena altre volte quello esaltante di un "Alleluia", vantava le capacità straordinarie di Pardem una nuova divinità che le Sirene avrebbero chiamato sull'italica terra e, che, con il loro aiuto, avrebbe miracolato il popolo tutto, oggi e domani, per monti, per valli e per pianure.

Pur cantando il medesimo tema, Fassina, Rutella e Veltrona facevano a gara a chi aveva la voce più suadente e gorgheggiava le variazioni più amabili; dopo ogni ritornello si complimentavano l'un l'altra, mentre molti italioti le ascoltavano inebetiti dall'emozione.
Cantando, ogni Sirena enumerava i prodigi che la nuova divinità avrebbe compiuto grazie ai loro suggerimenti. I difetti si sarebbero trasformati in virtù, le paure in coraggio, la debolezza in forza. I corrotti sarebbero divenuti onesti, i criminali si sarebbero dedicati al lavoro nei campi e nelle officine, i lenti sarebbero divenuti veloci, i pigri operosi. Credenti e miscredenti, laici e religiosi, avrebbero ballato insieme il girotondo, tenendosi fraternamente per mano.
Il canto meraviglioso di Fassina, Rutella e Veltrona, era accompagnato da piccole divinità anfibie oggi dimenticate, come l'astuto Dalema, il dio dei cacciabubbole Amato, Parisiocara, il peloso Cacciari Barbadimare ed altri esseri antropomorfi che, accoccolati ai bordi dell'acquitrino, suonavano i loro pifferi di canna facendo qualche saltino per essere visti meglio.
Infine dall'acquitrino emerse la nuova divinità dal magico nome di Pardem e gli italioti che erano stati sedotti dal canto delle tre Sirene, cominciarono ad attendere i miracoli promessi. Passa un mese, passa un anno ma miracoli niente. I poveri seguitavano a impoverire, i ricchi ad arricchire, i malati a morire; i ladri rubavano, i corrotti corrompevano i pensionati si facevano il brodo bollendosi i calli.
E così gli italioti cominciarono a lamentarsi anche della nuova divinità e a insinuare che Fassina, Rutella e Veltrona erano Sirene bugiarde; anzi, forse non erano nemmeno sirene ma attori di circo travestiti.

Allora le Sirene, vere o false che fossero, cominciarono a darsi l'un l'altra la colpa dell'insuccesso: "Sei tu Fassina, che hai voluto il Pardem dicendoci che faceva miracoli, come certi lassativi..." "No, no, sei stata tu Rutellaccia a insistere, io non ne volevo sapere...", "Ho insistito perché Parisiocara e i suoi Prodi smettessero di rompere con il Pardem...".
Come finì questa storia? E' facile immaginarlo. Il Pardem seguitò a non fare i miracoli promessi; anzi, tutto restò ...un po' peggio di prima.
Fassina, Rutella e Veltrona smisero di cantare la loro nenia e rientrarono nell'acquitrino, insieme al codazzo delle creaturine anfibie antropomorfe che ne avevano accompagnato le melodie.





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1 agosto 2007

27 anni dopo...

Bologna, 2 agosto 1980





Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe" (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di "golpe", sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il '68, e in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del "referendum".
Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.
Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il mio "progetto di romanzo", sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il '68 non è poi così difficile.
Tale verità - lo si sente con assoluta precisione - sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio. Ultimo esempio: è chiaro che la verità urgeva, con tutti i suoi nomi, dietro all'editoriale del "Corriere della Sera", del 1° novembre 1974.
Probabilmente i giornalisti e i politici hanno anche delle prove o, almeno, degli indizi.
Ora il problema è questo: i giornalisti e i politici, pur avendo forse delle prove e certamente degli indizi, non fanno i nomi.
A chi dunque compete fare questi nomi? Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, e, inoltre, non ha, per definizione, niente da perdere: cioè un intellettuale.
Un intellettuale dunque potrebbe benissimo fare pubblicamente quei nomi: ma egli non ha né prove né indizi.
Il potere e il mondo che, pur non essendo del potere, tiene rapporti pratici col potere, ha escluso gli intellettuali liberi - proprio per il modo in cui è fatto - dalla possibilità di avere prove ed indizi.
Mi si potrebbe obiettare che io, per esempio, come intellettuale, e inventore di storie, potrei entrare in quel mondo esplicitamente politico (del potere o intorno al potere), compromettermi con esso, e quindi partecipare del diritto ad avere, con una certa alta probabilità, prove ed indizi.
Ma a tale obiezione io risponderei che ciò non è possibile, perché è proprio la ripugnanza ad entrare in un simile mondo politico che si identifica col mio potenziale coraggio intellettuale a dire la verità: cioè a fare i nomi.
Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.
All'intellettuale - profondamente e visceralmente disprezzato da tutta la borghesia italiana - si deferisce un mandato falsamente alto e nobile, in realtà servile: quello di dibattere i problemi morali e ideologici.
Se egli vien messo a questo mandato viene considerato traditore del suo ruolo: si grida subito (come se non si aspettasse altro che questo) al "tradimento dei chierici" è un alibi e una gratificazione per i politici e per i servi del potere.

Cosa centra un articolo scritto da Pier Paolo Pasolini nel novembre 1974 con la strage di Bologna avvenuta 6 anni dopo?  Pasolini sapeva. Sapeva chi erano i mandanti delle stragi che avevano funestato l'Italia del dopo sessantotto. Pasolini, pur non avendo prove aveva capito. Bisognava eliminarlo. Per questo fu ucciso. Chi ha ordinato la strage di Bologna sono gli stessi che hanno ordinato tutte le stragi precedenti, sono gli stessi che hanno ordinato di uccidere Pasolini. Perchè sapeva.


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permalink | inviato da rossoantico il 1/8/2007 alle 22:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


1 agosto 2007

Colui che non voleva fare prigionieri

Cesare Previti si è dimesso per evitare di essere cacciato

La Camera ha accettato le dimissioni



L'aula della Camera ha accolto a scrutinio segreto con 462 voti favorevoli le dimissioni di Cesare Previti. Gli subentra Angelo Sartori. Cesare Previti, condannato con sentenza passata in giudicato, ha presentato martedì pomeriggio le sue dimissioni da deputato, mentre l'aula della Camera stava discutendo sulla sua decadenza. Il Presidente della Camera Fausto Bertinotti ha dichiarato valide le dimissioni di Previti ed ha chiesto all'aula di votare sul loro accoglimento. 462 deputati hanno votato a favore, 66 contro, 4 gli astenuti.

Il voto sulle dimissioni di Cesare Previti si è svolto con scrutinio segreto. Previti aveva chiesto il voto palese. Il Presidente Bertinotti in un primo momento aveva accettato «in via eccezionale» il voto palese, a patto che tutti i deputati fossero d'accordo. Marco Boato ha presentato una eccezione.

Bertinotti ha quindi optato per lo scrutinio segreto. Nelle dichiarazioni di voto Ulivo, Sd, Prc, An hanno dichiarato parere favorevole all'accoglimento delle dimissioni. Lo stesso Previti aveva invitato i deputati di Fi a votare a favore. Ove la Camera avesse respinto le dimissioni, l'aula avrebbe comunque successivamente votato sulla decadenza di Previti.

L'Unità, 1 agosto 2007
 
 
 
Dopo le dimissioni "volontarie" di Previti, secondo voi,

il Parlamento è più pulito o solo un pò meno sporco?




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