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rossoantico
vengo da lontano, guardo lontano.


07] - Febbraio 2007


27 febbraio 2007

Mozione Fassino stravince.

Partito Democratico avanti tutta!

La mozione Fassino stravince. Mussi sconfitto.

il popolo diessino sostiene la linea del Segretario e boccia

ipotesi scissioniste.

 
Si è svolto ieri sera il congresso sezionale dei Democratici di Sinistra.
In una sala stracolma e dopo che i relatori avevano illustrato le  tre mozioni, si è aperto il dibattito che è stato ricco e vivace. Quindi si è passati alle votazioni, con voto assolutamente segreto.
I risultati:   

Mozione Fassino: 30 voti.

Mozione Mussi:     1 voto.

Mozione Angius:    5 voti
                   
Due sere prima, nella città di Lecce, in quel congresso cittadino la mozione Fassino aveva ottenuto il 90% dei consensi.




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24 febbraio 2007

crisi di coscienza e doveri parlamentari

Anche nella criniera di un  nobile animale come il cavallo possono annidarsi due pidocchi". Con questa frase sprezzante Palmiro Togliatti bollò Valdo Magnani e Aldo Cucchi, entrambi deputati del PCI, rei di aver dato voce alle loro coscienze.

Correva l'anno 1951 e, in ambito politico, si discuteva di come avrebbero dovuto comportarsi i comunisti italiani qualora le truppe del Patto di Varsavia avessero invaso l'Italia: Come amici o come nemici? Valdo Magnani non ebbe dubbi...
 
 
 
Il 19 gennaio, al termine del VII congresso dei comunisti reggiani, Valdo Magnani, segretario della Federazione nonché cugino di Nilde Iotti, critica e mette in discussione il mito dell'Urss e la subalternità dei comunisti italiani alla madrepatria sovietica: “Dobbiamo dichiarare” rileva Magnani “che ove l'Italia non sia attaccata e quindi in stato di guerra, i comunisti non considerano via della loro rivoluzione democratica il passaggio delle frontiere da parte degli eserciti socialisti”. Reduce dalla Jugoslavia, dove aveva combattuto come commissario di una brigata garibaldina, Magnani teme un invasione russa dal confine orientale del Paese e invita i compagni a mantenere una propria autonomia dalla politica stalinista. La richiesta del segretario è tuttavia inaccettabile e viene immediatamente rigettata dal partito. Quando, due giorni dopo, Magnani insieme con Aldo Cucchi, anch'egli esponente nazionale del Pci, si dimette, gli organi dirigenti respingono le dimissioni e li espellono per tradimento.
 
Domanda: E' giusto condannare un cittadino perchè ha agito secondo la propria coscienza?
Risposta: Non è giusto se si tratta di un cittadino qualunque, ma è giustissimo, anzi doveroso se si tratta di un parlamentare. Un parlamentare, non deve agire con coscienza, ma con senso di responsabilità. Il suo dovere non è cercare benemerenze in paradiso, ma  fare gli interessi del popolo che  lo ha eletto.
Ora, ritornando a Cucchi e Magnani, bisogna considerare il contesto in cui il fatto avvenne: era come abbiamo detto il 1951: Anni terribili. Guerra fredda. Attentato a Togliatti. Scomunica da parte di un papastro fascista. Estromissione del PCI dall'area di governo, dopo essere stato parte essenziale nella lotta di liberazione dal nazifascismo. Gli avversari giocano con carte truccate, tirando in ballo Dio a ogni piè sospinto e compiendo stragi di persone inermi. L'America sforna denaro a più non posso, paga preti, giornalisti, politici pur di sconfiggere il suo nemico per antonomasia: il partito
comunista.
In quelle condizioni il PCI deve far quadrato. Non può permettersi crisi di coscienza. Ne va della sua stessa esistenza.
Anni dopo, quando le condizioni internazionali lo permetteranno, quel passo che stava tanto a cuore a Valdo Magnani
sarà compiuto. Ma nel frattempo il Partito è cresciuto, è diventato il maggior partito comunista del mondo occidentale
e ha contribuito in modo determinante a far avanzare in Italia la democrazia e la giustizia sociale.

 
 
P.S.Eventuali analogie con fatti recenti non sono per niente casuali.




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22 febbraio 2007

Amarezza e delusione

Delusione, amarezza e rabbia. Ovviamente. Non se ne può fare a meno. Un mio amico diceva che  sarebbe gran cosa il comunismo se... se non ci fossero i comunisti. Penso che avesse proprio ragione. Ora dalle fila di chi questi miserabili vota e sostiene, si cerca di minimizzare l'accaduto dicendo che anche col voto di costoro Prodi sarebbe caduto, e non tengono conto che un conto è essere battuti dal voto del solo  Andreotti , e un conto è cadere a causa del voto contrario di membri della propria maggioranza.
Un'altra amara constatazione è che noi a sinistra ci riempiamo continuamente la bocca con la parola Democrazia, in realtà  quanto più si va verso gli estremi tanto più il concetto di democrazia viene calpestato. Abbiamo una coalizione alquanto eterogenea, con ispirazione e valori molto distanti fra di loro, intelligenza vorrebbe che si lavorasse di sintesi, che su ogni argomento venisse trovato un punto in comune e su quel punto si cercasse di mettersi d'accordo. I DI.CO sono un classico esempio. Ma no, la sinistra radicale vuole tutto e subito. Dimenticano di essere solo una parte della coalizione, pretendono di dettare legge. Criticano la Binetti, e si comportano allo stesso modo. Meriterebbero veramente un Berlusconi vita natural durante.




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21 febbraio 2007

dibattito precongressuale 2

Martedi, 20 febraio. Mozione "Per il partito democratico" di Piero Fassino"
Relatore: Antonio Maniglio capogruppo Ds nel consiglio regionale della Puglia.
Sala stracolma. Assemblea  sostanzialmente d'accordo con la mozione. Ma non entusiasta. Direi quasi rassegnata. Se l'altra sera il professor Spedicato aveva saputo infiammare la sala con interventi e repliche piuttosto vivaci, ieri sera tutto si è svolto nella più assoluta calma...
E non poteva essere altrimenti: Spedicato parlava ai cuori, Maniglio si rivolgeva alla ragione.
Il Cuore ci tiene avvinghiati alle origini e queste hanno un nome: "Socialismo".
La Ragione invece ci fa capire che se "Socialismo",  più che  una speranza è uno steccato, allora è bene superarlo. E superare non significa rinnegare. Ma vuol dire aprirsi ad altri che condividono i nostri stessi valori, ma che la parola socialismo tiene irrimediabilmente lontano.
La terza mozione non avrà una serata apposita, per il semplice motivo che non si è riusciti a trovare un relatore che la illustrasse; dedicheremo perciò la serata  alla continuazione del dibattito precongressuale.
Vi segnalo un post di un giovanissimo e saggissimo blogger, Alberto Trivelli, che ha sintetizzato in tre parole l'essenza delle tre mozioni: Futuro, Miopia, Paura. Vi consiglio di leggerlo, ne vale la pena.




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19 febbraio 2007

Dibattito precongressuale

Vengo adesso da una riunione precongressuale della mia sezione. Veniva illustrata la seconda mozione, quella di Mussi. Relatore un professore  molto bravo. La sala semivuota all'inizio, è andata via via riempendosi fino a diventare gremita. La discussione è stata molto accesa. Benchè molti compagni fossero riluttanti ad accettare l'idea del Partito Democratico in tutti è prevalsa la voglia di unità del partito, sicchè penso che la mozione Mussi  non avrà un largo seguito. Fortunatamente direi.
Perchè, come dice l'amico Garbo " I tempi cambiano e la sinistra deve coniugare le sue idee di solidarietà e di giustizia sociale calandole nel tempo in cui viviamo; deve saper cogliere come sta cambiando il mondo e come siamo cambiati noi stessi. Arroccarsi sulle vecchie posizioni è tranquillizzante per la nostra identità, ma inefficace e forse irrealizzabile".
Domani sera sarà la volta della mozione Fassino. Spero in un dibattito proficuo come quello di stasera.




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19 febbraio 2007

Prove tecniche di scissione

Prove tecniche di scissione

 

 Piero Fassino:<<Il percorso verso il Pd è inarrestabile. Anche se parte dei diesse minacciano scissioni. Ora apriamoci alla società civile. Con l'obiettivo 2008 per la nuova formazione. [...] Il Pd non lo facciamo per quelli che come me hanno già compiuto un bel pezzo della loro vita politica. Lo facciamo per le generazioni nuove che verranno... [...] Noi abbiamo bisogno di un partito vero, non di un movimento di opinione che rischia di esaltare il ruolo di ristrette oligarchie e nomenklature. Con regole fondate sulla partecipazione democratica: primarie, referendum tra iscritti e elettori, termine di mandato per i dirigenti, voto segreto, rapporto agile con la società>>.

 

Mussi attacca Fassino: << I Ds sono diventati un gigantesco gioco dell'oca in cui si è tornati al punto di partenza. Occhetto col suo 16% dovette fare le valigie mentre ora si celebrano i successi di un segretario che ci fa fare il 17.2 per cento>>.

Mussi ha poi ribadito la sua opposizione alla nascita del Partito democratico. «Dobbiamo vincere il congresso, no al partito democratico e no al manifesto presentato nei giorni scorsi». L'alternativa, dice Mussi, potrebbe essere la riunificazione della sinistra. «Non è scontato - osserva il ministro - che la sinistra in Italia debba essere divisa. Se continua a essere divisa, per lei è la rovina. Si può trovare una prospettiva unitaria per i molti che vengono dalla crisi del Partito socialista e per chi viene dal Pci». Ma che può coinvolgere anche una sinistra nuova, i movimenti nati negli ultimi anni. «Le logiche di nicchia o di trincea - insiste il leader della sinistra Ds - di chi difende il proprio 2% o il 2,1% non lasceranno sopravvissuti. Bisogna rimetterci tutti in discussione e riaprire la prospettiva di un grande partito di sinistra, di ispirazione socialista».

 

come andrà a finire? ai congressisti l'ardua sentenza…




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18 febbraio 2007

grazie Vicenza

 

Vicenza ha mantenuto tutte le promesse: la manifestazione è stata bella, colorata, pacifica. Ci dispiace per quei guastatori "trasversali", Amato e Berlusconi in testa, che al contrario, hanno invece fatto una figuraccia, dimostrando di non conoscere affatto i sentimenti e l'agire di chi non abita le ovattate stanze della politica ma che, agli inquilini di queste, chiede rispetto e coerenza. Che il centrodestra tuonasse al "pericolo terroristico" non ha stupito nessuno, ma il centrosinistra deve, invece, rileggere quel programma sul quale ha chiesto e ottenuto la vittoria elettorale.
Oltre centomila persone, casalinghe, famiglie con bambini, giovani dei centri sociali, militanti sindacali e dei partiti della cosiddetta sinistra antagonista, pacifisti e studenti: tutti insieme hanno sfilato per oltre tre ore con canti, striscioni, pentole, campanelle e fischietti. Insieme, per esprimere solidarietà ad un'intera cittadinanza, insieme per sostenere il comitato permanente "Dal Molin", insieme per dire che Vicenza è suolo italiano e non accetta di essere ceduto a chicchessia né per promesse da mercanti, né per antichi patti "secretati". Vicenza non cede e non si vende.
L'ampia partecipazione popolare e l'evidente sostegno dei vicentini dovrebbero indurre innanzitutto il Comune a revocare l'assurda decisione del Consiglio comunale di dare il via libera a questa cementificazione in piena città, ed il governo, che aveva condizionato il suo parere alla volontà della comunità locale, a tenere conto di questa grande manifestazione. Se, come ha detto lo stesso Prodi, le manifestazioni sono "il sale della democrazia", allora questa città e questo corteo meritano ora di essere ascoltati e meritano quel referendum che governo e comune continuano a negare.

C.R.

 Da: http://www.aprileonline.info/




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17 febbraio 2007

grazie Vicenza

GRAZIE VICENZA


foto: newpress/corriere della sera


foto: emmevi/corriere della sera


foto: l'Unità

"Per la prima volta in vita mia mi vergogno di essere americano. Lavoro in un laboratorio che si occupa di armamenti chimici. Per tutta la vita ho pensato di lavorare per il bene della societa' ma adesso capisco perfettamente quale sia la mia effettiva funzione. E inorridisco al pensiero del danno che possa arrecare cio' di cui mi sto occupando. E' un qualcosa che mi fa sprofondare nella depressione, attenuata solamente dal pensiero di essere in fondo solamente un pesciolino piccolo in un enorme oceano ribollente". 
John Marshall  cittadino americano.




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16 febbraio 2007

Torquemada e Ratzinger, due vite parallele

Tomas de Torquemada - Joseph Ratzinger


due vite parallele


 


Santa Inquisizione: Tribunale speciale istituito dal papato nel Medioevo, allo scopo di meglio salvaguardare la fede dal diffondersi di eresie e di tutto ciò che poteva costituire pericolo al potere della chiesa. Fino a tre secoli fa la Santa Inquisizione mandava sui roghi e sui patiboli i liberi pensatori come eretici, le donne come streghe, gli omosessuali come contro-natura e gli ebrei come deicidi. Gli Inquisitori venivano scelti fra i Francescani e i Domenicani. Costoro furono molto zelanti nell'espletare il loro compito tanto che si macchiarono di innumerevoli atrocità. Bastava il semplice sospetto a far comparire davanti ai giudici o ad arrestare i supposti colpevoli. Tristemente famosa per crudeltà e atrocità fu l'Inquisizione spagnola. Grande Inquisitore fu  il domenicano


Tomas de Torquemada


Uomo di integri costumi, fu tuttavia cosi fanatico nel suo zelo che il suo nome divenne sinonimo di torturatore. Uno storico dell'epoca così lo definì: ...una persona dai tratti raccapriccianti responsabile della morte sul rogo di 10.280 persone, e della punizione con infamia e confisca dei beni di altre 27.321.

Non  fu da meno l'Inquisizione Romana (o Sant'Uffizio). Al pari di quella spagnola, anch'essa si macchiò di orrendi delitti (vittime illustri furono Giordano Bruno arso sul rogo) e Galileo Galilei costretto all' abiura  per poter aver salva la vita).

Fondata nel 1542 e a tutt'oggi esistente, è l'attuale


Congregazione per la dottrina della fede.


L'organismo della Curia Romana incaricato di vigilare sulla purezza della dottrina della Chiesa Cattolica. Deriva dal Sant'Uffizio e quindi, storicamente, dal Tribunale dell'Inquisizione.

Dal 25 novembre 1981 e fino alla sua elezione a Pontefice ha avuto come guida il

Cardinale Joseph Ratzinger.

 

Ratzinger: Il Papa che considera aborto ed eutanasia una minaccia per la pace.

Il Papa della crociata omofobica e dalle nostalgie preconciliari,

Il Papa dai  suoi trascorsi giovanili nella Hitler Jugend.  

Le biografie ufficiali sorvolano maldestramente su quest’aspetto del Ratzinger giovane: Parlano di arruolamento nella difesa antiaerea, ma tacciono sui due anni, dai 14 ai 16 in cui militò nella Gioventù Hitleriana. Dove al posto dei sermoni e delle omelie, giornalmente, più volte al giorno, si  ascoltava quanto segue:


 

«Il mio programma educativo per la gioventù è arduo. La debolezza dovrà essere spazzata via. Nei miei castelli dell'Ordine Teutonico diventerà adulta una gioventù che farà tremare il mondo. Io voglio una gioventù brutale, tiranna, intrepida e crudele. La gioventù deve essere tutto questo. Essa deve sopportare il dolore. Non deve avere nulla di debole e delicato. La libera, splendida bestia predatrice deve ancora una volta emergere brillando dai suoi occhi. Così io sradicherò migliaia d'anni di civilizzazione umana. Così io creerò il nuovo ordine.» Adolf Hitler.

 

Con questo programma educativo il giovane Ratzinger deve aver formato il suo carattere e temprato la sua volontà. Ordinato sacerdote nel 1954, brucia le tappe: Vescovo, Cardinale, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Trampolino di lancio verso ulteriori successi...   Nella sua veste di inquisitore egli indaga. E scopre molti scheletri negli armadi di molti porporati. Ma non denuncia. Copre. Conquistandosi la gratitudine degli interessati. Gratitudine che gli tornerà utile in conclave...

Torquemada e Ratzinger: Strenui difensori della fede. A testa bassa contro ogni eresia e contro ogni progresso.  Ottusamente fondamentalisti. Squallidamente e colpevolmente retrivi. 

Due vite parallele  fuori dal loro tempo. Due insopportabili pesi per l'Umanità.

 




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15 febbraio 2007

Satira amara

Cosa potrebbe fare un paese povero con 13.300.000.000 (tredicimilatrecentomilioni) di euro? Potrebbe dare pensioni dignitose ai suoi cittadini che ne hanno diritto,  potrebbe potenziare le sue strutture ospedaliere con macchinari all'avanguardia alfine di eliminare le famigerate liste d'attesa, oppure debellare la piaga del precariato, finanziare la ricerca, potenziare gli organi giudiziari e quelli per la sicurezza, potrebbe...
Tante cose potrebbe fare un paese povero con una simile cifra. Non è il caso dell'Italia ovviamente, perchè tutti sappiamo che il nostro paese non ha di questi problemi: da noi tutto funziona a meraviglia.
I pensionati vivono da signori, gli ospedali forniscono assistenza di prim'ordine senza l'ombra di liste d'attesa, il precariato e la disoccupazione non esistono, la Ricerca è prima nel mondo, la Giustizia è rapida, le forze dell'ordine efficientissime, la criminalità inesistente.
E allora, cosa sono tutte queste storie per quei miseri 133 aerei da combattimento dal costo di centomilioni di euro cadauno, e dico cada uno, che il governo Prodi ha testè acquistato dagli USA? Ce lo possiamo permettere no? Cosa vanno cianciando quei sobillatori di Franca Rame e
Dario Fo?
Comuuunisti!!!  
QUI




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14 febbraio 2007

Delle acque

La cronaca ci offre continuamente spunti per delle riflessioni e per dei commenti. Ci sarebbe  da parlare delle  indebite ingerenze nella vita politica italiana di ambasciatori stronzi, o di alti prelati reazionari; o di lettere con l'invito a cittadini americani a non partecipare alla manifestazione di Vicenza per  timore di violenze nei loro confronti (e questo mi sembra un bel mettere le mani avanti, specialmente se quest'invito viene fatto da chi è specialista in provocazioni e finte rivendicazioni), oppure si potrebbe parlare dell'istinto servile di tanti cosiddetti politici per lo più di cdx, ma qualcuno anche di csx, che a parole si riempiono la bocca di Patria, orgoglio nazionale, ecc.  e poi nei fatti scodinzolano come cagnolini idioti davanti al padrone straniero.
Non voglio parlare di queste miserie. Vorrei invece porre l'attenzione su certa pubblicità ingannevole. Ricordo che quando ero ragazzo, sull'etichetta di una nota acqua minerale, c'era la dicitura: "leggermente radioattiva".  L' inganno non consisteva nel far credere che quell'acqua fosse leggermente radioattiva, poichè tutta la materia in qualsiasi forma si presenti, ha la sua dose seppur minima di radioattività, ma consisteva nel fatto che  lasciava intendere all'ingenuo consumatore che la radioattività avesse proprietà benefiche per l'organismo.
Oggi che conosciamo i rischi per la salute che l'ingerimento o il semplice contatto con sostanze radioattive comporta,  anche la pubblicità si è adeguata: niente più radioattività, ma leggerezza, benessere del corpo, regolarità, intestino che fa din din, e altre scemenze simili. E la cosa triste  o comica, secondo i punti di vista, è che tanti ci cascano. Siamo il paese col più alto consumo di acque cosidette minerali al mondo. L'organismo umano è composto per il 65% d'acqua, e l'acqua è l'elemento fondamentale per la vita ed interviene in moltissimi processi biochimici. Tuttavia a fini salutistici è necessario semplicemente bere la quantità minima d'acqua che serve a mantenere il corretto equilibrio idrico nel corpo, e tutte le proprietà benefiche attribuite alle acque minerali non hanno valenza scientifica.  E l'acqua del rubinetto ha le stesse identiche proprietà salutari  di ogni altro tipo di acqua.
Ha solo un difetto: costa meno. E tanti furboni,  coloro cioè per cui una cosa più costa meglio è, continueranno a rimpinguare le tasche dei veri furbastri: I produttori di acque minerali.




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13 febbraio 2007

Il cavaliere teutonico

Benedetto XVI è preoccupato per alcune "leggi su questioni molto delicate" come la "difesa della vita" e "l'identita' della famiglia e il rispetto del matrimonio".
Ci risiamo! Cambiano i tempi, mutano gli uomini, ma loro sono sempre li, autentici sepolcri imbiancati, ostinatamente asserragliati nei loro pregiudizi, nel vano tentativo di fermare il progresso. Ringalluzziti dalle loro vittorie di Pirro. Timorosi di ogni stormir di fronda, sospettosi di ogni novità, perchè in ogni novità essi vedono un pericolo ai loro tantissimi privilegi, al loro stesso esistere. Ogni novità li spaventa in quanto sanno che quando la Verità sarà alla portata di tutti, non vi sarà più bisogno di preti, di vescovi e di cardinali. Nè di papi.  
A da venì quel dì...




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7 febbraio 2007

intervallo



Intervallo.
Rossoantico prende un periodo di riposo.

Un caro saluto agli amici e alle amiche
e a chiunque passi di qua.

a presto!




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6 febbraio 2007

Come sarebbe, oggi, l'Italia...

Molto spesso un evento condiziona  e indirizza in un senso o nell'altro, il corso della storia.
Mi è venuto in mente questo pensiero, riflettendo sul commento 
dell'amica Valigetta al mio post precedente.
 commento di valigetta   L'identità di questo utente è certificata il 04/02/2007 20.48.01, 82.55.170.xxx
da allora... è cambiato qualcosa ?
link
nel post parlavo del ruolo che hanno avuto gli USA  nella storia italiana del dopoguerra e Valigetta si chiede: da allora...è cambiato qualcosa? E mi è venuto in mente il rapimento dell'on.Moro.
Roma, 16 marzo 1978, ore 9.15. E' il giorno in cui il governo appena nominato, guidato da Giulio Andreotti, doveva presentarsi in Parlamento per ottenere la "fiducia". L'auto che trasportava Moro da casa alla Camera dei Deputati fu intercettata in via Mario Fani da un "gruppo di fuoco" delle Brigate Rosse, organizzazione terroristica di sinistra, che in pochi istanti portò a termine una delle più feroci azioni terroristiche che si ricordino nella storia italiana contemporanea. In una manciata di secondi, sparando con armi automatiche, i terroristi massacrarono i due carabinieri a bordo dell’auto di Moro e i tre poliziotti a bordo dell'auto di scorta   e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana. Moro venne caricato a forza su un'auto che si allontanò rapidamente verso una direzione in quel momento ignota.
 
Quella mattina del 6 marzo 1978 non viene rapito solo un uomo, ancorchè importante, ma viene impressa una vigorosa sterzata alla storia d'Italia. I destini di una Nazione vengono incanalati verso una destinazione prestabilita.  Quella mattina doveva nascere quel governo di solidarietà nazionale,  preludio a un ruolo di governo da parte di un partito, il PCI, che per trent'anni ne era stato escluso. 
E ciò avrebbe vanificato tutti gli sforzi che le varie amministrazioni USA avevano sino allora messo in atto per impedire una simile eventualità.
Cara Valigetta, rispondo alla tua domanda con un'altra domanda: quale sarebbe stato il destino del nostro Paese se Aldo Moro non fosse stato rapito?
Avremmo avuto il craxismo con tutte le sue degenerazioni? E tangentopoli? E Berlusconi?  E sopratutto, sarebbe ancora il nostro Paese continuamente umiliato nella sua autonomia?
E'chiaro che la storia non si scrive con i se, ma siccome ogni fase della storia è figlia della fase che l'ha preceduta, si può affermare tranquillamente che senza il rapimento e successivo assassinio di Moro,
non ci sarebbe stato craxismo, senza craxismo non ci sarebbe stata tangentopoli, senza tangentopoli non ci sarebbe stato il berlusconismo. Senza tutti questi tragici eventi, forse oggi saremmo un Paese normale e non ci troveremmo un Governo umiliato nelle sue funzioni e costretto a ratificare  provvedimenti che altri hanno deciso.
Forse oggi saremmo un Paese libero e senza tutori.




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4 febbraio 2007

Gli Americani in Italia

Democrazia all'occidentale
Se c'è una cosa di buono negli americani è che dopo un certo numero di anni i documenti segreti riguardanti fatti e misfatti in cui è implicata l'amministrazione americana, vengono desegretati e restano a disposizione di chiunque voglia consultarli. Ed è in base a documenti ufficiali desegretati che sul finire degli anni 70, un giornalista di cui non ricordo il nome, scrisse un libro in cui descriveva per filo e per segno tutta l'attività clandestina dei servizi segreti americani in Italia nell'immediato dopoguerra . Il libro aveva per titolo "Gli Americani in Italia". Ma definire clandestina tale attività non è esatto: essi agivano in realtà con il beneplacito delle autorità e di larghe fasce di cittadini. Ed elargivano generosamente fior di quattrini a destra e a manca.
Avevano un duplice obiettivo: impedire l'accesso al governo al PCI, e nello stesso tempo porre le basi di una sana collaborazione economica fra imprese americane ed italiane: Sana collaborazione nel loro linguaggio vuol dire a tutto loro vantaggio. Ed ecco che venivano pagati preti perchè predicassero in un certo modo, e venivano assoldati giornalisti perchè lanciassero campagne di stampa verso precisi obiettivi, e venivano sovvenzionati politici perchè legiferassero in un certo modo, e venivano finanziati movimenti politici di destra , di centro e di sinistra. Il PCI non doveva andare al governo! E se nonostante tutti i loro sforzi per impedire che ciò avvenisse i comunisti avessero ugualmente vinto le elezioni, erano pronti i piani segreti di destabilizzazione: I gladio, i piani solo le rose dei venti ecc. ecc
Ora, ad avvalorare questi fatti c'è un'intervista a un ex agente segreto americano: Milt Bearden:

Come l'agenzia americana ha cambiato il mondo

«Sì, è stata la Cia».

L'ex spia confessa

Intervista a Milt Bearden L'ex agente segreto è il consulente del film diretto da Robert De Niro «Good Shepherd», storia dello spionaggio americano dal dopoguerra al 1961
Cosa vuole sapere? Se abbiamo comprato le elezioni italiane nel 1948? Certo che sì! Avevamo delle valigie Samsonite più grandi di quelle dei russi, va bene? Se no avreste avuto Togliatti per 50 anni
(...)
La politica clandestina della Cia è stata dunque parte integrante della politica americana del ventesimo secolo?

Sì, integrante. Ha espresso sempre la volontà del presidente degli Stati Uniti in carica...

Lei crede che le azioni dell'agenzia siano in parte responsabili dell'astio che esiste oggi verso gli Stati Uniti in molte parti del mondo?

Certamente ce n'è molto di astio verso di noi, non solo a causa della Cia, ma per molti dei fatti avvenuti nel mondo bipolare. Deve capire che quando gli Usa e l'Urss rappresentavano i due poli, quasi tutti gravitavano verso l'uno o l'altro. Gli Stati Uniti vennero criticati per molte cose.
Il Vietnam ad esempio o i missili pershing stazionati in Europa ci hanno fruttato le critiche di molti governi e tante piccole proteste, ma in fin dei conti la gente capiva che nella maggior parte dei paesi c'erano sempre 400.000 soldati russi pronti a marciare nella pianura tedesca e 400.000 americani a tenerli a bada. C'era cioè un equilibrio nel mondo. Da quando è caduta l'Unione Sovietica l'equilibrio non c'e più e quindi all'antiamericanismo gratuito ne è seguito uno molto più focalizzato e specifico e questo non credo sia un bene per la nostra sicurezza
.

Ma la prassi di intervenire «strategicamente» nel mondo destabilizzando governi, distruggendo economie o peggio, a seconda degli «interessi nazionali degli Stati Uniti» era davvero necessario, non c'erano alternative?

Ci sono sempre alternative tattiche, momento per momento e potremmo riflettere e chiederci ad esempio Arbenz in Guatemala o Mossadeqh in Iran nel '53-'54, furono giustificati? Si potrebbe anche dire che la ragione di tutti i nostri attuali problemi sta nell'aver riportato al potere lo shah, e che l'incubo latinoamericano ha avuto inizio con l'intervento in Guatemala. Io direi che abbiamo semplicemente permesso ai cronisti del New York Times e del Washington Post di esagerare l'importanza di quei fatti. Nella realtà l'eliminazione di Arbenz e di Mossadeqh furono operazioni pressochè artigianali - hanno a malapena accelerato fatti che in tutta probabilità sarebbero avvenuti comunque. Ora se la sua domanda è se abbiamo avuto ragione nel farlo, dal punto di vista di allora direi «forse». Anche se parlando del Guatemala dove il segretario di stato e il capo della Cia nonché ufficiali del consiglio di sicurezza nazionale avevano rapporti con rappresentanti della United Fruit, società con forti interessi in un paese poi sovvertito, beh forse questo si potrebbe criticare. Ma se si tratta di vedere la Cia come una scheggia impazzita allora questo è un errore poichè ha sempre agito per precisa volontà dei presidenti in carica. Abbiamo fatto esattamente ciò che ci ordinavano.

Non trova che ci sia un problema etico intrinseco, una contraddizione, nell'uso di ingerenze clandestine da parte della maggiore democrazia mondiale in altre democrazie?

Cosa vuole sapere? Se abbiamo comprato le elezioni italiane del 1948? Certo che sì! E allora? Avevamo della valigie Samsonite più grandi di quelle dei russi, va bene? Lei potrebbe dire che è da li che è derivata l'instabilità di tutti quei governi uno dopo l'altro. Ok. Forse avremmo potuto non farlo e voi avreste avuto un governo davvero stabile che poteva durare 50 anni, quello di Togliatti. Forse sarebbe stato meglio? Questo dovete dirlo voi, non io...

Insisto, interferire con l'autodeterminazione dei popoli è compatibile per un paese che pretende di rappresentare la democrazia nel mondo?

Questa è una questione che ci riporta dritti ad oggi - potete cercarmi su Google e vedrete come la penso in merito. Credo che quello che dobbiamo fare a un certo punto è guardarci in faccia e chiederci onestamente cosa stiamo facendo. Riusciremo a realizzare i nostri ideali nel Medio Oriente? Mi spiace, ma probabilmente no.

Fonte:  http://www.ecn.org/eterotopia/news/view.php?id=2323




permalink | inviato da il 4/2/2007 alle 10:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


2 febbraio 2007

Democratico o repubblicano? questo o quello per me pari sono!

Democratico o repubblicano? questo o quello per me pari sono!



Per l'America ritrovarsi con un altro Clinton

al potere significherebbe rimanere sotto lo stesso regno di ladri, retto da un Bush o da un Clinton, per un totale di almeno 32 anni, che sarebbero 36 nel caso che Hillary venisse ri-eletta [sono in molti adesso a riconoscere che era H. W. Bush a tirare i fili nella veste di Vice Presidente durante l'era di Reagan], e qualcuno osa ancora dire che chiunque può essere eletto Presidente degli Stati Uniti! Che scherzo patetico è questo!
Hillary Clinton non ha destato la sorpresa di molti quando Domenica scorsa ha annunciato a New York l'intenzione di volersi candidare alle Presidenziali del 2008.
Tutti coloro che amano fare previsioni hanno già previsto il successo della Senatrice, è questo significa che l'America si ritroverà probabilmente a vivere sotto il controllo della stessa gerarchica oligarchia che per questo paese ha significato una diffusa immigrazione illegale, la devalutazione del dollaro, un deficit di proporzioni mostruose, l'11 Settembre, e in tutto il mondo il diffondersi di un odio generalizzato nei confronti degli Stati Uniti. L'elettorato si è stancato di bere Coca Cola e così adesso l'establishment si sta preparando a fargli ingurgitare la Pepsi

Fonte:  Pravda online tutto l'articolo




permalink | inviato da il 2/2/2007 alle 17:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa


2 febbraio 2007

Poveri ricchi!



Brutta figura per il presidente della Banca Mondiale, l'americano Paul Wolfowitz. Domenica, durante la sua visita in Turchia, ha vissuto dei momenti imbarazzanti prima di varcare la soglia della famosa moschea Selimiye a Edirne.
Appena tolte le scarpe (un rituale che simboleggia la volontà di lasciare all'esterno ogni impurità) ecco venire alla luce i buchi appena creatisi nei calzini grigi di Wolfowitz.
 
Che ne dite, vogliamo aiutarlo 'sto pover'uomo?
Magari con una colletta?




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