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rossoantico
vengo da lontano, guardo lontano.


06] - Gennaio 2007


31 gennaio 2007

Chi di cappa ferisce...

VERONICA,

 Una delle figure della corrida eseguita dal matador con

la cappa; si attua distendendo il panno rosso vicino al

corpo posto di profilo rispetto al toro che carica





Lo sapevi, cribbio, che sono allergico

al rosso




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30 gennaio 2007

le cinque cose

 
 
commento di anthemis   il 29/01/2007 9.32.17, 82.55.218.xxx
Caro Claudio... ti annuncio che sei stato nominato su Petalidianthemis per un breve test della blogosfera... http://petalidianthemis.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1340464
Ciao
 
Cara Anthemis, è un piacere per me aderire al test. Passo tosto a svelare
 
LE CINQUE COSE CHE NON SAPETE DI ME
(e che non avevo mai scritto su questo blog)
 
 
1. Sono nato povero, per libera scelta.  Ho voluto seguire la corrente. Ci sarà pure una ragione se la stragrande maggioranza dell'umanità è povera, no? Vuol dire che essere povero conviene. Se ci fossero dei vantaggi ad essere ricchi, tutti lo sarebbero. Lapalissiano.
Ho frequentato la scuola dell'obbligo. Niente liceo. Niente università. Un'altro vantaggio dell'esser poveri.  Poveracci quei poveri ricchi, cui son negate le gioie che solo il lavoro può dare.
Si narra che un giorno, Gianni Agnelli buonanima, confidandosi con un amico, imprecasse contro il destino cinico e baro,  colpevole, secondo lui, di essere stato prodigo di fortuna coi suoi dipendenti, assegnandoli l'impagabile gioia della catena di montaggio nella quale essi trovavano appagamento ad ogni bisogno, e inveco a lui, tapino, aveva concesso solo una misera, arida e triste vita da milardario.
2.  La mia prima volta. Come ogni bravo maschietto che si rispetti, parlerò anch'io della mia prima volta. Poi parlerò anche dell'ultima.
Avevo diciassette anni (la prima). E fu con una Madama. Trecento  lire. Non fu una prestazione esaltante, per la verità. Ero emozionato e timido. il cuore che mi andava a cento all'ora. Il coso che non voleva saperne di agire. La madama, intenerita, che  mi fa: "è la prima volta, vero? Succede". E cominciò a giocherellare con la mano, finchè  di riffe e di raffe  la nave entrò nel porto...
 
3. A diciotto anni, stanco del dolce far niente sul suolo italico, decisi di andare a dare il mio contributo alla civilizzazione di altri altri popoli: Contavamo o no fra i nostri avi, personaggi come Galileo, Michelangelo e Leonardo? Cosi, forte di cotanta ascendenza decisi di civilizzare la Svizzera.  Pala e piccone  i miei strumenti. Cominciarono i dubbi: forse non erano gli strumenti adatti. I dubbi diventarono certezza. Cambiai lavoro.
 
4. Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita. Può esserci una telenovella senza un lui che si innamora perdutamente della moglie del suo migliore amico? No. Nel mio caso il lui ero io. Innamorato perdutamente della moglie del mio migliore amico. Con regolare relazione. Tutto in ordine. Incontri segreti. Sguardi furtivi. Ammiccamenti. Poi gli scrupoli. Suoi. O forse qualcos' altro. Anzi, non qualcosa ma qualcuno.. Chi di corna ferisce di corna perisce.  Sedotto e bidonato.
Che fare? Che si fa in questi casi? Si beve. Per dimenticare. E si continua a bere finchè non ci si ricorda più cosa si deve dimenticare. Entrai in coma da sbornia. E la sbornia veniva continuamente alimentata da ettolitri di birra. Senza interruzioni.  Continuavo a fare sempre le stesse cose, ma meccanicamente, come un automa. Come si dice? Chiodo  scaccia chiodo. Una passione aveva scacciato un'altra passione. Poi, eran passati cinque o sei  anni,  qualche spiraglio di luce cominciò a far breccia fra le nubi. In quei spiragli cominciò ad insinuarsi la mia volontà. E allora, volli, fortissimamente volli, cominciai a bere meno. Gradualmente. Finchè smisi del tutto.
Del mio folle amore, nessuna traccia.  Qualche anno dopo, novello padre, così, senza un motivo ben preciso, volli chiamare mia figlia col suo nome.
 
 
5. Ora sono pensionato.  mi godo tranquillamente la terza età. E con una nuova, struggente passione: Internet, la blogosfera.  Mia moglie  chiama il computer il "suo rivale" .Il perchè non l'ho ancora capito.
 
Ecco fatto: Ed ora dovrei procedere io alle Nomination. In realtà sono contrario alle catene di qualsiasi genere, ma visto che in fondo è una simpatica iniziativa, propongo i due più spiritosi blog della blogosfera  http://inutileblog.ilcanocchiale.it , e http://pasquino.ilcannocchiale.it  e dato che è prossima alle nozze, http://BBMount.ilcannocchiale.it




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28 gennaio 2007

Fanfaron de' Fanfaroni

 Fanfaron de' Fanfaroni

Che il nostro avesse la propensione a dare i numeri  lo si sapeva da tempo,
e tuttavia pensavamo che i recenti guai con sua la salute gli avessero dato una calmata:
macchè! E' sempre lui, più  spaccone che pria...
 
  • Porteremo in piazza 5 milioni di persone...
  • La Cdl ha 15 punti di vantaggio sulla sinistra...
  • Io sono 28 punti avanti su Prodi
  • Siamo al 65 percento
E' proprio nato per dare i numeri...
 
Per gli amanti del lotto: 5 - 15 -28 - 65  Sulla ruota di Arcore
In caso di mancata vincita il rimborso va richiesto a  Silvio Berlusconi...
cosi impara a dare i numeri giusti.




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27 gennaio 2007

Vergogne umane e revisionismi idioti

 

Ho visitato,  alcuni anni fa, il campo di sterminio "Natzwiller Struthhof" in Alsazia . Unico campo nazista su suolo francese. Per la verità ero un pò restio ad andarci, ma un mio collega di lavoro tanto insistette che riusci a convincermi. E dopo gliene fui grato. Perchè un conto è leggerne sui giornali e un altro è vedere di persona quei luoghi di barbarie dove la follia umana fu  la grande protagonista. Quel mio collega era un sopravvissuto.  Fatto prigioniero, era stato internato in un campo di concentramento in Germania  di cui non ricordo il nome.   Lo facevano lavorare in fonderia. Turni di lavoro massacranti. E fame, tanta fame. Per sopravvivere, si raccoglievano e si mangiavano  le  bucce di patate. E guai ad avere bisogni fisiologici durante il turno di lavoro: rischiavi la forca. Al momento della liberazione pesava quaranta chili. Si chiamava Raffaello R., era nato ad  Anghiari in provincia di Arezzo, ma viveva a Monterotondo, nei pressi di Roma.  Era emigrato in Svizzera e lavorava assieme a me nella stessa fabbrica. Eravamo amici, oltre che colleghi.
Vladislava Kladanek era una polacca, sposata con uno svizzero, anch'egli mio collega di lavoro. Frequentavo la loro casa. Lei era una sopravvissuta di Auschwitz. Non era ebrea, e non ha mai saputo perchè sia stata arrestata e condotta in  un campo di concentramento. Ci fu una retata una notte, e centinaia di persone vennero arrestate, intere famiglie smembrate, gli uomini da una parte, le donne da un'altra , i bambini da un'altra ancora. la stragrande maggioranza non ritornò più. Vladislava non rivide più il padre, nè la madre dalla quale fu separata appena giunta al campo, nè suo fratello. La mattina di buon ora venivano caricate sui camion
e condotte al cantiere a spaccar pietre fino a sera inoltrata. Se qualche mattina la lasciavano al campo voleva dire che qualche ufficiale o semplicemente qualche kapò le aveva riservato un trattamento speciale. Chi si ammalava veniva mandato in "casa di cura" e non lo vedevi più.
Ora siamo in tempi di revisionismi o addirittura di negazionismi. Si cerca maldestramente di coprire delle vergogne con altre vergogne. Pseudostorici da strapazzo e prostituti mentali cercano di sminuire, mettere in dubbio, negare.
"chiedete ai sassi, essi grideranno per noi: VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA".
 
Il tavolo per le autopsie. In realtà su questo tavolo venivano eseguiti esperimenti su persone vive,  in particolare  sugli organi genitali.  Per chi non ce la faceva... nella stanza attigua c'era il forno.
 




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26 gennaio 2007

Cara Senatrice Binetti,

Vagando nella blogosfera mi sono imbattuto nel blog  http://www.newsblog.it/rubrica_di_teologia.htm  dal quale mi sono permesso di copiare il seguente post.  Se vi va e se avete tempo, leggetelo,  ne vale la pena.
La dottoressa Laura Schlesinger è una nota consulente familiare di
Premiere Radio Networks . Certo, un po' conservatrice...  Dal 1994 il
suo talk-radio show, The Dr. Laura Show, è diventato molto popolare negli
Usa. Nella sua trasmissione dispensa consigli etici alle persone che
telefonano. Qualche tempo fa, Schlesinger ha affermato che
l'omosessualità, secondo la Bibbia (Lev.18:22), è un abominio e non può essere
tollerata in alcun caso.  Questa lettera è stata spedita alla signora
Schlesinger da un'ascoltatore autorevole, all'inizio del 2004, ma torna
d'attualità.
NB. Poichè siamo in Italia, e l'argomento trattato è di grandissima attualità, mi sono permesso di sostituire la Dottoressa Schlesinger con la Senatrice Binetti:
"Cara Senatrice Binetti, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.
Ho imparato davvero molto dal suo programma ed ho cercato di dividere tale conoscenza con più  persone possibile. Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio. Fine della discussione. Però, avrei bisogno di alcuni consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e su come applicarle:
 
1. Vorrei vendere mia figlia come schiava
(come sancisce Esodo 21:7).
Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?
 
2. Quando do fuoco a un toro sull'altare sacrificale so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo
per il Signore (Lev.1.9). Il problema è con i miei vicini.
I blasfemi sostengono che l'odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?

3. So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Lev.15: 19-24.). Il problema è: come faccio a chiederle questa cosa? Molte donne si offendono.

4. Lev. 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi, sia femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere.
Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, con i negri dell'Angola e di altri staterelli Africani
ma non con i francesi, che a me interessano di più.
Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?
 
5. Un mio vicino insiste per lavorare di Sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente o è possibile
assoldare qualcuno, anche non ebreo? "Cosa nostra" può andare bene?

 6. Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un
abominio (Lev. 11:10), lo è meno dell'omosessualità. Non sono d'accordo. Può
illuminarci sulla questione?
 
7. Lev. 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all'altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere... La mia vista deve per forza
essere 10 decimi o c'è qualche scappatoia alla questione?
 
8. Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Lev 19:27). In che modo devono esser messi a morte? (vedi punto 5)?

9. So da Lev. 11:6-8 che toccare la pelle di un maiale morto mi rende immondo, ma posso tuttavia giocare al football se porto i guanti?
 
10. Mio zio possiede una fattoria. È andato contro Lev. 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. È proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli
abitanti della città, per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Lev 20:14, per le persone che giacciono con consanguinei? 
So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui,
sono sicuro che potrà rispondermi. Nell'occasione, la ringrazio ancora,
per ricordare a tutti noi che la parola di Dio è eterna e immutabile.
Sempre suo ammiratore devoto.




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25 gennaio 2007

Attenzione! Intercettata email di Seneca...

Mi è stato fornito, da una persona autorevole e ben introdotta negli ambienti che contano, il testo intercettato di una email che  Seneca  manda a Lucilio; i due, seppur  nell'aldilà non tralasciano di informarsi su cosa succede nell'aldiquà.
 
Tu mi chiedi, Lucilio, perchè gli uomini di Chiesa parlino cosi poco di Fede e molto di cose profane. L'argomento esigerebbe una trattazione più ampia, inquantochè si dovrebbe prima discutere e dimostrare che l'argomento Fede sia effettivamente conosciuto da tali persone e io credo che non lo sia, poi perchè, e questa è pure mia convinzione, per uomini di Chiesa e particularmente per le sfere più alte, la Fede non sia cosa di primaria importanza.
Durante la nostra vita terrena,  or son mille e mille  anni, se ben ricordi, Lucilio, io volli  assumere le difese di Dio onde poter spiegare a te il perchè delle cose.
Credevamo, a quei tempi,  che la Terra fosse immobile e sospesa nel vuoto al centro dell'Universo e che il cielo le ruotasse intorno.  E credevamo che fosse Dio a dirigere il solerte e veloce moto degli astri. E attribuivamo a Dio l'origine di tanti fenomeni imprevedibili ed irregolari quali le piogge e i venti, lo sprigionarsi e l'abbattersi dei fulmini e le scosse della terra sotto i nostri piedi. Poche erano, Lucilio,  le conoscenze allora. E molte di quelle che credevamo essere conoscenze erano in realtà supposizioni senza fondamento.  Oggi sappiamo che la Terra è solo un puntino piccolissimo nell'infinito, e non è Dio, secondo un suo capriccio, a mover il sole e l'altre stelle, come diceva Dante,  ma la natura, secondo un suo ordine prestabilito e immutabile. E sappiamo il perchè della pioggia e della neve e come si forma il vento, e conosciamo l'origine del duplice moto di avvicinamento e di allontanamento delle stelle; tante cose or sappiamo che non erano note, allora, all'umile mortale. E ciò che ora si sa, non è dovuto agli uomini di Chiesa, ma a uomini di genio che industriandosi a leggere nelle cose e a interrogare la natura hanno trovato risposte ai tanti interrogativi, e che poi,  dagli uomini di Chiesa sono stati perseguitati, torturati, uccisi o costretti all'abiura. 
Or ti dirò, Lucilio, del tuo quesito: gli uomini di Chiesa carpiscono, con l'astuzia e la menzogna, la buonafede delle persone delle quali si autodefiniscono referenti presso Dio,
e, millantando credito, dispensano improbabili favori o minacciano oscuri ed eterni castighi in suo nome. Se fossero veramente ciò che dicono di essere, accoglierebbero con gioia ogni nuova scoperta, ogni adattamento di costumi all'attualità del momento perchè in ogni scoperta e in ogni innovazione è la gloria di Dio e non quella degli uomini ad essere esaltata. Ma in ogni scoperta o innovazione o mutamento di costumi essi vedono il diavolo.
E il diavolo è in loro stessi.   Senza famiglia, vogliono imporre il loro concetto di famiglia. Dal  sesso incerto, condannano  il sessualmente diverso. Tolleranti con gli assassini e con i guerrafondai ma implacabili con chi, condannato dalla natura, chiede la morte come una grazia. Essi vedono in questi mutamenti un pericolo per la loro casta e per i loro privilegi.   E per questo  li combattono lanciando strali ed anatemi e cercando di condizionare i governi.
 
Il testo opportunamente modificato, ricalca nella forma, il De Providentia di Seneca




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22 gennaio 2007

Storie dalla ricca America dove ammalarsi è un lusso.

In Italia si parla di malasanità. In America soffrono tutti, ricchi e poveri. Maria Santiago, una madre nubile di New York, nel 1998 è andata in ospedale per mettere al mondo il suo bambino e ha dovuto impegnarsi a pagare a rate tremila dollari: meno di un terzo di quello che costerebbe oggi un parto. «Sono una donna delle pulizie - racconta - e guadagno dieci dollari l´ora. Da otto anni tiro la cinghia ma sono ancora indebitata».

Maria è poverissima e forse il suo permesso di soggiorno non è in regola. Nel suo caso i meccanismi dell´assistenza sociale non sono entrati in azione. Prendiamo allora in esame una personalità ricca e famosa: il professor De Bakey, forse il più celebre cardiochirurgo del mondo. Si è fatto operare dagli allievi nella sua lussuosa clinica a Houston. Il conto per la degenza supera il milione di dollari e l´assicurazione rifiuta di rimborsarlo.

Gli Stati Uniti sono il solo Paese ricco che non riconosce il diritto alla salute. Per chi può pagare sono disponibili le strutture sanitarie più avanzate del mondo. Per gli altri niente. Invece di costruire nuovi ospedali, il governo federale e i 50 Stati forzano alla chiusura quelli che esistono, e in gran parte rimangono vuoti perché il prezzo dei ricoveri è dissuasivo.

Sulla lista nera è finito l´unico ospedale italiano di New York, dedicato a madre Cabrini e gestito dalle suore cattoliche da 114 anni. L´amministrazione del governatore Pataki ha deciso che nello Stato ci sono troppi posti letto e ha ordinato la chiusura di 16 ospedali, tra cui il Cabrini che ha 450 posti.

BERLUSCONI E GLI ALTRI - Non per nulla Silvio Berlusconi ha deciso di farsi operare da uno specialista italiano a Cleveland nell´Ohio. Se lo poteva permettere. Nelle cliniche degli Stati Uniti affluiscono pazienti danarosi da ogni parte del mondo, ma per gli americani non è garantita l´assistenza di base. Dal censimento del 2005 risulta che 47 milioni di cittadini, poco meno di un quinto della popolazione, sono privi di assicurazione sanitaria. In questa condizione si trovano 7 milioni di persone in più rispetto all´anno duemila.

BEATI I POVERI - Il governo federale americano spende per la sanità una percentuale del prodotto interno lordo superiore a quella di paesi come Francia e Germania, che forniscono ai cittadini servizi molto superiori. Non può contare sul calmiere del settore pubblico e deve pagare esorbitanti prezzi di mercato per le categorie a cui provvede: i poveri e gli anziani. Infatti chi ha compiuto 65 anni e ha versato almeno dieci anni di contributi ha diritto a Medicare, l´assistenza sanitaria per gli anziani, che rimborsa gli onorari dei medici ma non le medicine. Medicaid, la mutua degli indigenti, è riservata alle famiglie con un reddito inferiore a 15 mila dollari l´anno, il livello ufficiale della povertà. Sta peggio di tutti chi guadagna poco più di così e deve pagare medico e medicine.

LARGO AI PRIVATI - L´organizzazione mondiale della sanità, in una classifica dei sistemi sanitari, pone gli Stati Uniti al trentaquattresimo posto, dopo tutti i paesi europei compresi quelli dell´Est. Visti i prezzi proibitivi, si rivolge al medico soltanto chi è in condizioni di emergenza e il numero degli ospedali è in continua diminuzione. Nel 1980 in America c´erano circa quattromila cliniche private, che per effetto delle continue fusioni sono diventate 3750. Gli ospedali pubblici erano 1800 e oggi sono poco più di mille.

IL CASO DI WASHINGTON - Uno degli ultimi a chiudere è stato il «District of Columbia General Hospital», unico ospedale pubblico di Washington, che da due secoli curava tutti, ma in particolare i poveri e i neri. Il comune non poteva più sostenere le spese e lo ha dato in gestione a un consorzio privato, che ha immediatamente eliminato i reparti da cui non si poteva aspettare profitti. Washington è una delle città più povere e peggio amministrate del mondo. Nei quartieri del sud est, dove nessun bianco mette piede dopo il tramonto, ci sono condizioni di vita da terzo mondo. La mortalità infantile è del 12,5 per mille, il doppio rispetto alla media nazionale, l´aspettativa di vita è inferiore ai 60 anni. Negli ultimi tempi l´ospedale pubblico era diventato una corte dei miracoli, con una pittoresca clientela di senza tetto, di madri nubili indigenti, di disoccupati in cerca di un pasto caldo e pregiudicati in libertà provvisoria. Cinquanta anni fa i ricoverati erano in media 1600, al momento della chiusura erano 119.

HILLARYCARE - Nel 1991 Bill Clinton fu eletto presidente grazie alla promessa di una riforma sanitaria, e per la prima volta dagli anni 60 il suo partito ottenne la maggioranza assoluta alla Camera e al Senato. Il progetto si scontrò immediatamente con una ovvia difficoltà: la sanità non è mai gratis, quello che non si paga subito si pagherà con le tasse. Il nuovo presidente affidò la riforma all´ambiziosa moglie Hillary, che riunì un gruppo di intellettuali scelti per l´impostazione ideologica più che per l´esperienza nel settore. Dopo un anno di riunioni a porte chiuse, il 22 settembre 1993 Hillary presentò al Congresso un disegno di legge di mille pagine, che avrebbe obbligato i datori di lavoro a pagare l´assicurazione per tutti i dipendenti. La sanità restava in mani private ma sottoposta a regole e controlli minuziosi. Il piano, ribattezzato con derisione «Hillarycare», suscitò una levata di scudi. Al Congresso la maggioranza democratica si unì all´opposizione. Il 26 settembre 1994 George Mitchell, capogruppo democratico al Senato, annunciò che il piano di Hillary non sarebbe stato preso in considerazione.

UN MEDICO ITALIANO - Mentre a Washington i politici evitano il problema come un campo minato, a Chicago un medico italiano si è dato da fare. Serafino Garella, nato a Biella in Piemonte e laureato a Pisa, è primario nel General Hospital della città ma dedica il tempo libero al Community Health Center, dove viene curato gratis chi ha un reddito inferiore a 30 mila dollari l´anno. «L´America - spiega- è stata generosa con me e io cerco di sdebitarmi. Ho capito che potevo dare un contributo quando è venuto da me un uomo con la tiroide mostruosamente ingrossata. La malattia, trascurata, si era aggravata fino a fargli perdere il lavoro. Quando non ha avuto più soldi per l´affitto, l´uomo è stato buttato fuori di casa. È venuto da me coperto di stracci. Ho accettato di curarlo gratis. In tre mesi è guarito e con il lavoro ha ritrovato la dignità».

IL PREZZO DI UNA VITA - Gli esempi citati dal dottor Garella stupiscono chi non vive in America: una paziente con un nodulo al seno, che aveva soltanto 3 dollari e cercava di procurarsene 28 per una mammografia; una bambina di 4 anni uscita dal delirio dopo una semplice terapia di antibiotici che i genitori non si sarebbero potuti permettere. Il Community Health Center assicura 15mila visite l´anno. Tutti i medici lavorano gratis, per il resto del personale e le spese di gestione servono 600mila dollari l´anno, raccolti da benefattori privati. «Finalmente - annuncia Garella - abbiamo trovato i soldi per un laboratorio dentistico. Diventare più grandi non ci dà gioia. Il giorno più bello per me sarà quello in cui potremo chiudere, perché anche in America ci sarà una copertura sanitaria per tutti».


Fonte: L'Unità del 4/01/2007 articolo di Bruno Marolo




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20 gennaio 2007

Servitù militari

Nato, quanto ci costi!!!

Basi Nato:
Non solo occupazione militare, Non solo servitù  e vassallaggio,
Non solo esproprio di territorio perpetrato da una potenza straniera
Non solo vile sudditanza a un esercito arrogante e barbaro.
 
Ma anche  sapere che paghiamo per tutto ciò.
Mancano i soldi per la sanità, per  l'istruzione, per la sicurezza,
ma non mancano per pagare le basi USA sul nostro territorio.
 

L'Italia è il Paese che spende per le truppe Usa più di tutti nell'Ue

Toni De Marchi


 Aviano, base Usa
Per ospitare le truppe americane nel nostro Paese, l´Italia spende ogni anno centinaia di milioni di dollari, in contributi diretti o indiretti. Per l´esattezza, nel 2003 - ultimo anno per il quale ci sono le cifre ufficiali - 366,54 milioni di dollari che rappresentano il 41% del costo totale di mantenimento delle basi americane in Italia. Una percentuale che fa di noi i più generosi alleati degli americani in Europa, dopo la Spagna. Molto più generosi degli inglesi, che sborsano solo il 27% delle spese di mantenimento delle basi. Più generosi dei tedeschi, che si limitano a pagare il 32%, la stessa percentuale  pagata dalla Grecia. Il Belgio paga ancora meno, il 24%, per non parlare del quasi invisibile 3,6% dato dal Portogallo.

La media del contributo degli alleati europei della Nato è del 28%, molto, molto più basso di quello italiano. Dunque, nel rapporto con gli americani siamo i primi della classe. Altro che antiamericani. A dirlo è il Dipartimento della difesa di Washington in un documento pubblicato ogni anno e intitolato Allied Contributions To The Common Defense. Nel volume sono puntigliosamente elencati numerosi indicatori che definiscono il contributo militare e finanziario degli alleati degli Usa alla cosiddetta «difesa comune».

In realtà parlare di Common Defense è un eufemismo, perché le basi statunitensi in Italia sono basi nazionali e non basi Nato e le missioni che partono da lì sono decise a Washington e raramente condivise con il nostro Governo,. Basti pensare al lancio sull´Iraq di un migliaio di parà partiti da Vicenza e che segnò l´inizio dell´invasione Usa del 2003. Ma cosa c´è dentro quel 41%? Molte cose: dalla concessione a titolo gratuito di terreni ed edifici, riduzione delle spese telefoniche, esenzione dalla tassazione di beni e servizi destinati ai militari Usa, manutenzione delle basi (che formalmente sono "italiane"). A tutto questo bisogna aggiungere molte facilitazioni concesse ai militari e alle loro famiglie come l´acquisto della benzina in esenzione di imposte e accise. Forse per questo gli americani lasciano la Germania (lì le truppe sono state ridotte di oltre due terzi negli ultimi due anni) e attraversano le Alpi.
Fonte: L'Unità online del 18/01/2007 
 
NATO?  NO, grazie!




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19 gennaio 2007

A chi serve la Nato?

La recente, mancata opposizione del nostro governo all'ampliamento della base Nato di Vicenza, ci induce a porci degli interrogativi:
Cos'è, e soprattutto a chi serve la Nato?
Il termine NATO è l'acronimo di North Atlantic Treaty Organization, ovvero Organizzazione del Trattato Nord Atlantico. Indica un'organizzazione internazionale per la collaborazione nella difesa, creata nel 1949 in supporto al Patto Atlantico che venne firmato a Washington D.C. il 4 aprile 1949.

La misura fondamentale del trattato viene enunciata nell'articolo 5 che stabilisce:

Le parti concordano che un attacco armato contro una o più di esse, in Europa o Nord America, deve essere considerato come un attacco contro tutte e di conseguenza concordano che, se tale attacco armato avviene, ognuna di esse, in esercizio del diritto di autodifesa individuale o collettiva, riconosciuto dall'articolo 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti attaccate prendendo immediatamente, individualemente o in concerto con le altre parti, tutte le azioni che ritiene necessarie, incluso l'uso della forza armata, per ripristinare e mantenere la sicurezza dell'area Nord Atlantica.
E' chiaro che la Nato è nata in funzione antisovietica, e. all'epoca, poteva anche essere  giustificabile; ma oggi l'Unione Sovietica non esiste più e quindi anche la Nato non avrebbe più ragione di essere; tuttavia essa tende a espandersi, le sue basi vengono ingrandite: perchè? Perchè la Nato altro non è se non una forza di occupazione camuffata, in cui il maggiore fra i suoi membri attua nei confronti dei membri minori un'egemonia militare e politica.
Compito della Nato non è quello di difenderci da improbabili attacchi esterni, ma quello di garantire la stabilità di un sistema, quello capitalistico, e difenderlo con ogni mezzo da qualsivoglia pericolo.  Solo gli sciocchi e gli ingenui credono alla favola dell'alleanza: esiste invece uno Stato Padrone Egemone, e tanti Staterelli Vassalli a Sovranità Limitata. In un'alleanza i vari membri sono alla pari  ed hanno  pari dignità: Nella Nato non è cosi., Lo Stato Padrone Egemone, gli USA, è libero di dislocare le proprie basi militari nel territorio di ogni Stato Vassallo. Si avanza  una FINTA richiesta al legittimo governo il quale FINGE di valutare l'ipotesi ma SA che DEVE concedere l'autorizzazione. Provate ora a immaginare uno qualsiasi degli Stati Europei che volesse portare una sua base militare in una qualsiasi città degli USA, credete che la richiesta verrebbe accolta?
Il Governo Prodi non sfugge a questo destino. O sottostai, o perisci! Questa è la tragica realtà. Hai un bel dichiarare la tua amicizia  agli USA,  puoi gridare quanto vuoi che nulla cambierà nei rapporti con Washington, queste sono solo parole, per essere creduto ci vogliono fatti concreti: ci vogliono concessioni.
In ambito mafioso, vige l'usanza del bacio della mano come segno di sottomissione.
In ambito Nato, la concessione all'ampliamento della base equivale al bacio della mano: Sottomissione al Padrone. Se non ci stai vengono avviate le procedure di delegittimazione. E puoi già considerarti EX. 




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17 gennaio 2007

Risposta alla mail di protesta

Ieri, sull'onda dell'ira che mi aveva pervaso dopo aver letto della vicenda che riguardava la base Nato di Vicenza, avevo mandato una mail di protesta all'organizzazione Romano Prodi. Ecco il teso:

Dissento profondamente con il recente assenso dato dal governo
> all'ampliamento della base americana di Vicenza. Questo è l'ultimo
> episodio di una lunga serie di prese per i fondelli.
> Non vi abbiamo votato per continuare a fare ciò che faceva berlusconi.
> Vergogna!!!
> Vi prego pertanto di cancellarmi dalla mailiglist. Claudio Imperiale

ed ecco la risposta:

Caro Claudio,
 sulla questione del "Dal Molin" il nostro Presidente del Consiglio non poteva rispondere in modo diverso.
Il Governo non sta prendendo per i fondelli proprio nessuno,  il capo del Goveno deve attenersi alle procedure, e al rispetto degli accordi internazionali.
 Con la situazione politica internazionale esistente oggi, è utopistico che il Governo possa essere contrario all'ampiamento di una base in ambito NATO!
Sappiamo che la proposta "Dal molin" ,può creare dei problemi di tipo urbanistico al territorio comune di Vicenza, ma l'istituzione che ha il compito di fare le scelte urbanistiche è il consiglio Comunale di Vicenza,e quest'ultimo ha già dato il suo parere favorevole.
La questione ampliamento della base di Vicenza, è stata caricata eccessivamente dal punto di vista ideologico,percepiamo un'eccessivo e inutile antiamericanismo.
  Si potranno fare scelte diverse, se il comune di Vicenza cambia le deliberazioni, ma oggi il Presidente del Consiglio non può fare scelte diverse.
Cordiali saluti.


 Lo staff di incontriamoci




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16 gennaio 2007

No all'ampliamento della base di Vicenza

Nuove nubi si addensano sulla credibilità del nostro governo
 

 Governo verso il sì sulla base di Vicenza


Area Base Usa Vicenza Ansa

Vertice notturno a Palazzo Chigi sulla base Usa Dal Molin a Vicenza per la quale il governo degli Stati Uniti ha chiesto l'ampliamento. Il ministro degli Esteri e vicepremier Massimo D'Alema e il ministro della Difesa Arturo Parisi si sono recati dal premier Romano Prodi, appena tornato a Roma da Lubiana e che stamattina è in partenza per Sofia. La riunione, durata poco più di un'ora, pare sia stata interlocutoria e la decisione è attesa per venerdì prossimo dal Consiglio dei ministri . È servita cioè a fare “il punto” della questione ma la decisione finale non è stata ancora ufficialmente presa. «Daremo la risposta a tempo dovuto», ha detto Prodi ai giornalisti a Lubiana ma le indiscrezioni indicano che il governo si sta sbilanciando per il sì al raddoppio della base Usa. Qui

Prodi per favore, non fare altre porcate!

non vogliamo ingoiare altri rospi!

Anche i tuoi elettori meritano rispetto!

NO

all'ampliamento della base USA

NO

agli assassini del Cermis e di Ustica!

NO

ai guerrafondai!

 




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16 gennaio 2007

Un classico esempio di mala e buona sanità

Lasciamo da parte le ingerenza papali e ritorniamo all'altro argomento che tiene banco in questi giorni: La malasanità.  Anche perchè sollecitato da http://inutileblog.ilcannocchiale.it  che vuole delucidazioni sui miei "trascorsi",  vi racconto brevemente la triste avventura che mi capitò esattamente 10 anni fa. Una mattina   notai del sangue nelle urine. Mi recai subito al pronto soccorso dell'ospedale cantonale di Aarau; venni assegnato alle cure di un dottorino alle prime armi il quale nell'introdurre il catetere dimentica di applicare  il lubrificante cosicchè mi provoca una lesione alla parete uretrale. Ricordo di aver sentito un dolore acutissimo e di aver lanciato un urlo. E ricordo  il dottorino che diceva all'infermiera: "ich habe ein fehler gemacht", ho fatto un errore. Il risultato di quell'errore fu che il sangue cominciò a sgorgare a fiotti, e in pochissimo tempo riempì il contenitore applicato al catetere. Il dottorino non sa che fare;  chiama il primario: Questi arriva, osserva, non sa della lesione, crede che il sangue provenga dalla vescica, ritiene inutili ulteriori accertamenti ed emette la diagnosi: tumore alla vescica, probabilmente maligno. Da operare subito.  Vengo operato l'indomani mattina. Frammenti di tessuto vengono inviati per la biopsia il cui esito sarà "negativo". Non era tumore! Vengo dimesso, ma col consiglio di un controllo trimestrale. Dovevo esserne contento o no? E difatti lo ero. Anche se un pò incazzato per un'operazione che non avrei dovuto subire. Allora tutto finito? Macchè! Adesso comincia il calvario. Quella lesione provocata dall'inesperienza di un medico alle prime armi,  cicatrizzando ostruisce il condotto urinario impedendo lo svuotamento della vescica. Si rende necessaria una meatotomia.
Sono trascorse appena sei settimane dalla prima operazione. Mi sottopongo alla seconda e poi alla terza, alla quarta,  alla quinta e alla sesta; sempre alla distanza di sei, sette settimane l'una dall'altra; e sempre per il solito motivo: cicatrizzazione e conseguente ostruzione. Dopo la sesta operazione mi vien detto che non è possibile farne delle altre: si deve procedere con una ricostruzuine uretrale.  Significa che viene preso un pezzo di pelle da una gamba o da qualche altra parte del corpo e impiantata nel pene in modo che si formi una nuova parete uretrale. Probabilità di successo al 50 %. Naturalmente rifiuto e decido di affrettare il mio rientro in Italia che avevo programmato per la fine dell'anno. Mia moglie e mia figlia si erano già trasferite a settembre onde permettere a mia figlia di cominciare regolarmente l'anno scolastico. Giunto in Italia chiedo un appuntamento al dottor Calcagno che, mi dicono , è un un urologo molto bravo. Mi ci reco per una visita e gli espongo il mio problema. Il dottore mi dice che una eventuale ricostruzione si deve tentare solo dopo che  tutte le altre strade si sono rivelate infruttuose.  Mi consiglia di recarmi l'indomani nell'ospedale di Galatina dove lui è primario di Urologia, per provare con una dilatazione. Questa consiste nell'introduzione nell'orifizio uretrale di un tubicino di forma leggermente conica e di tenervelo per 15 minuti. Dopo la terza seduta, mi consegna un tubicino di plastica e un tubetto di lubrificante e mi dice che posso procedere da solo a casa: la prima settimana  tutti i giorni, la seconda ogni due giorni, e cosi via. Dopo due mesi smisi di fare dilatazioni: Il problema era risolto. Senza operazioni. In modo  così semplice da sembrare incredibile. Son passati 10 anni e non ho avuto mai problemi.
Ebbene, questo è , secondo me, un classico esempio di cattiva e buona sanità: Malasanità in Svizzera, buona sanità in Italia.




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15 gennaio 2007

Quale rispetto con chi non rispetta?

Ancora ingerenze del Papa negli affari interni di uno stato sovrano.

Nell'incontro che ha avuto col sindaco Walter Veltroni e coi presidenti della regione e della provincia Marrazzo e Gasbarra, Benedetto XVI è tornato alla carica criticando i Pacs:<< I progetti per attribuire impropri riconoscimenti giuridici a forme di unione diverse dal matrimonio sono pericolosi e controproducenti e finiscono inevitabilmente per indebolire e destabilizzare la famiglia legittima fondata sul matrimonio>> Leggi
Renzo Lusetti, responsabile informazione per la Margherita, rivolgendosi a chi criticava questa ennesima vergognosa intromissione di un capo di stato estero negli affari interni della Repubblica Italiana,  ha invocato: «più rispetto per il Santo Padre e per quello che lui rappresenta».leggi
D'accordo on. Lusetti,  più rispetto: Ma il rispetto deve essere reciproco. E il Papa ha fin qui dimostrato di non averne alcuno per la  Repubblica Italiana.
Perciò, se lui parla di cose che non gli competono, voglio parlare anch'io di cose sacre, ma a modo mio. Comincio con i Sacramenti:

Battesimo: è il primo dei sacramenti:Quello che apre la via a tutti gli altri. Si riceve possibilmente  in tenerissima  età, perchè meno si capisce meglio è.
 
Eucaristia:   Ai miei tempi si chiamava comunione. Consiste nel mangiare un'ostia che rappresenta il corpo di Cristo. Cannibalismo.
 
Penitenza: detto anche confessione: è il più conveniente  di tutti. Se tu rubi o ammazzi qualcuno e poi vai a confessare il reato all' autorità giudiziaria, vieni arrestato, processato e sbattuto in galera, se invece vai a confessarlo al prete, con due avemarie e 'na salveregina te la cavi. E' il terzo sacramento, ma deve precedere il secondo... - ma allora è il primo? -  nooo!!! resta sempre terzo!!!
 
Confermazione: detta anche cresima: è una specie di battesimo e serve a crearti problemi quando ti devi sposare  e ti ricordi che non l'hai fatta.
 
Ordine: è una specie di unione di fatto fra il prete e dio. Non  tutti possono ricevere questo sacramento. Serve la vocazione. - E che è? - Boh! mio cugino dice che è quando non gli tira...
 
Estrema Unzione:  ...grattatevi  và, è meglio...
 
Matrimonio è il più importante di tutti. Perchè non lo puoi fare se non hai fatto i primi quattro. E poi perchè bisogna essere minimo in due. E lo devi consumare, sennò non vale.
 




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13 gennaio 2007

Esempio di buona sanità

Finalmente  a casa.  Imbottito di antibiotici ma quasi guarito. 
Arriva sabato 6 gennaio, giorno della befana. Febbre elevatissima. In un primo momento penso sia influenza. Mi dico: passerà; non è il caso di consultare il medico. Non lo faccio mai per una semplice influenza.  Ma passano tre giorni e la febbre, del tutto refrattaria alla Tachipirina, non accenna a diminuire; a ciò si aggiunge una infiammazione alle vie urinarie e  una certa difficoltà di minzione. Chiamo il mio medico il quale mi diagnostica una cistite e mi prescrive degli antibiotici; poi, conoscendo i miei trascorsi mi consiglia degli esami più approfonditi. Mi faccio accompagnare al pronto soccorso. Qui giunto vengo subito visitato.  Il medico decide per il ricovero. Ehi! ma siamo sicuri di trovarci in un ospedale del sud Italia? Non può essere. Sarà il delirio causato dalla febbre che mi fa vedere lucciole per lanterne?  Che pronto soccorso è mai quello che non ti fa attendere almeno un paio d'ore prima di essere visitato? Qualcosa non va. Mi guardo in giro mentre vengo accompagnato in corsia. Non vedo topi. Non vedo sacchi di immondizia ammucchiati negli angoli, nè escrementi di gatto per terra,  ma corridoi puliti e lindi. Arriviamo in camera; ci sono tre letti, due già occupati. Letti e comodini in noce. Sulla parete di fronte ai letti, un televisore.  Dio mio, ma dove mi trovo? A Milano? In Svizzera? Certo non nell'ospedale civile di Casarano.  Ma si, siamo proprio a Casarano. E questo è proprio l'ospedale civile. Son desto, son desto... non sogno...  e neanche deliro. Che bella sorpresa!  Un ospedale modello. Pulito. Il personale medico e paramedico sollecito e cortese. Come in un paese civile. Parlando con  altri pazienti vengo a sapere che anche nell'ospedale di Gallipoli tutto funziona a meraviglia. Gallipoli è più vicino di Casarano ma non c'è urologia.
Si è parlato in questi giorni di malasanità, di strutture ospedaliere dove  il  degrado la fa da padrone. Qui invece tutto sembra funzionare. Meno male và... una volta tanto possiamo essere da esempio, in positivo. 




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6 gennaio 2007

Uomini coraggiosi

"Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità, impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, sollecita la costante attuazione della giustizia, impone ai politici il buon governo. Se un giornale non è capace di questo si fa carico di vite umane. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori che avrebbe potuto evitare, le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, le violenze, che non è stato capace di combattere".
Giuseppe Fava. - Editoriale de Il giornale del Sud.

Giuseppe Fava
detto Pippo, nasce in Sicilia, a Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, il 15 settembre 1925. Si laurea in giurisprudenza e diventa giornalista professionista dal 1952. Fu in seguito caporedattore del quotidiano catanese Espresso Sera, inviato del settimanale Tempo illustrato, direttore del quotidiano Il giornale del Sud, fondatore e direttore de I Siciliani.
Le sue inchieste  diventano un caso politico e giornalistico. Viene freddamente assassinato dalla Mafia, con cinque proiettili di calibro 7,65 alla nuca la sera del 5 gennaio 1984, a Catania, nei pressi del Teatro Verga, in Via dello Stadio, oggi a lui intitolata.
 
Il 6 gennaio 1980 viene assassinato in via Libertà, Mattarella era il presidente della Regione Sicilia, aveva 45 anni. Uomo di spicco della DC siciliana, l’unico leader dell’amministrazione regionale che manifestava una linea di rinnovamento, di apertura alla sinistra, molti lo consideravano un erede di Aldo Moro. L’artefice del cambiamento di linea era lui, figlio del potente Bernardo Mattarella molto potente è influente negli anni 50, presente in tutti i governi regionali di quegli anni,da molti indicato come il mandante della strage di Portella delle Ginestre. Piersanti faceva parte di una nuove generazione di politici, allievo dei gesuiti, erede di Dossetti e di La Pira, aveva cercato con forza di prendere le distanze dall’ingombrante eredità paterna.




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4 gennaio 2007

Il rock e l'inferno

Chi va all'inferno secondo paparatzi?

I criminali? Nooo!
I guerrafondai? Nooo!
Gli assassini? Nooo!
Gli affamatori di popoli? Nooo!
Gli evasori fiscali?  Nooo!
I pedofili? Nooo!
I violentatori di donne? Ho detto Noooo!!!
Ma allora chi? I rockettari, katzo!!!

 

Anatema vaticano: il Rock è l´Inferno

Roberto Brunelli

Sappiate che Satana s´annida nelle camerette dei vostri figli, là nello scaffale dei cd, nei meandri dei loro computer, nelle radioline e in quel minuscolo oggetto, l´iPod, che avete regalato loro a Natale. È nell´aria, Satana, nelle canzoni, nella musica, pervade il nostro presente… ebbene sì, il Vaticano è tornato a puntare il ditone accusatore contro il rock e i suoi derivati, accusati di esprimere il Maligno, Belzebù, il Peccato, che si diffonde nell´aere un po´ come fosse l´invasione degli ultrasuoni. «Il Male»: indubitabile, rumoroso, dionisiaco, terrificante, corruttore, lascivo. Il Male? Che dico il Male, peggio: l´Inferno! Sì, proprio quello dantesco, quello descritto dal Sommo Poeta, quello amato da Benigni, quello lì, terribile, fuoco e fiamme, dove i peccati si scontano per l´eternità, quello non può che essere rappresentato dalla musica rock, dall´heavy metal, dal punk… roba di frastornanti chitarre elettriche e tamburi selvaggi, che riecheggiano a tutte le ore dai dischi dei vostri ragazzi. Leggi tutto




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3 gennaio 2007

Berlusconate

Hai sentito Berlusconi?
Dice che se a Prodi le cose
vanno bene il merito è suo... 

 soprattutto della sua faccia... già si sapeva che ad
aiutare Prodi fosse il fattore C




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3 gennaio 2007

L'italia e la pena di morte

Prodi: l'Italia chiederà all'Onu la moratoria della pena di morte

L´Italia chiederà all´assemblea generale dell´Onu la moratoria della pena di morte. Lo afferma un breve comunicato di palazzo Chigi, nel quale si legge: «Il Presidente del Consiglio e il Governo si impegnano ad avviare le procedure formali, coinvolgendo in primis i paesi già sottoscrittori della dichiarazione di dicembre, perché questa Assemblea Generale delle Nazioni Unite metta all'ordine del giorno la questione della moratoria universale sulla pena di morte».
Bravo Prodi! E' una buona partenza. Avanti così!!!
 
L'opinione di Cannavaro:
 
ANSA) - MADRID, 3 GEN - "Basta con questa barbarie. L'iniziativa del'Italia contro la pena di morte e' sacrosanta". Cosi' il Pallone d'oro Fabio Cannavaro. Alle voci degli sportivi che hanno manifestato 'orrore' per la pena capitale, si aggiunge cosi' anche quella del capitano della Nazionale di calcio. Da Madrid, Cannavaro racconta che ha visto "su internet i momenti della fine di Saddam. Era un despota, ma comunque un essere umano: non e' giusto che qualcuno si sia arrogato il diritto di togliergli la vita".
 
Bravo anche a te Fabio!
 
 




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1 gennaio 2007

Buon Anno... e buon Compleanno

Buon Anno e...

                    Buon Compleanno

 
Vent'anni... 
                                        

...e sembra ieri.


Cara Maria Grazia, son passati vent'anni e mi sembra sia stato ieri, quando, quel trentuno dicembre, all'una e mezza del mattino, tua mamma cominciò ad avere le prime avvisaglie dell'imminente parto, ed io, in preda all'agitazione telefonai all'ospedale, come mi era stato detto di fare, per dire che si erano rotte le acque.  La voce che rispose mi informò, con mia suprema vergogna, che non era l'ospedale, ma la centrale dei taxi.
Rifeci il numero, questa volta con più attenzione, e mi dissero di accompagnare tua mamma direttamente al reparto maternità, senza passare dall'accettazione. Cosi feci. Passò tutto il giorno,  sembrava che tu non avessi ancora voglia di affacciarti alla vita. E io dovevo andare a lavorare. Avevo chiesto un permesso per potervi stare vicino,  ma il principale mi aveva scongiurato di non mancare: era la sera di San Silvestro e non avrebbe saputo con chi sostituirmi, avendo l'influenza stagionale falcidiato i ranghi dell'organizzazione. Il veglione di fine anno doveva aver luogo. La discoteca non poteva chiudere solo perchè una  bambina dispettosa aveva deciso di nascere proprio  quel giorno. E cosi, a malincuore, lasciai l'ospedale e mi recai al lavoro. Col pensiero costantemente  rivolto alla mamma e a te, finchè, alle 4.30 del mattino,  potei raggiungervi. Tu non eri ancora nata. Ora so il perchè:  hai aspettato apposta che il tuo papà fosse presente perchè non volevi privarlo della gioia del primo sguardo, del primo vagito. . .
E lo udii il tuo primo vagito: erano le ore 5.03 del 1° Gennaio 1987. . .
E sembra ieri...





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