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vengo da lontano, guardo lontano.


05] - Dicembre 2006


30 dicembre 2006

Addio a un tiranno

Gente del mondo,amici,vogliate darmi orecchio.
Io sono qui per dare sepoltura
a Saddam, non già a farne le lodi.
Il male fatto sopravvive agli uomini,
il bene è spesso con le loro ossa
sepolto, e cosi sia anche di Saddam.
V'ha detto  l'ignobile Bush che Saddam
era uomo ambizioso di potere:
Se tale era, fu certo grave colpa,
ed egli gravemente l'ha scontata.
Quì,maledicendo Bush e gli altri
che gli han dato corda,
che Bush e gli altri non son uomini d'onore
io vengo innanzi a voi a celebrare
di Saddam le esequie. Io non fui suo amico,
e mai ritenni costui giusto e leale: 
ma Bush dice ch'egli era ambizioso,
e Bush non è mai stato uomo d'onore.
Ha causato la morte di molti uomini,
Saddam, e ha pagato per questo,
ma molti di più ne ha causati Bush
e se  giustizia è giusta,  a pari infamia
tocchi uguale sorte, al pari di Saddam,
dell'infame Bush vogliam la morte...
 
 
 
 
 
 




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30 dicembre 2006

Dialogo di un viandante e di un passeggere di G.Leopardi

Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere. Almanacchi per l'anno nuovo?
Venditore. Si signore.
Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo?
Venditore. Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere. Come quest'anno passato?
Venditore. Più più assai.
Passeggere. Come quello di là?
Venditore. Più più, illustrissimo.
Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Venditore. Signor no, non mi piacerebbe.
Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Venditore. Saranno vent'anni, illustrissimo.
Passeggere. A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?
Venditore. Io? non saprei.
Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Venditore. No in verità, illustrissimo.
Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Venditore. Cotesto si sa.
Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
Venditore. Cotesto non vorrei.
Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
Venditore. Lo credo cotesto.
Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
Venditore. Signor no davvero, non tornerei.
Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque?
Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti.
Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo?
Venditore. Appunto.
Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Venditore. Speriamo.
Passeggere. Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete.
Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere. Ecco trenta soldi.
Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.




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28 dicembre 2006

Gli orrori di Cosenza

 Gli orrori dell'Istituto Giovanni XXIII di Cosenza, gestito dalla Chiesa.
Anziani in condizioni disumane, personale senza stipendio, c'è una inchiesta sui finanziamenti. Milioni di euro pagati dalla Regione Calabria e dallo Stato.
Di seguito la trascrizione del servizio del TG3 di giovedì 28 dicembre ore 19.00
 ...pareti ammuffite e piene di crepe, intonaci che si sgretolano sulla testa di uomini e donne che spesso passano buona parte del loro tempo negli angoli, a terra come sacchi. Scalzi, che vagano o si vestono e svestono nei corridoi, bagni dove puoi trovare un frigorifero insieme a lavandini e vater sporchi, malmessi, senza tubature. Trema la mano del finanziere che gira queste immagini. Non è un istituto di riabilitazione per le malattie mentali, ma un lazzaretto, orribile, in cui sono condannate a vivere 360 persone e gli infermieri sono disarmati senza materiali e fondi. Da mesi e mesi senza stipendio. nessuno oserebbe pensare che una struttura così sia gestita dalla Chiesa. Comune di Serra d'Aiello, diocesi di Cosenza. Il nome di questo girone infernale è il Giovanni XXIII, che suona come un insulto al  papa buono. Le immagini sono state girate con una telecamera dalla Guardia di Finanza entrata per un ispezione ordinata dalla procura della Repubblica di Paola. Tra qualche settimana, la Magistratura cosentina e la Guardia di Finanza completeranno la ricostruzione dei traffici in cui sarebbero finiti milioni di euro pagati dalla Regione Calabria e dallo Stato e spesi in beni di lusso invece di medicinali e lenzuola. Porte sfondate in quell'istituto, malconce, letti senza lenzuola, sotto le brande si accumula la sporcizia, ma c'è di peggio, su un letto ci piove, un anziano ospite è costretto a dormire o a restare sulla metà non bagnata, comunque a lungo, ed è cosi da tanto, sembra raccontare il materasso senza lenzuola e ormai macchiato e ammuffito. Le stanze sono incredibilmente spoglie, e quando c'è un comodino o un tavolino è ridotto a pezzi, consumato, ridotto comunque meglio dell'umanità che li dentro non sembra esistere...




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26 dicembre 2006

Natale è passato

Passato il Natale, passato Santostefano, passati i cenoni della vigilia, passati i pranzi luculliani del giorno di Natale,   si ricominciano le diete per poi ingozzarsi di nuovo fra qualche giorno, a capodanno.
Termina lo sciopero dei giornalisti: 5 giorni. Non era mai successo. C'è sempre una prima volta in ogni cosa.
 Riprende l'attività politica: Il governo varerà oggi, mercoledì, il decreto correttivo per la cancellazione del comma 1346 della legge finanziaria, il cosiddetto emendamento Fuda sugli illeciti degli amministratori pubblici. «È chiaro che noi abbiamo una politica diversa rispetto a quanto è contenuto nella norma» spiega Prodi. «Abbiamo una politica diversa - precisa il premier in partenza da Bologna per tornare nella capitale - che è fondata sulla «responsabilità di fronte al Paese di chi deve amministrare la cosa pubblica, una responsabilità aperta, chiara e trasparente»
Saddam Hussein sarà giustiziato.
La condanna è stata confermata dalla corte d'appello. Entro un mese a partire da oggi la sentenza dovrebbe essere eseguita. Pannella ha iniziato l'ennesimo sciopero della fame e della sete.
Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, da Santiago del Cile
dove si trova in visita ufficiale, ha dichiarato: «Siamo contro la pena di morte, come italiani e come europei. Non è un discorso in difesa di Saddam Hussein, io difendo il principio secondo cui la pena di morte non è accettabile e quindi continuo a sperare che questa sentenza non venga eseguita». Io penso che D'Alema abbia ragione. Un paese civile non dovrebbe mai ricorrere all'omicidio di stato.
 
 
 
 




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26 dicembre 2006

Dal diario di Anna Frank

Venerdì 24 dicembre 1943

Carissima Kitty,

come ti ho già scritto più volte, qui tutti abbiamo problemi di umore e, soprattutto per quanto mi riguarda, temo che questo tormento negli ultimi tempi sia molto peggiorato. "Osannante di gioia, mortalmente triste",  mi sembra un verso che si adatta bene. Sono "himmelhoch  jauchzend" quando penso a come ce la caviamo bene qui e mi paragono ad altri bambini ebrei e " zu Tode betrüht " per esempio dopo che è stata qui la signora Kleiman e ha raccontato di Jopie che gioca a hochey, fa canottaggio, va al teatro e prende il tè con gli amici.
Non penso di essere gelosa di Jopie, ma avverto il forte desiderio di divertirmi una volta anch'io, e di ridere fino a farmi venire il mal di pancia. Soprattutto adesso in inverno, nei giorni di vacanza di Natale e Capodanno, ce ne stiamo qui come poveri emarginati. Però non dovrei scrivere queste cose, perché rischio di sembrare ingrata, ma non posso neppure tenermi tutto dentro, e richiamo le parole con cui ho incominciato: "la carta è paziente".
Quando qualcuno arriva da fuori coi vestiti intrisi di vento e il viso fresco vorrei cacciare la testa sotto le coperte per non pensarci. Quando ci sarà concesso di tornare a respirare aria fresca? E visto che non posso nascondermi sotto le coperte, ma devo invece restare salda, i pensieri vengono, non una, ma molte, innumerevoli volte.
Credimi, quando te ne stai rinchiuso per un anno e mezzo, a volte sei proprio stufo. Lasciamo perdere un momento la giustizia e l'ingratitudine: i sentimenti non si possono mettere da parte. Andare in bicicletta, ballare, fischiettare, osservare il mondo, sentirmi giovane, sapere di essere libera, ecco che cosa vorrei, eppure non posso darlo a vedere, perché pensa un po' se tutti e otto cominciassimo a lamentarci e diventassimo insofferenti, dove andremmo a finire? A volte penso: qualcuno qui dentro mi capirà? Saprà vedere al di là dell'ingratitudine, dell'essere ebrei o meno, e considerarmi solo per la ragazzina che sono, che ha tanto bisogno di divertirsi? Non lo so e non potrei nemmeno parlarne con qualcuno, perché sono sicura che mi metterei a piangere. Il pianto alleggerisce, quando si ha una persona a cui piangere sulla spalla. ...Ma ora basta. Prima ero " zu Tode betrüht ",
ma scrivendo mi è un po' passato!

Tua Anne

Lunedì 27 dicembre 1943

Cara Kitty,

venerdì sera, per la prima volta nella mia vita, ho ricevuto un regalo di Natale. Le figlie di Kleiman e di Kluger avevano di nuovo preparato una bellissima sorpresa.
Miep ha fatto una bellissima torta su cui ha scritto "pace 1944", Bep ha procurato mezzo chilo di biscotti di qualità prebellica.
Per Peter, Margot e per me c'era un barattolino di yogurth e per gli adulti una birra a testa. Tutto era impacchettato benissimo come di consueto e sui pacchetti c'erano scritti i nomi. Per il resto i giorni di Natale sono passati in fretta.
Anne

 




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22 dicembre 2006

Auguri con Gianni Rodari



Il mago di Natale
di Gianni Rodari
 
S'io fossi un mago,
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l'alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all'Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po' di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.

Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.

In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d'ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an'roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s'intende.

In piazza San Cosimato
faccio crescere l'albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l'albero del panettone
in viale Buozzi
l'albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all'albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?

Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.

Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.

Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.

Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l'albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.

Però non lo sono
che posso fare?

Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.





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21 dicembre 2006

natale de guerra



Natale de guerra

Trilussa

 Ammalappena che s'è fatto giorno

la prima luce è entrata ne la stalla

e er Bambinello s'è guardato intorno.

- Che freddo, mamma mia! Chi m'aripara?

Che freddo, mamma mia! Chi m'ariscalla?

 

- Fijo, la legna è diventata rara

e costa troppo cara pè compralla...

- E l'asinello mio dov'è finito?

- Trasporta la mitraja

sur campo de battaja: è requisito.

- Er bove? - Pure quello…

fu mannato ar macello.

 

- Ma li Re Maggi arriveno? - E' impossibbile

perchè nun c'è la stella che li guida;

la stella nun vò uscì: poco se fida

pè paura de quarche diriggibbile...-

 

Er Bambinello ha chiesto:- Indove stanno

tutti li campagnoli che l'antr'anno

portaveno la robba ne la grotta?

Nun c'è neppuro un sacco de polenta,

nemmanco una frocella de ricotta...

 

- Fijo, li campagnoli stanno in guerra,

tutti ar campo e combatteno. La mano

che seminava er grano

e che serviva pè vangà la terra

adesso viè addoprata unicamente per ammazzà la gente...

Guarda, laggiù, li lampi

de li bombardamenti!

Li senti, Dio ce scampi,

li quattrocentoventi

che spaccheno li campi?-

 

Ner dì così la Madre der Signore

s'è stretta er Fijo ar core

e s'è asciugata l'occhi cò le fasce.

Una lagrima amara pè chi nasce,

una lagrima dòrce pè chi more...




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19 dicembre 2006

Auguri compagno Silvio

Caro compagno Silvio,
Romano ti saluta e ti augura una rapida guarigione e un pronto rientro. E questo è anche il nostro auspicio. Perchè caro Silvio, nonostante tutto, ci sei simpatico. E perchè la nostra politica ha bisogno di te. E' vero, noi non ti abbiamo mai votato, e mai lo faremo, ma pensiamo che tu, nel male, sia stato un bene per il nostro paese. Certo, nel tuo partito militano lestofanti, avventurieri, imbroglioni di ogni risma, ma non sei stato tu a crearli, esistevano già; ed erano sparsi un pò ovunque. Tu li hai solo chiamati a raccolta, sei stato la calamita che li ha attratti, il setaccio che ha separato la crusca dalla farina, e ti siamo grati per questo; ora noi a sinistra possiamo guardare con più fiducia fra la nostra gente sapendo che la feccia è tutta  altrove... o quasi. Quasi: Perchè nel setaccio,  da un insospettato  forellino, qualche granello di sporco è fuoriuscito; ma si tratta di bazzecole, di pinzillacchere come diceva il grande Totò. Il grosso, lo zoccolo duro del malaffare è senz'altro dalle tue parti. Per questo ci teniamo a che tu ritorni. Nessuno sa sguazzare nel torbido meglio di te.
Il povero Fini ambisce a diventare il tuo successore,  speriamo  il più tardi possibile, ma quando anche fosse, è stato screditato abbastanza per non destare più paura. Sei stato grande in questo: Egli sognava un futuro da "Condottiero", ma, con le figure barbine che gli hai fatto fare, il massimo a cui può aspirare è un ruolo da "Condotto".
Torna presto Silvio, recupera Casini, promettigli un regno... un impero... l'universo... qualsiasi cosa, non badare a spese, non importa se non  potrai mantenere ciò che prometti, sappiamo benissimo che  sei maestro in questo; digli   che non un solo vitello ma un'intera mandria sarà sacrificata. Fallo tornare da te, liberaci dal male...
E la lega... crediamo che come hai ridotto tu la Lega, nessun altro vi sarebbe riuscito. Fare ministri Caldelli e Casteroli è stato un colpo da maestro che solo un genio come te poteva fare. Pensa se a quei posti avessero messo delle persone intelligenti, quanti consensi avrebbe  guadagnato la Lega, invece con quei due...quei due ...perdonaci Silvio, ma pensando a quei due ci vien da ridere... oh che ridere...




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18 dicembre 2006

Lite per una maglietta

 



Sarà un Natale triste per me quest'anno. Ho litigato con mia figlia. Le ho intimato di non rivolgermi più la parola. Le ho urlato in faccia il deplorevole "Non ho più figlie". Ho esagerato, lo so.
Come al solito. Non se lo meritava, perchè, in fondo, è una brava ragazza e ha il  diritto di gestire come meglio crede i suoi vent'anni. E  anche sbagliare è un suo sacrosanto diritto. Io  vorrei che fosse la fotocopia di me stesso, che avesse i miei stessi ideali, la mia stessa concezione di vita e quando vedo che non è così, che non può essere così, vado su tutte le furie. Sbagliando, naturalmente. Io non sono tirchio, tutt'altro; mi piace spendere, ma con oculatezza. Non riesco a concepire lo sperpero, pagare dieci ciò che puoi acquistare con cinque. Il risparmio è una mia mania. Conosco a memoria i prezzi di ciascun prodotto di cinque diversi supermercati, e vi assicuro che acquistando ciascun prodotto là dove costa meno, posso risparmiare sul venti per cento senza privarmi di niente. E' come aumentarsi la pensione. Il grande Gianni Brera aveva coniato l'espressione "ricchi scemi",  per indicare chi, passato da una condizione di disagio a una di relativa agiatezza, amava scimmiottare coloro che riteneva ricchi per volontà divina o quasi. Oggi, la filosofia del "ricco scemo" domina il mondo cosiddetto moderno. La mania del "firmato" ci fa pagare venti o trenta volte l'effettivo valore di un prodotto. Il prezzo è diventato il termine di paragone per determinarne il valore , più costa meglio è. Vittime di questo assurdo modo di pensare, sono naturalmente le nuove generazioni, che, cresciute nel benessere, non avendo dovuto faticare più del necessario per raggiungere una posizione, ma avendo avuto mamma e papà che hanno pensato a tutto, plagiati da una TV oltremodo diseducativa, non riescono a dare il giusto valore alle cose. L'Apparire ha il sopravvento sull'Essere.
Cosa sono in effetti il capo firmato, il piercing, il tatuaggio, se non la ricerca spasmodica di un identità che sanno di non avere, omologati e stritolati in quel meccanismo perverso che si chiama consumismo?
60 euro all'origine  della lite. 60 euro per una maglietta. 60 euro per un Natale all'insegna della tristezza. Ne valeva la pena? Ma forse, più che di tristezza dovrei parlare di  rimorso. 




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15 dicembre 2006

Chi l'ha detto?

Chi l'ha detto?
"Una persona che per noi è un riferimento, a cui vogliamo bene, Vittorio Foà, ha detto una volta che essere di sinistra significa: "pensare, oltre che a se stessi, anche agli altri e pensare, oltre che al presente anche al futuro".
Facciamo nostre queste parole,
fatele vostre voi, ragazze e ragazzi italiani, che vivrete i vostri desideri, le vostre preoccupazioni nel nuovo millennio e nel mondo che verrà.
Fatelo non accontentandovi mai delle cose cosi come le troverete, non permettendo mai che le vostre speranze e i vostri ideali si debbono inchinare alle esigenze del momento,
Fatelo senza pensare che il vostro sguardo si debba fermare alla montagna che avete di fronte, senza pensare che l'universo finisce sulla riva del fiume, senza pensare che l'umanità finisce con le persone che  abitano vicino a voi, che hanno il colore della vostra pelle e le  vostre stesse opinioni.
Fatelo avendo il coraggio di "staccare l'ombra da terra".
Sapendo che i nostri tempi saranno sempre più aperti alle energie creative dell'uomo, sapendo che ognuno di voi può contribuire al mutar degli eventi: Sapendo che dal lavoro delle vostre mani, da quello delle vostre menti, dai sentimenti e dalle passioni dei vostri cuori, potranno venire le risposte ai mali che affliggono il mondo, potrà venire la forza per combattere la miseria e l'ignoranza, l'ingiustizia e la violenza.
Fatelo, soprattutto, sapendo che in questa impresa non sarete mai soli.
Che lungo il cammino troverete altri ragazzi  ed altre ragazze, altre donne e altri uomini, che pensano che questa debba essere la Politica, che questa debba essere la Sinistra".
 
Colui che ha pronunciato queste bellissime parole è  un personaggio molto famoso, sapete dirmi chi è?




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12 dicembre 2006

La prova del cuoco

- ... si pronto...
- pronto Antonella, complimenti per la trasmissione
- grazie cara, come ti chiami?
- Assuntina mi chiamo Antonella,
- Ciao Assuntina, da dove chiami?
- chiamo da Formimpasto, Antonella. ...
- da Formimpasto, bella cittadina... allora Assuntina, sei pronta?
- Si sono pronta. Senti Antonella, una domanda facile per favore
- Assuntina, fai attenzione: Per cinquecento euro, mi devi dire da quale città  italiana proviene il radicchio di Treviso
- Antonella, un aiutino
- dai Assuntina che è facile, dai, Tre... Tre...
- sono emozionata
- dai Assuntina devi rispondere... Tre.. Trevi...
- Treviglio
- Nooo! Peccatooo! Non era Treviglio, era Treviso! Treviso! mi dispiace Assuntina, che peccato!  ... ...un'altra telefonata...




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11 dicembre 2006

intervallo



Molto scalpore suscitò un certo Amédéè Bollée, quando nel 1876, sfrecciando per le vie di Parigi con la sua fiammante vettura a vapore che sviluppava una potenza di 20 cavalli e capace di trasportare ben 12 passeggeri, riuscì a raggiungere la velocità di ben 42 chilometri l'ora. I soliti esperti, (c'erano anche allora benchè la TV non fosse stata ancora inventata), sentenziarono che mai e poi mai l'uomo sarebbe riuscito a sopportare velocità superiori ai 50 Km orari.
Il cuore umano non avrebbe resistito.
 




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8 dicembre 2006

crisi della politica e partito nuovo

La politica è in crisi: crisi di fiducia.  Vi è un fossato profondo fra la politica e i cittadini, un fossato che si va sempre più allargando. Cittadini che non si riconoscono più nei loro rappresentanti,  elettori costretti sempre più a scegliere non il meglio ma il meno peggio.
Scandali che periodicamente travolgono pezzi di paese. Politici che, incuranti dei loro doveri verso i propri elettori,  sguazzano nel malaffare. Per ultimo, ma non per questo meno grave, una sciagurata legge elettorale, che esclude di fatto ogni possibilità di scelta da parte dei cittadini, delegando a  qualche decina di persone la scelta dei rappresentanti di milioni di individui.
E poi c'è la  eccessiva frammentazione. Una pletora di partiti e partitini che ci condanna all'ingovernabilità, o tutt'al più a una governabilità coatta, in cui prevale la scelta di non scegliere.
Come uscirne? Qualcuno dice che ci vorrebbe un Leader: non penso che questa sia la soluzione. Il leaderismo non ha mai risolto il problema, anzi lo ha aggravato. E ci sono esempi antichi e recenti a dimostrarlo. Penso invece che serva un modo nuovo di far politica basato sulla partecipazione. Non occorre un Leader ma un partito guida. Un Partito nuovo composto da centinaia di migliaia di aderenti con una sana passione politica, che sappia confrontarsi sulle cose concrete, sui bisogni di ogni giorno, l'acqua, l'aria, l'energia l'ambiente, il lavoro, il precariato; che sappia  dibattere e indicare le scelte che gli organismi preposti devono poi trasformare in azione politica. Un partito senza padroni, senza presidenti o segretari generali vita naturaldurante. Ma dirigenti con vincolo di mandato che dopo un certo numero di anni lascino il posto ad altri, contribuendo così al ringiovanimento della classe dirigente.
Un partito che affidi al proprio elettore, attraverso le consultazioni referendarie, le scelte di valore strategico e che attraverso le primarie selezioni le candidature alle liste elettorali.
Un partito che sappia aprirsi alla società, cooptando personalità fuori dalla politica ma capaci di dare contributi essenziali allo sviluppo del paese. Due esempi: Riccardo Illy in Friuli, Renato Soru in Sardegna. In poche parole, un partito veramente rivoluzionario.
Un sogno? Ma i sogni a volte possono diventare realtà. Dipende solo da noi.
Confesso che quest'idea del "partito dei miei sogni" non è mia, ma l'ho presa in prestito da Piero Fassino, che in una intervista spiega qual'è la sua idea di Partito Democratico.
Vi consiglio di leggerla perchè ne vale la pena. Leggi l'intervista




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6 dicembre 2006

il partito dei miei sogni

Il partito dei miei sogni.
Sogno un partito con centinaia di migliaia di aderenti e  con strutture di base presenti in ogni comune.
Sogno un partito in cui le candidature agli organismi dirigenti siano selezionate attraverso le primarie
Sogno un partito in cui gli incarichi direttivi siano determinati dal voto segreto
Sogno un partito nel cui statuto siano previsti i termini di mandato, onde promuovere nuove classi dirigenti
Sogno un partito in cui le scelte di valore strategico siano determinate da consultazioni referendarie degli elettori
Sogno un partito pluralista, aperto ai saperi e conoscenze della società
In sintesi, sogno un partito al cui vertice ci sia la base




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4 dicembre 2006

Aliquote e detrazioni

C'è stato un incontro, venerdi sera, con la deputata on. Teresa Ballanova, DS, per parlare di finanziaria. A un certo punto, mentre la relatrice spiegava come chi aveva un reddito inferiore ai 40.000 euro avrebbe avuto una diminuzione delle tasse, un compagno l'ha interrotta dicendo che non era vero, e che lui, avendo un reddito di 23.000 euro, si vedeva in realtà aumentare la tassazione, poichè l'aliquota passava dal 23 al 27 percento. La relatrice  ha allora cominciato a spiegare, facendo un esempio pratico, come col gioco delle detrazioni, nonostante l'innalzamento dell'aliquota, si andava a pagare meno.
Io, nella mia ignoranza, mi domando: non sarebbe stato più semplice lasciare le vecchie aliquote, o magari abbassarle di qualche punto? qual'è il motivo per cui si debbono aumentare le aliquote per vedersi abbassare le tasse? Poi ci lamentiamo se la destra fa le manifestazioni di piazza?  Ma se siamo noi stessi che le forniamo i motivi...




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