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rossoantico
vengo da lontano, guardo lontano.


03] - ottobre 2006


31 ottobre 2006

fame e guerre

 

 
Quanto costano le guerre?
Chi le paga?
A chi giovano?
 
Sono queste le domande che ogni cittadino, in qualsiasi parte del mondo, dovrebbe porsi. sforzarsi di trovare le risposte. Quanto costano le guerre: è chiaro che trattasi di cifre enormi: Miliardi e miliardi di euro. Cifre con le quali si potrebbe agevolmente debellare la fame nel mondo.
Cifre che pesano sul groppone di ciascuno di noi.
Ogni cittadino, in ogni parte del mondo industrializzato, devolve inconsapevolmente  sotto forma di imposte, buona parte del suo guadagno, frutto del suo lavoro, all'industria della morte.
NOI PAGHIAMO GLI ASSASSINI.
Gli assassini sono loro:  Governanti corrotti che assegnano commesse alle industrie belliche e dalle quali vengono foraggiati sotto forma di tangenti.
Ma non credo che  sia solo il fattore economico la causa delle guerre: secondo me, e questo è un mio vecchio pallino, alla base di tutto c'è  la corsa al riarmo che ciascuna nazione persegue. E corsa al riarmo significa ricerca di nuove armi, di nuovi e sempre più sofisticati strumenti di morte. E nuove armi significa sperimentazione. E sperimentazione significa morti innocenti. SIGNIFICA BARBARIE.
In ogni guerra vengono usate segretamente nuove armi. Non se ne parla, è vero, ma ogni tanto nella fitta ragnatela di complicità ed omertà si verifica qualche smagliatura; e vengono fuori gli orrori di crimini orrendi.
Ricordate i missili intelligenti? quei missili che dovevano colpire solo i cattivi e risparmiare i buoni? E che invece hanno fatto strage di innocenti
fra cui moltissimi bambini? E le bombe al fosforo che Israele negava di aver usato e che poi di fronte all'evidenza di prove schiaccianti hanno ammesso di averne fatto uso? Ora c'è il mistero delle bombe all'uranio...
ovviamente vengono negate ... ma fino a quando?
BOMBE ALL'URANIO:
Il mistero della bomba segreta all' uranio di Israele.
Allarme per i residui radioattivi trovati in Libano dopo un attacco israeliano.
Israele ha usato una bomba all' uranio di nuova concezione durante l' attacco al Libano dell' estate scorsa, durato 34 giorni e che ha provocato 1.300 vittime libanesi, la maggiorparte delle quali civili?

BOMBE AL FOSFORO BIANCO:
"Ho sentito io l'ordine di fare attenzione perchè veniva usato il fosforo bianco su Fallujah. Nel gergo militare chiamato Willy Pete. Il fosforo brucia i corpi, addirittura li scioglie". E' questa la tremenda testimonianza di Jeff Englehart, veterano della guerra in Iraq. "Ho visto i corpi bruciati di donne e bambini- ha aggiunto l'ex militare statunitenze- il fosforo esplode e forma una nuvola, chi si trova in un raggio di 150 metri è spacciato".

BOMBE A GRAPPOLO
Il Libano infestato da bombe a grappolo israeliane
Un milione di bombe a grappolo di fabbricazione statunitense ed israeliana sono rimaste sul territorio libanese dopo la fine dei combattimenti. Le vittime del dopoguerra hanno già superato il centinaio. Per la maggior parte bambini.(...)Secondo le stime di funzionari ONU, sarebbero un milione le bomblets (o submunizioni, piccoli ordigni esplosivi contenuti all' interno delle bombe a grappolo, ndt) inesplose disseminate nel territorio del Libano meridionale, superando così di gran lunga il numero dei 650.000 abitanti della regione. Sono rimaste incastrate tra i rami degli olivi, tra le grandi foglie dei banani. Sono sui tetti, mischiate alle macerie e sparse nei campi, nelle fattorie, lungo le strade, i sentieri e nei cortili delle scuole.
Link
 
 
 
 
Ne sono vittime 854 milioni di persone
Fao: fame nel mondo, aumenta in africa
Nel continente nero la sottonutrizione è cresciuta del 20 percento in 10 anni. Leggeri miglioramenti in America Latina e Asia
 
 ROMA - La fame nel mondo non cala, anzi. Secondo il Rapporto Annuale della Fao sullo Stato di Insicurezza Alimentare (Sofi), appena pubblicato,
nel periodo 2001-03, 854 milioni di persone sono risultate sottoalimentate nel mondo, lo stesso numero del periodo 1990-1992. A dieci anni di distanza i maggiori progressi sono stati registrati nell'America Latina che è passata da un tasso di sottalimentazione del 13% al 10%, anche se per il Venezuela si segnala una crescita dall'11% al 18%. Anche in Cina c'è stato un calo dal 16% al 12%, mentre la situazione resta preoccupante per la fascia dell'Africa centrale dove c'è stato un aumento preoccupante della percentuale di sottoalimentazione, schizzata del 20%, dal 36% al 56%. In particolare, risultano in netto peggioramento le percentuali della Repubblica democratica del Congo (dal 31% al 72%), dell'Eritrea (dal 68% al 73%) e del Burundi, (dal 48% al 67%). Nella scheda sono riportati il numero (le cifre sono espresse in milioni) e la percentuale delle persone sottoalimentate nel mondo nei due periodi considerati dal rapporto Fao.
Guerre: non è solo Iraq
Oggi si spara, e si muore, in Palestina, Iraq, Afghanistan, Kurdistan, Cecenia, Georgia, Algeria, Ciad, Darfur, Costa d’Avorio, Nigeria, Somalia, Uganda, Burundi, Congo (R.D.), Angola, Pakistan, Kashmir, India, Sri Lanka, Nepal, Birmania, Indonesia, Filippine, Colombia. E non solo. Questi conflitti sono costati la vita, finora, a più di cinque milioni e mezzo di persone.
Se si aggiungono le guerre conclusesi negli ultimi cinque anni (Sierra Leone, Liberia, Sud Sudan, Congo Brazzaville, Eritrea-Etiopia, Casamance) il bilancio delle vittime sale a sette milioni e settecentomila morti
 




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29 ottobre 2006

ipotesi di leadership

Anna Finocchiaro
E se fosse proprio lei la

leader
del partito democratico?

Sull'Espresso di questa settimana viene

avanzata una suggestiva ipotesi:
Una donna leader del partito democratico.
Per dare un segno di svolta: E frenare Veltroni.
Un idea con due sponsor eccellenti:
Marini e D'Alema. E un nome: Finocchiaro
di Marco Damilano
l primo a lanciarla è stato in estate il collega Dario Franceschini, capogruppo dell'Ulivo alla Camera:
<<La mia candidata premier del Partito democratico?
Anna Finocchiaro>>, ha detto in un intervista
al "Corriere della Sera-Magazine". Di recente, in privato, ne hanno riparlato anche i dioscuri dell'operazione Pd, Massimo D'Alema e Franco Marini. Il primo la conosce da sempre, insieme sono entrati
in Parlamento,nel 1987, deputati eletti dal PCI nel sud, lui in rappresentanza del Salento, lei della Sicilia orientale. Il secondo sta imparando ad apprezzarla in questi mesi, nelle lunghe riunioni dei
capigruppo a palazzo Madama....
 Io sarei favorevole, e voi?




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29 ottobre 2006

Fiera paesana

oggi fiera

E' fiera oggi e domani al mio paese. Anticamente questa serviva principalmente 
alla compravendita del bestiame: buoi, cavalli, asini, muli,maiali, galline;
oggi scaduta a semplice mercato , solo più grande.
 
Oggi il bestiame non c'è più.  La società non è più quella contadina di un tempo
Oggi non serve più il bue o il cavallo per tirare l'aratro.
Oggi l'aratro è stato sostituio dal  trattore.
 
La nostra era terra di latifondisti un tempo; poche famiglie detenevano la
quasi totalità delle terre.
Ed era anche terra di mezzadri e di braccianti. Il proprietario terriero
assegnava al mezzadro un appezzamento di terra, di solito coltivato
a vigneto, e questi aveva il compito di coltivarlo:  il raccolto veniva diviso a metà,
Il mezzadro era quasi un piccolo proprietario: disponeva delle terra
assegnatali come meglio gli aggradava: l'importante era che la facesse fruttare.
Egli si accollava tutti gli oneri necessari allo scopo. Il padrone riceveva
la metà del raccolto senza lavorare e senza rischiare una lira...
...e chiamalo fesso, come avrebbe detto Totò
Anche nella scala sociale, il mezzadro occupava un posticino più
elevato rispetto al bracciante.
Oggi, qui, non c'è più il latifondo e non esiste più la mezzadria.
Ma non c'è stata occupazione delle terre come in altre zone
d'Italia, qui la rivoluzione l'hanno  fatta l'emigrazione e il conseguente spopolamento delle  campagne.




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28 ottobre 2006

Gardini e Luxuria

La deputata forzista attacca l'onorevole transgender
Ma i questori di Montecitorio danno ragione alla parlamentare comunista

Camera, Gardini contro Luxuria


"Non puoi usare il bagno delle donne"



...Ore 14,15 bagno delle donne. Luxuria entra. Alle sue spalle la Gardini che sbotta:
"Ma allora è vero che Guadagno usa il bagno delle donne". Le prime a fare le spese
dell'ira della deputata forzista sono le, sbigottite, addette alla pulizia:
"Non potete permettere a Guadagno di usare il bagno delle donne".

Nulla da fare. La Gardini insiste: "Qui si tratta di una cosa fisiologica, non è una
questione psicologica". A quel punto Luxuria reagisce: "Io mi riconosco nel
genere femminile. Lei non può permettersi". La Gardini alza la voce: "Lei non può
usare il bagno delle donne. Ora vado dai questori". Ma dai questori arriva un netto
stop alle richieste della deputata forzista: "Le scelte relative alla propria identità
sessuale appartengono alla sfera personale e come tali "vanno rispettate".

Luxuria la guarda andare e osserva: "E' la prima volta che mi capita.
Sarebbe imbarazzante per me andare nel bagno degli uomini.
Imbarazzante per me e per gli uomini che mi incontrassero".
Replica la Gardini, stavolta a bassa voce: "Trovare Guadagno mi ha provocato un trauma.
Mi vergogno che si dia una immagine così di basso profilo del Parlamento.
Se avessi saputo, sarei stata zitta...".
 
 
Ha ragione on. Gardini, è una vergogna che persone
come Lei siedano in Parlamento!...
 
 




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26 ottobre 2006

i numeri uno

Silvio Berlusconi, si sa, è il leader indiscusso di Forza Italia,
Umberto Bossi è il leader carismatico della Lega,
negli altri partiti, sia di destra, sia di centro sinistra
ci sono segretari, presidenti, coordinatori ecc.
ma mancano i veri trascinatori, i veri leader.
Perchè? La risposta ce la fornisce Trilussa: 
 Conterò poco, è vero:
- diceva l'Uno ar Zero -
ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
sia ne l'azzione come ner pensiero
rimani un coso vôto e inconcrudente.
Io, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.
È questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
che cresce de potenza e de valore
più so' li zeri che je vanno appresso.




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25 ottobre 2006

aforisma

 
Nell'Eterna Lotta tra il Male e il Bene
Il Bene soccombe sempre.
Se il Bene vuole vincere deve
travestirsi da Male
e combattere con le sue stesse armi.
 
Detto da un saggio: cioè da me




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23 ottobre 2006

Bombe al fosforo

Israele confessa:

in Libano abbiamo usato armi al fosforo

Umberto De Giovannangeli
da www.unita.it

Israele ha ammesso per la prima volta di avere usato bombe al fosforo
nei 34 giorni di guerra in Libano. A rivelarlo è il ministro Yaakov Edri
(Kadima, rapporti con il parlamento) in risposta alla interpellanza della
capogruppo del Meretz (la sinistra pacifista) Zahava Galon.

«Le Forze di Difesa hanno utilizzato munizioni al fosforo in diverse forme
in diverse fasi», afferma Edri. «Le Forze di Difesa - aggiunge il ministro
- hanno fatto uso delle bombe al fosforo durante la guerra contro Hezbollah
in attacchi sferrati contro obiettivi militari in campo aperto».
Edri ha sottolineato che la legge internazionale non vieta l´uso delle armi
al fosforo e che le «Forze di Difesa hanno usato questo tipo di munizioni
in conformità delle disposizioni del diritto internazionale».
 
Ah! quand'è così... Scusate se ci siamo permessi...
Tutto in ordine, continuate pure...
E poi che differenza fa come uno muore?
Come? La coscienza?  E cos'è la coscienza?


prima negavano, ora ammettono
e se ora ammettono, non sarà per nascondere qualcosa di
più orribile?

E non dovremmo chiamarli criminali?







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19 ottobre 2006

fate attenzione a Bush

ATTENZIONE A QUEST'UOMO:

E' PERICOLOSO!!!

Andato al potere grazie a brogli elettorali,
rieletto grazie al provvidenziale attentato dell'11 settembre
sta trasformando quella che era una grande democrazia
in uno stato fascista





"Anche lo spazio va negato ai nemici"

Nuova dottrina di Bush sull'orbita terrestre

 
Passato quasi sotto silenzio il documento
 
firmato il 6 ottobre dal presidente Usa

che proibisce l'accesso al cosmo a chi è
 
"ostile agli interessi americani"
 
WASHINGTON - Anche lo spazio va negato alle "forze ostili", in tempi di comunicazioni in tempo reale e informazioni satellitari. Bush ha firmato un documento nel quale si afferma che
 "la libertà di azione nello spazio è importante per gli Stati Uniti come la potenza aerea e marittima".
Secondo quanto rivela il "Washington Post", si stabilisce il diritto a negare
 l'accesso allo spazio a chiunque sia "ostile agli interessi americani"
e respinge futuri accordi sul controllo delle armi che possano limitare la flessibilità degli Stati uniti nello spazio.
Bush afferma: "Bisogna rafforzare la leadership spaziale della nazione, assicurare che le capacità
nello spazio siano disponibili per gli obiettivi della sicurezza nazionale americana,
della sicurezza interna e di politica estera e per fare in modo che operazioni americane
nello spazio per difendere i nostri interessi non siano in alcun modo ostacolate".
 
quest'uomo è pericoloso!

quest'uomo ha rivendicato la supremazia

degli USA nello spazio.

a quest'uomo non basta essere

il padrone del mondo,

pretende di esserlo dell'universo
 
 




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18 ottobre 2006

10, 100, 1000 guantanamo

10, 100, 1000 Guantanamo


Il mondo secondo George Bush



Tribunali segreti per i nemici degli Usa


 «Una legge incostituzionale e contro i valori dell´America. Niente divide l´America dai suoi nemici più del nostro impegno per la giustizia e la legalità, ma la legge firmata oggi rappresenta una rottura storica perché trasforma Guantanamo e altre prigioni statunitensi in terre di nessuno della legalità». Non ha dubbi Anthony Romero, direttore dell' organizzazione dell´American Civil Liberties Union (Aclu) – sul giudizio da dare a proposito della legge che il presidente Gorge Bush ha firmato con grande spolvero e ancor più retorica.

Intitolata molto burocraticamente il Military Commissions Act, legge sui tribunali militari, a giudizio delle organizzazioni per le libertà civili statunitensi costituisce in realtà l´introduzione nel sistema giuridico americano di un´area grigia di abuso e negazione dei diritti fondamentali, e tutto in nome della lotta al terrorismo.

La legge firmata da Bush consentirà alla Cia e in genere alle agenzie antiterrorismo americane di detenere a tempo indeterminato e senza la necessità di prove qualsiasi persona considerata un "nemico degli Stati". E per i detenuti di Guantanamo si apriranno i processi davanti alle military commission, tribunali militari dove saranno giudicati senza la necessità che siano esibite prove contro di loto e senza che siano assistiti da un avvocato. La legge autorizza anche gli interrogatori "pesanti" – ma la Casa Bianca nega che si tratti di tortura – e la creazioni di prigioni segrete in luoghi segreti. Che sono anche un´altra occasione di affari per gli amici dell´amministrazione Bush. La Kellogg, Brown & Root, filiale del gruppo Halliburton, - informa un comunicato di
U.S. Citizens for Peace & Justice, un´organizzazione di americani che vivono a Roma - ha vinto un contratto per 385 milioni di dollari per costruire centri di detenzione, le cui località non sono state rivelate.

Fonte: www.unita.it

Attenzione a chi si reca negli USA: potrebbe non tornare più

 ehi George! Quando vossia comanda
sempre a disposizione...
Caro amico mio, penso che presto avrò bisogno
di te. Sti stronzi con la storia della democrazia hanno rotto




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17 ottobre 2006

L'eterno conflitto fra i pochi e i molti

La storia del mondo è sempre stata caratterizzata da poteri in conflitto
La visione marxiana del mondo riconduce il conflitto alla Lotta di Classe.
Chi vive del proprio lavoro e chi vive del lavoro altrui. Ossia sfruttati e sfruttatori.
I primi, immensa schiera. I secondi numericamente pochi.
Oggi la visione marxiana è un pò cambiata: E'cambiato il concetto di "sfruttatore"
è cambiato il concetto di "proletario". Sfruttatori non sono più i "padroni",
cioè gli industriali, che anzi di questi si è dimostrata l'utilità sociale,
ma sfruttatori sono gli speculatori, i finanzieri d'assalto, i furbetti del quartierino
che non producono nulla, che non creano nè beni di consumo, nè posti di lavoro
ma che si appropriano di enormi quantità di denaro, e quindi di potere.
Fra i moderni sfruttatori vanno annoverati anche coloro che pur avendo redditi
di un certo livello, vivono sulle spalle di chi guadagna meno. Evadendo il fisco.
Scaricando sulle spalle dei lavoratori dipendenti, i costi dei servizi che
uno Stato moderno ha il dovere di offrire ai propri cittadini.
Il proletario invece non è più il lavoratore salariato la cui unica utilità oltre 
ad essere mano d'opera a basso costo, era quella di produrre prole,
cioe nuova manodopera a basso costo. Oggi di prole se ne fa poca.
Oggi proletari sono tutti coloro che svolgono un'attività dipendente
sia essa lavorativa o impiegatizia e perciò tassata alla fonte, con l'impossibilità
di evadere il fisco.
E questi reggono sulle loro spalle l'intera impalcatura dello stato.
Perciò sfruttati sono i molti, sfruttatori sono i pochi. 
La contesa non dovrebbe avere storia. I molti dovrebbero sopraffare i pochi.
Ma non è cosi. Non lo è mai stato. I pochi hanno sempre avuto la meglio sui molti.
Come mai? 
In un regime totalitario guidato dai pochi, la supremazia sui molti la si ottiene
con la forza: Polizia, Milizie, Forze armate, servono a questo scopo:
imporre con la forza il dominio dei pochi sui molti, e reprimere con la forza
qualsiasi dissenso.
In una democrazia la situazione è più complicata: come fanno i pochi ad imporsi sui molti?
Come hanno sempre fatto: Con l'inganno. Utilizzando a proprio vantaggio bisogni innati nell'essere umano: per es. la religione.
E trovando alleati coloro che della religione ne hanno fatto  un mestiere.
Diceva Marx: Religione oppio dei popoli. Ma secondo me sbagliava.
Non è la religione ad essere oppio dei popoli, ma l'uso che di questa ne fa la chiesa.
Lo stesso discorso vale per il calcio. Un innocuo sport trasformato dai media in fenomeno di massa e in veicolo di consenso politico.
E poi naturalmente c'è la televisione e la stampa, che trasforma i nani in giganti. E che da l'aureola di santo agli imbroglioni
Religione, calcio, televisione, stampa: chi possiede questi mezzi controlla
l'opinione pubblica e ne determina gli indirizzi.
E i pochi continueranno ad avere la meglio sui molti.




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16 ottobre 2006

Sfruttati e sfruttatori

Nel blog http://eclissidisole.ilcannocchiale.it  l'amico eclissi traccia un identikit del potenziale elettore di centrodestra . Nell'analizzare quel 49.9% suddivide simbolicamente l'elettorato in quattro categorie: Il professore universitario, il dentista , il politico di provincia e il vicino di casa.  In un altro blog http://emaetizi.ilcannocchiale.it l'amico Emanuele si chiede se non sia un paradosso il fatto che  il centrodestra ottenga il 49,9% alle ultime elezioni politiche come se tutti questi elettori guadagnassero oltre  i 70.000 euro annui.
In realtà, la percentuale di chi guadagna oltre i settantamila euro si aggira intorno al 2%.
L'analisi che fa Eclissidisole, secondo me è esatta, quando sintetizza  le ragioni  per cui una larga fascia vota centrodestra: lo fa  per tornaconto personale. Perchè abituata ad evadere il fisco, a costruire abusivamente e quindi beneficiare dei condoni, ecc. Volendo quantificare questa fascia che comprende professionisti, artigiani, commercianti, ed escludendo il vicino di casa, non penso che superi il 20%. Aggiungiamo un 5 - 8% di chi lo fa per motivi ideologici (AN - estrema destra). arriveremmo a un totale di circa il 30%
Manca chiaramente circa un 20% che vota centrodestra senza averne un tornaconto personale. Che non evade perchè tassata alla fonte, che non beneficia di condoni perchè non ha mezzi per costruire, e tuttavia vota centrodestra.  Magari turandosi il naso  E non penso neppure che si possa identificare tutta col vicino di casa che vota perchè affascinato dal sorriso di Berlusconi, una piccola parte si, ma la stragrande maggioranza sicuramente no. In poche parole, i rapporti di forza dovrebbero essere 70 a 30 invece di 50 a 50. Marx suddivideva il genere umano in sfruttati e sfruttatori. E identificava i primi con la classe operaia e i secondi con la società borghese. E affermava che spettava alla classe operaia, essendo maggioranza, governare. Ma era un secolo e mezo fa. Oggi la classe operaia non è più maggioranza, ma ci sono altre categorie che vi si sono affiancate, e che insieme costituiscono la maggioranza. E la suddivisione che faceva Marx è valida tuttora: Sfruttati e sfruttatori. 70% di sfruttati contro il 30% di sfruttatori. Ed in quel 70% una larga fetta vota per gli sfruttatori e non lo sa.




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13 ottobre 2006

Il silvio furioso

Il Prodi giulivo vara la riforma TV

deve'essere cosa buona e giusta se riesce a suscitare

 
L'ira funesta del pelide Silvio

pelide= peloso (dopo il trapianto)

 B a n d i t i i i ! ! !
 
il cavalier perdente
 
non

sa darsi pace...

...C o m u n i s t i i i ! ! !
 
Eh!  caro silvio, hai voglia d'esser furioso

 chi di caval ferisce,

  di canal perisce   




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12 ottobre 2006

Il perchè delle guerre

Avevo un pò di tempo libero e mi son messo ad ascoltare l'intervista che Massimo D'Alema aveva rilasciato ad Enrico Mentana in occasione dell'ultimo Festival nazionale dell'Unità e che si può ascoltare online sul sito www.dsonline.it. Non è stato tempo perso. Veramente ascoltare D'Alema non è mai tempo perso, perchè c'è sempre da imparare qualcosa. E lo consiglierei ai tanti detrattori del nostro Massimo nazionale, e sono tanti, i quali, spesso, criticano  senza conoscere, basandosi sul sentito dire.
C'è stato un passo dell'intervista che mi è piaciuto moltissimo e mi ha fatto pensare: Quando, alla domanda di Mentana su come vedeva la crisi israelo-palestinese, D'Alema ha risposto citando una pagina di un libro di Amos Oz, il quale nel descrivere la sua vita parlava di quando, ragazzo, subito dopo la nascita dello Stato di Israele, assieme ad altri compagni più anziani, faceva la guardia ai kibbutz, perchè c'èra il rischio di essere attaccati dai Palestinesi, e se ne rammaricava; un compagno più anziano, un vecchio socialista, gli disse: - Ma hanno ragione, questa era la loro terra e noi gliela abbiamo portata via.- Ma allora, - disse Amos,- noi abbiamo torto?- Niente affatto, - gli rispose il vecchio compagno, - anche noi abbiamo ragione, perchè questa era la terra dei nostri padri, e solo qui potevamo fondare uno Stato  tutto nostro.-   Ecco questa è in sintesi la spiegazione della eterna crisi Israelo-Palestinese. Due parti in guerra che hanno entrambe ragione.
E qui lascio l'intervista che ha in verità altri spunti interessanti e che mi riservo di riprendere in altre occasioni, e mi soffermo sul perchè in questo lembo di terra, la pace è ancora una chimera.   Ma è mai possibile, mi dico, che non si riesca a trovare un accordo? Ma è mai possibile che persone che si presume sane di mente, non riescano a capire che con la guerra infinita, ciò che si perde è infinitamente maggiore di ciò che si perderebbe facendo la pace? Evidentemente ci sono ragioni oscure, che al cittadino comune non è dato sapere, per cui la guerra non deve finire.  E qui mi torna in mente un mio vecchio pallino  che avevo trattato anche precedentemente: A chi giovano le guerre? Chi ne trae vantaggi? Sicuramente i petrolieri. e certamente le grandi imprese di costruzioni, dato che dove si distrugge dopo si ricostruisce, ma principalmente le industrie belliche e non solo per le armi che vengono distrutte e quindi rimpiazzate, ma per la possibilità che hanno di sperimentare armi di nuova concezione e che in assenza di guerre non potrebbero sperimentare. A darmi conferma di questi sospetti mi viene in aiuto
un articolo de www.unità.it del 11/10/06:
 

«Armi sperimentali usate da Israele nella Striscia di Gaza»


Il quotidiano progressista israeliano Haaretz riporta in prima pagina nell'edizione di oggi un ampio riferimento al documentario di RaiNews 24 su Gaza dal titolo «Ferite inspiegabili e nuove armi» che sarà presentato oggi a Roma . In un articolo a firma di Meron Rapoport, si legge: «Tv italiana: Israele ha utilizzato un nuovo prototipo di arma nella Striscia di Gaza». Haaretz riferisce che da un'inchiesta condotta dall'emittente televisiva italiana risulterebbe che «Israele ha utilizzato un'arma sperimentale nella Striscia di Gaza nei mesi recenti,causando in modo particolare serie ferite fisiche, come l'amputazione di arti e importanti bruciature». Secondo quanto si legge, l'arma in questione sarebbe «simile» a quella sviluppata dalle forze armate Usa, conosciuta come "Dime" (sigla di Dense Inert Metal Esplosive), un'arma sganciata dai Drone, aerei teleguidati, che sparge polvere di tungsteno caricata di energia, capace di causare potenti e letali esplosioni con una ridottissima quantità di radiazioni.

Il documentario italiano, sottolinea Haaretz, si basa su racconti di testimoni oculari e fonti mediche nella Striscia di Gaza che avevano segnalto numerose persone con strane e gravi ferite agli arti inferiori. RaiNews 24 è stata protagonista di un'altra inchiesta che ha fatto molto discutere, quella sul ricorso ad armi al fosforo bianco nell'area di Fallujah, in Iraq.




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11 ottobre 2006

A chi giovano gli scandali?

Quando in Italia scoppia uno scandalo, o è per coprirne uno più grosso, o è per far cadere un governo.
L'inchiesta svolta dalle iene sui parlamentari che sniffano, mi sembra fatta apposta  per la seconda ipotesi
Gettare nel fango l'intera classe politica serve ottimamente a questo scopo.
Cercare di portare discredito al parlamento sono coloro che del parlamento ne farebbero volentieri a meno.
Non occorre far nomi: Il cittadino cosciente questi nomi li conosce. Altri, dall'alto della loro cultura fatta
di telequiz idioti o di elisedirivombrose ha già emesso la sentenza: Tutti colpevoli. Tutti nell'immondezzaio
Non importa se a sniffare  sarebbe risultato solo il 30%, e che quindi il restante 70% sarebbe pulito..
Tutti colpevoli. Fare di ogni erba un fascio. E non può non tornare in mente tangentopoli: anche allora
una minoranza di corrotti trascinò nella melma un'intera classe politica col beneplacito di un'opinione pubblica
che da una parte reclamava pulizia, dall'altra assecondava gli imbroglioni.
Col risultato che la corruzione non venne debellata, ma riprese nuovo vigore. Come volevasi dimostrare.




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10 ottobre 2006

coppie gay e adozioni

 
navigando in Kilombo mi sono imbattuto in un post di nullo dal titolo Dio e gli omosessuali in cui si parla di adozioni da parte di coppie gay. Siccome quando Zapatero in Spagna concesse questo diritto, mi trovò completamente contrario,  mi preme dire la mia  su questo delicato argomento, e ringrazio Nullo per avermene dato  l'occasione.
Io, da ateo convinto  la metterei cosi: Un coppia etero può concepire, quindi è in linea con la natura. Una coppia gay non può concepire, quindi è contro natura. Si potrebbe obiettare che anche il gay è stato creato dalla natura, quindi anche lui rientra nei suoi disegni , e anche questo è vero.
E allora? E allora io darei ampia libertà di scelta sul modo di vivere che  ciascuno ritiene più opportuno, ma escluderei da questa libertà la possibilità di adozione di minori  da parte di una coppia gay. Perchè se la natura avesse voluto che anche i gay potessero essere padre o madre, avrebbe fatto in modo che potessero concepire. Non lo ha fatto, quindi  una eventuale adozione sarebbe, questa si, contro natura. E si commetterebbe  violenza nei confronti del minore adottato perchè gli si imporrebbe una scelta fatta da altri. E stupisce che a propugnare il diritto di adozione da parte di  coppie gay, sia una forza politica che fa della libertà individuale il fulcro della sua lotta. Forse che il minore non è considerato individuo e non ha diritto alla sua libertà?
In breve: dico si ai PACS; dico si al matrimonio omosessuale per chi lo desidera, dico NO all'adozione di minori da parte di coppie gay.




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8 ottobre 2006

una storiella italiana



La famiglia Burlanzoni doveva sloggiare.  Lo aveva stabilito una sentenza del tribunale del popolo. Burlanzoni, il capofamiglia, in verità non  aveva voglia di farlo e cercava con ogni mezzo
di opporsi a questa sentenza. Aveva cercato di delegittimare la giuria, aveva parlato di carte truccate, di testimonianze false, di capi d'accusa inconsistenti, di giudici parziali, attaccandosi ad ogni appiglio, ogni cavillo, ma inutilmente. La sentenza era stata emessa, il popolo aveva deciso, lo sfratto doveva aver luogo: Villa Italia doveva essere liberata  entro i termini di legge.
Villa Italia, più che una villa era un castello. Fra le cui mura avevano dimorato personaggi illustri, artisti di gran fama, pittori, scultori , musicisti, architetti, inventori, poeti, navigatori, santi.
Ognuno aveva lasciato i segni del suo ingegno e della sua arte. Ciascuno aveva contribuito ad arricchire l'enorme patrimonio  di cultura di cui villa Italia era depositaria e di cui ne andava giustamente fiera.
Ma aveva conosciuto anche giorni bui. Se aveva saputo superare  indenne le scorribande barbariche, non altrettanto aveva saputo fare  con i cattivi amministratori, i quali l'avevano depredata, ferita, umiliata. La banda Burlanzoni era l'ultimo esempio di cattivi amministratori. Avutane l'assegnazione col compito di amministrarla, ne avevano fatto scempio: non solo avevano alienato opere d'arte di inestimabile valore, ma avevano distrutto opere murarie fondamentali, tali da compromettere la stabilità stessa dell'edificio. Sicchè lo stabile abbisognava di massicce opere di ristrutturazione.
La famiglia Crodoni, nuova assegnataria della Villa, attendeva di prenderne possesso.   E venne il giorno del cambio delle consegne. Burlanzoni con tutta la sua numerosa famiglia, lo stuolo di parenti, consanguinei, famigli e servitori si dispose a lasciare la casa, non senza aver procurato qualche ulteriore danno e aver definito lo sfratto un'ingiustizia e aver minacciato un prossimo ritorno. 
Il professor Crodoni nel prendere possesso della Villa , cercò di farsi un idea dell'entità dei danni e si accorse, ahi lui, che questi erano di molto superiori a quanto stimato. Ma Crodoni non era tipo da scoraggiarsi; con la buona volontà e con l'aiuto della sua buona stella avrebbe rimesso in sesto Villa Italia. Avrebbe recuperato le opere d'arte svendute, avrebbe rinforzato le fondamenta e potenziato tutta la struttura.  Ma per far tutto ciò occorreva tempo. ed anche molta pazienza. Soprattutto con la sua stessa parte che  era numerosa e  variegata. Suddivisa in correnti. C'era la corrente degli entusiasti, quella degli indifferenti, quella dei rassegnati, quelll'altra degli impazienti , e quell'altra ancora degli  arrabbiati chiamati anche "quelli del tutto e subito". Ed erano questi ultimi a dare le maggiori preoccupazioni al professore, anche più degli avversari. Avevamo detto che la casa era pericolante e che andava risistemata prima di potervi abitare. Ma quelli del tutto e subito non volevano sentir ragioni: volevano entrarci immediatamente. Erano quasi tutti giovani, e, si sa i giovani ragionano con l'impeto proprio dell'età. Ed essendo giovani, incosciamente credono ancora nelle favole: Un gesto con la bacchetta magica e voilà quel pilastro raddrizzato, un altro gesto e quella parete pericolante stabilizzata. La realtà naturalmente è molto diversa. Occorre lo studio del problema, il progetto, la fattibilità e infine il lavoro. E i capitali. E molta manodopera. E sia i capitali, sia la manodopera erano insufficienti. Se per i capitali un periodo di sana economia sarebbe bastato, per la manodopera il problema era più difficile. Ma il professore, da vecchio volpone, una mezza idea ce l'aveva. Egli sapeva che dall'altra parte c'era uno stuolo di servi ansiosi di cambiar casacca. Perchè il servo, in quanto tale, non ha preferenze; gli basta avere un padrone che gli garantisca il pane quotidiano.  E il professore cominciò a lavorare su questo: far si che un numero consistente di servi cambiassero padrone. In questo modo si sarebbe assicurato la manodopera necessaria e nello stesso tempo avrebbe indebolito il suo avversario.
Riuscirà il nostro eroe a portare a termine i suoi progetti e restituire Villa Italia ai suoi antichi splendori? Lo sapremo nella prossima puntata.




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5 ottobre 2006

USA: democrazia o deriva fascista?

USA:  democrazia o Stato fascista?

Riporto un articolo del Corriere della Sera di mercoledi 4 ottobre 2006
 
 
Usa, Grande fratello contro «opinioni ostili»
L’iniziativa del ministero della Sicurezza nazionale per individuare i media e i giornali nemici nel mondo
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
WASHINGTON — I media di tutto il mondo, da i più diffusi quotidiani europei alla più oscura radio-tv nepalese, saranno sottoposti in futuro al costante controllo di un Grande fratello elettronico americano «per identificare potenziali minacce agli Stati Uniti». Un «software» o programma in preparazione alle università di Cornell, di Pittsburgh e dell’Utah consentirà alla Superpotenza di registrare «le opinioni negative» su di essa o sui suoi leader espresse dalle testate o dagli autori degli articoli. In casi estremi, il programma, una «sentiment analysis» (analisi del sentimento, ossia degli orientamenti politici) varata dal Ministero della sicurezza nazionale, porterà all’adozione di misure preventive.
Lo ha svelato ieri il New York Times, a cui il coordinatore dell’iniziativa, Joe Kielman, ha spiegato che gli Usa «devono potere distinguere tra la critica e l’aggressione». Il programma, per cui l’amministrazione ha stanziato 2 milioni e mezzo di dollari, e che sembra sia stato suggerito dalla Cia, è già in corso in via sperimentale. Il «software» sta esaminando centinaia di articoli del 2001 e 2002 su Guantanamo, il campo di internamento dei terroristi a Cuba; sull’uso del termine «asse del male» (Corea del nord, Iran, Iraq) da parte del presidente Bush; sull’effetto serra; e sul fallito golpe contro il leader venezuelano Chávez. Tutte vicende o posizioni che hanno generato aspre denunce dell’operato della Casa Bianca. Sebbene Kielman sostenga che il Grande fratello elettronico non sorveglierà i media americani, perché vietato dalla legge, le ricerche in corso vertono non solo su voci straniere come l’Agence France Press e The Dawn, un quotidiano pachistano, ma anche su voci interne come il New York Times e il Miami Herald.
I media stranieri vengono già monitorati dalle ambasciate Usa e dagli agenti della Cia e dell’Fbi sul posto. Ma questo spionaggio elettronico, il versante mediatico delle intercettazioni globali telefoniche e delle «email» condotte dalla National Security Agency, non ha precedenti, e ha suscitato furenti reazioni. Lucy Dalglish, una dirigente di Freedom for the press (Libertà di stampa), lo ha definito «un incubo orwelliano». E Mark Rotenberg, il direttore dell’Electronic privacy information center (Centro della riservatezza della informazione elettronica) ha auspicato che venga abolito. «È agghiacciante» ha protestato. «È una violazione dei diritti civili. Ricorda il programma spionistico del Pentagono del 2002, a cui si oppose persino il Congresso, così ossequiente a Bush». Claire Cardie e Jaynice Wiebe della Università di Pittsburgh sono due dei programmatori della «sentiment analysis». Hanno dichiarato al New York Times che ci vorrà qualche anno prima che il programma non commetta errori, al momento frequenti, «e segnali con esattezza le esternazioni più forti di antiamericanismo». E hanno ammesso che il suo impiego potrebbe porre «problemi giuridici».
Ma hanno affermato che servirebbe anche a fare capire meglio all’amministrazione «che cosa pensano all’estero» e contribuirebbe a plasmarne le politiche. Non è il parere del politologo Larry Sabato, un esperto dei media: «Il principale effetto di un’iniziativa del genere — ha obbiettato Sabato — è di creare un clima di censura. Quante testate e giornalisti americani non solo stranieri continuerebbero a esprimere liberamente le loro opinioni? Non c’è bisogno di questo programma per scoprire quali siano le pubblicazioni estremiste nel mondo».
Ennio Caretto
 
DAL Corriere della Sera del 4 ottobre 2006




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5 ottobre 2006

Da l'Unità online del 4/10/06

 

Cari compagni ripensateci

Piero Fassino


Pubblichiamo la lettera di Fassino ai 43 esponenti della minoranza Ds che hanno annunciato di non partecipare al Seminario dell´Ulivo di Orvieto

Cari compagni, cari amici,

mi rivolgo a voi con la sincerità consentita dalla stima e dall´amicizia che ci lega da anni.

Non condivido la vostra scelta di disertare il Seminario nazionale dell´Ulivo di Orvieto. Un appuntamento, promosso da Romano Prodi, proprio per discutere di un progetto che non nasce improvvisamente, ma è coerente con un percorso iniziato undici anni fa con la costituzione dell´Ulivo, mai pensato - fin dalle sue origini - come semplice alleanza elettorale. Ma, al contrario, come un "soggetto politico in divenire" che via via, per tappe successive, fosse capace di far incontrare le diverse culture riformiste italiane e fonderle in un progetto politico, culturale e sociale unitario. Insomma: la "casa comune dei riformisti" come più volte tutti - anche molti di voi - abbiamo definito l'Ulivo.

D´altra parte è in coerenza con questo progetto che ci siamo presentati ripetutamente agli elettori con il simbolo dell´Ulivo - a nome del quale anche molti di voi sono stati candidati ed eletti - e abbiamo costituito i Gruppi parlamentari dell´Ulivo.

E mi colpisce che nella vostra lettera pur di esprimere contrarietà al Partito Democratico, abbiate omesso qualsiasi riferimento anche all´Ulivo - esperienza che pure avete condiviso in tutti i suoi passaggi - dicendo di riconoscervi semplicemente in una "alleanza democratica di centrosinistra".

Sapete bene che una domanda forte e incalzante di unità viene dai nostri elettori che hanno ben compreso che se l´unità del centrosinistra è stata la condizione per vincere le elezioni e per battere la destra, l´unità politica dei riformismi - oggi nell´Ulivo, domani nel Partito Democratico - è la condizione per vincere la sfida del governo e affrontare i drammatici problemi del Paese.

Non è in discussione, naturalmente, il diritto e la legittimità del dubbio o della contrarietà. Ma perché non discuterne? Se le vostre ragioni sono forti, perché non dovrebbero essere ascoltate? E, a vostra volta, perché non cercare di intendere meglio le ragioni altrui? Un confronto libero, non impedirà a ciascuno di manifestare, anche dopo Orvieto, le proprie opinioni, ma con cognizione di causa certamente maggiore e più ricca.

Per questo mi auguro che possiate ancora recedere dal vostro proposito e vogliate partecipare ad una discussione che riguarda il destino dell´Italia.

Ancora due brevi osservazioni: non è vero che il progetto politico dell´Ulivo e della sua trasformazione in soggetto politico non abbia avuto sedi di discussione democratica. Ne ha discusso il Congresso di Roma ed è stato ripetutamente al centro di tutte le riunioni del nostro Consiglio nazionale, fino alla sessione del luglio scorso, conclusosi con l´approvazione della mia relazione.

È ben evidente che le decisioni sulla trasformazione dell´Ulivo in Partito Democratico non potranno che discendere da passaggi congressuali. Ma un Congresso non si fa su un´intenzione, ma su un progetto che indichi valori ideali, obiettivi politici, linee programmatiche e forme organizzative. Orvieto serve appunto a discutere di ciò, in ragione tale da favorire davvero un dibattito democratico in cui ognuno possa decidere se aderire o no.

Infine, non è vero che il Partito Democratico significhi recidere i legami con la sinistra e il socialismo europeo.

L´obiettivo di un centrosinistra anche in campo europeo non può prescindere, infatti, dalla principale famiglia riformista del continente, che è quella socialista. Anzi, proprio in virtù della sua originalità, il Partito Democratico può offrire un contributo determinante a un più ampio e unitario campo progressista non se coltiva l'illusione di un avanguardismo solitario, ma se ricerca l'incontro e una comune azione con le altre forze riformiste europee, a partire dai socialisti.

Vi ringrazio per l´attenzione e spero davvero di vedervi a Orvieto.

Con amicizia




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4 ottobre 2006

Pausa di riflessione

L'inverno è alle porte. E inverno non è soltanto freddo e neve, Inverno è anche serate lunghe  e uggiose.
Ma le serate possono diventare piacevoli se passate insieme ad amici oppure per coltivare nuove conoscenze.
E cosa c'è di meglio di una cena in compagnia  accompagnata da un buon bicchiere di vino,
magari parlando della finanziaria o raccontandosi le ultime barzellette su Berlusconi?
Vi propongo una ricetta di facile esecuzione:



gulasch all'ungherese (con qualche variante)
 
dosi per 4 persone:
600 gr di carne di msnzo a tocchetti, farina, olio, abbondante cipolla, 1/2 litro di vino rosso, 1/2 bicchiere di vodka,
2 peperoni rossi, 2 spicchi di aglio, 1 peperoncino, 400 gr di pomodori maturi, paprika forte, sale, pepe.
 
Infarinate i pezzetti di manzo, fateli rosolare ben bene in una padella antiaderente. In una pentola abbastanza capiente, versate dell'olio extravergine di oliva e fate soffriggere abbondante cipolla tritata. Unite i tocchetti di carne già rosolati, cospargeteli di  paprika, salate e pepate, bagnate con il vino rosso (non fate i taccagni e usate vino di ottima qualità), fatelo assorbire e poi bagnate con un mezzo bicchiere di vodka molto secca. Abbassate la fiamma
e proseguite la cottura, mescolando di tanto in tanto. Pulite i peperoni, fateli a strisce sottili, e uniteli in cottura
della carne e mescolate. Pulite ora gli spicchi d'aglio, pestateli un pò e uniteli in cottura. Aggiungete il peperoncino
se è fresco, o un cucchiaino da caffè se in polvere. Mescolate con cura; unite la polpa di pomodoro passata. 
Tirare a cottura, mescolando di tanto in tanto. Assaggiare  per regolare di sale e pepe se occorre.
Tenete in caldo fino al momeno di servire. Il gulasch andrebbe servito in ciotole o tazzotte rustiche di terracotta
ben bollente e accompagnato  da pane casereccio o in alternativa, da polenta,  da riso, o da gnocchetti di semola.
 
Vini consigliati:                              

Chianti
Salice Salentino rosso
Castel del Monte rosso

buon appetito !!! 
 




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2 ottobre 2006

finanziaria 2007

ed ecco a voi la finanziariaaaa!!!


chi ci guadagna e chi ci rimette:

Reddito annuo lordo 21.500 euro, stipendio 1.468 al mese, beneficio 61 euro
Reddito annuo lordo 25.000 euro, stipendio 1.651 euro al mese, beneficio 52 euro
Reddito 28.000, stipendio 1.807, beneficio 43 euro
Reddito 50.000 euro, stipendio 2.829, aggravio 30 euro
Reddito annuo 80.000, stipendio netto 4.133, aggravio 66 euro
Reddito annuo 200.000 euro, stipendio 9.432 euro, aggravio 137 euro



 Grazie Prodi, finalmente qualcuno pensa anche a noi...


Grazie un cazzo! sempre i soliti ad essere tartassati
ci volete affamare! ci volete massacrare! ci volete distruggere!!!


 A tutti i paperoni!!!  Calmatevi!!! Ci penseremo noi a difendere i vostri interessi...
scenderemo in piazza...




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1 ottobre 2006

Inquinamento ambientale: E' solo colpa nostra?



L'estate è ormai  un lontano ricordo,  il turista ricaricato(?)  nel morale e alleggerito nel portafogli ha ripreso il solito tran tran quotidiano in fabbrica o in ufficio,  ripensando a quanto aveva preventivato e quanto gli sono costate effettivamente le vacanze e....cominciando a programmare  le prossime.
Sulle spiagge restano....i resti.
Ciò che si vede nella foto, è solo un piccolo esempio di come i luoghi di villeggiatura
vengono lasciati dopo la stagione estiva: Mucchi di spazzatura, sporcizia, degrado.
Con la prossima mareggiata molta di quella  spazzatura  finirà in mare, alla faccia di Goletta Verde.
Di chi la colpa? Della nostra maleducazione in primo luogo, 
della nostra atavica abitudine
di considerare lo Stato come cosa altrui,
del nostro menefreghismo e della nostra ignavia. 
Ma anche del lassismo delle autorità.
Di chi dovrebbe fare e non fà,  dei controllori che non controllano.
Del Menefreghismo di stato
In Svizzera, dove ho vissuto per molti anni, la tutela dell'ambiente è quasi una religione,
Ebbene,  il tizio che  in  Italia lascia spazzatura ovunque, lo stesso tizio trovandosi in Svizzera si comporta da "svizzero". A riprova del fatto che il nostro comportamento si adegua a l'ambiente in cui si trova ad agire.
Perchè ciò accade? Certamente è questione di
educazione individuale, ma, secondo me, è anche la certezza della pena o dell'impunità a determinare il comportamento  di ciascuno di noi.
Sono stato testimone, durante uno dei miei viaggi in treno,  diretto in Italia, di una scena emblematica:
avevamo appena varcato la frontiera di Chiasso, e un gruppetto di connazionali, miei conterranei, intento a rifocillarsi, discorreva del più e del meno, quando il discorso cadde proprio sul cattivo senso civico di noi italiani: Uno del gruppo, che stava sbucciando un cetriolo, e lasciava cadere le bucce per terra, stava appunto  vantando il grande senso civico degli svizzeri, e, spostando col piede quelle bucce che lui stesso aveva gettato, fece con rammarico: -Mentre noi italiani...-




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