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rossoantico
vengo da lontano, guardo lontano.


01] - agosto 2006


30 agosto 2006

il meraviglioso mondo del blog

Fino a un mese fà, la mia vita da pensionato si trascinava stanca e monotona fra un solitario e un FreeCell, fra una Traviata e una Boheme. Seduto al computer, cuffia alle orecchie a giocare stupide partite e ascoltare musica; "con la cuffia mi raccomando..." (voce di mia figlia), 
a lei la mia musica non piace; a lei piace il rock, come a tutti i giovani del resto; anch'io a volte, pur essendo un ex ex giovane, mi sorprendo a seguire, con la coda dell'orecchio, le sue canzoni. Devo dire che alcune mi piaciono anche, ma non lo ammetterò mai . Ad altavoce continuerò a definire la sua musica "orrendo frastuono": Ma non divaghiamo. Cosa è successo un mese fà? E' successo che ho aperto il mio BLOG. E ho scoperto un mondo nuovo. Meraviglioso. Ho scoperto questa immensa Agorà virtuale, dove ognuno può esporre le proprie idee e confrontarle con quelle degli altri. E mi domando come sarebbe stato il mondo se i Grandi Maestri del passato, i precursori del pensiero moderno, i Platone, gli Aristotele, avessero potuto diffondere ad un pubblico cosi vasto i loro insegnamenti. Certamente sarebbe migliore di com'è ora.
In questo mondo mi ci sono buttato a capofitto. Ho cominciato a spaziare in lungo ed in largo, a leggere i post, alcuni veramente bellissimi, altri, anche se non eccezionali nella grafica, interessantissimi nei contenuti. Naturalmente ho formato il mio gruppo di preferiti, e sono quelli le cui idee collimano con le mie e dove si respira l'aria salubre della sinistra. A questo gruppo dedico due-tre o anche più visite giornaliere, leggo i loro post e i relativi commenti, a volte ne aggiungo qualcuno di mio. Ho notato una cosa: Che la stragrande maggioranza
dei blogger e formata da giovani; e in questi giovani ho notato una grande assennatezza, un grande equilibrio. Questi giovani saranno domani classe dirigente... domani. Quando saranno meno giovani. ..




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28 agosto 2006

Il Sire di Arcore

Prendo in prestito da Aprile online, un esilarante articolo di Renzo Buttazzi sul Sire di Arcore e lo propongo come gioco di fine estate. 

Terza e ultima puntata.
Leggete:

 

Bertoldo e le promesse del Sire di Arcore
Il Sire di Arcore aveva un problema gravissimo. Ne aveva discusso lungamente con i suoi migliori consiglieri – quali, messer Bondi del Cocomeropiangente, il nobile Cicchitto, signore di Rivoltagiubbe, Madama Scolastica Moratti in Lariformo, lo scriba Bonaiuti, Coadiutore alle Panzane, Don Letta, Abate d’Unguento e cappellano di palazzo, Tremonti Giulivo barone di Cacadati – ma nessuno di loro era riuscito a suggerire una soluzione.

Fece allora chiamare Bertoldo, il bifolco più astuto del contado, che spesso lo aveva aiutato con la sua sapienza contadina e divertito con la sua arguzia. Giunto che Bertoldo fu al suo cospetto, il Sire di Arcore lo appellò con la consueta confidenza: “Saggio coltivatore di gramigne dammi dimostrazione della tua sapienza nel giorno più tristo della mia signoria. Come voi bifolchi dovreste sapere, non volli mai la vostra fedeltà senza compenso da parte mia, e più volte vi feci solenne promessa di vantaggi e regalie in cambio di essa.

Dapprima vi promisi un porcello cadauno, ma il morbo dei porcelli s’abbatté sui miei porcili e li svuotò. Poscia vi promisi un sacco di grano saraceno cadadue, ma il tarlo del grano funestò i miei granai, più di quanto i cristiani alle crociate abbiano funestato i saraceni in casa loro. In ultimo vi promisi zoccoli di legno stagionato ma l’acqua inondò le legnaie e fece marcire il legname tutto. Talché nessuna delle mie promesse potei mantenere.
Oggidì parmi che i bifolchi tuoi pari mi guardino con sospetto e si mostrino irrequieti. Sai tu dirmi cosa io possa fare affinché stiano tranquilli e mi rimangano devoti?”

“Eccellentissimo sire”, rispose Bertoldo dopo una qualche riflessione, “tutto ciò che ti accadde avvenne in successione e in più fiate. Ciò sta a significare che non nacque dal caso. Considerato il gran numero di malvagi che ti sono nemici per la tua bontà e la tua bravezza, mi sento sicuro nel dire che qualcuno di essi ti ha malocchiato, gettandoti in preda alla iella. E se il malocchio lo dettero gli stregoni comunisti, che mai furono totalmente estirpati da queste contrade ma che continuano a funestarle sotto mentite spoglie, tale malocchio ha effetti insanabili. Sempre le promesse tue di porcelli, zoccoli, grani, pollastre, pipe di terracotta o pezze di tela, non potranno essere mantenute.
Ciò non di meno ti suggerisco di promettere ancora, magari aumentando il valore delle regalie per compensare i sudditi delle delusioni subite. Sappi, o Sire, che le promesse migliori delle precedenti molciscono il popolo ancora per uno poco, prima che ricominci a dubitarne.”

“Ma come farò a mantenere tranquilli i miei sudditi alla lunga, se prometterò sempre il meglio senza mantenerlo mai?”, domandò il Sire di Arcore perplesso.

“Basta, o Splendido Sire, che tu promulghi un nuovo editto, il che è mestier tuo e in esso eccelli. L’editto dovrà semplicemente proclamare che tutte le promesse vanno mantenute, meno quelle, passate, presenti e future, fatte dal Sire di Arcore. Pertanto, chiunque osi chiederne il mantenimento, sarà colpevole d’offesa alla maestà del Sire e verrà affidato alle cure degli sbirri”.

La soluzione piacque molto al Magnifico Sire che ringraziò Bertoldo e lo rinviò nel suo podere dandogli una borsa di marenghi falsi, affinché ci giocasse con Bertoldino e Cacasenno.

[Renzo Butazzi]

 www.AprileOnLine.Info   n.138 del  06/04/2006.

Si deve girare un film sul Sire di Arcore,e la parte del protagonista è stata affidata  a Berlusconi. Se tu fossi il regista a chi affideresti la parte di Bertoldo? Indica la tua preferenza nei commenti. Il vincitore sarà insignito del titolo di Granbertoldo, e avrà come premio un sacchetto di fagioli inverminiti

 

 

 




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27 agosto 2006

Il pessimismo dell'intelligenza, l'ottimismo della volontà

C'è stato, di recente, uno scambio di opinioni fra me e  "Valigetta". Oggetto del contendere: la delusione causata dalla legge sull'indulto, in tanti elettori del centrosinistra. Essendo la risposta nei commenti difficoltosa a causa della limitazione  a mille caratteri, scelgo la forma della lettera aperta.
 
Cara amica,
tu dici che la politica non dovrebbe essere buona, ma giusta ed equa; ti rispondo: Sono d'accordo con te. Ma una società, i cui componenti tutti, accettassero  senza riserve i verdetti di giustizia ed equità, sarebbe una società perfetta. Esiste oggi questo tipo di società? Credo di no. Esisterà, ne sono certo, fra un secolo o fra un millennio,  (non è questo  per noi di sinistra il fine ultimo? La trasformazione dell'Utopia in Realtà?). Una Società cosi non avrebbe bisogno della Politica. Ma oggi, purtroppo, non è cosi. Oggi esiste la societa conflittuale, permeata da un individualismo a volte esasperato. E allora la Politica è necessaria, per mediare, per smussare, per far convivere posizioni contrastanti. Senza l'azione mediatrice della politica sarebbe il Caos. Per far ciò, a volte è d'obbligo il ricorso al compromesso, purchè, per citare Sofri, "...in nome di un bene maggiore o anche di un male minore...".Ti prego di riflettere, cara amica, su queste parole.
Il secondo punto della nostra querelle, è il fine, secondo te recondito, della legge sull'indulto, o come tu dici "essersi venduti a Berlusconi per un piatto di lenticchie": Mia cara amica, Ma ti pare possibile? Davvero credi che tutti sono uguali? . Tutti onesti? O tutti disonesti? Io credo che ci siano gli uni e gli altri. In lotta fra loro. E se noi li accomuniamo tutti nello stesso fascio, non facciamo altro che rendere la vita difficile agli uni, gli onesti, e aiutare involontariamente coloro di cui deploriamo i comportamenti, i disonesti, rendendoci inconsapevoli artefici del loro successo. Vorrei lasciarti citandoti le parole di un "onesto" del recente passato: Pietro Nenni, il quale citava a sua volta un altro "onesto" di un passato un pò meno recente: Antonio Gramsci: <<... la vita va vista col pessimismo dell'intelligenza, col senso critico del dubbio, ma anche con l'ottimismo della volontà. Con la volontà, niente è fatale, niente è ineluttabile, niente è immodificabile>>. Ti saluto, cara amica e a presto.




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26 agosto 2006

Grazie, Compagno Silvio

Grazie, Signor EX Presidente del Consiglio, grazie
per aver accolto la mia umile supplica, nonchè aver ascoltato
il grido di dolore che da tutta Itaglia, dalle alpi a Lampedusa (ed anche oltre),
varcando valli e monti, si levava alto nel cielo, affinchè Lei desistesse
dall'insano proposito di ritirarsi a vita privata.
 
E Grazie alla Provvidenza, per averci mandato un Uomo
la cui statura morale è pari, se non inferiore, a quella fisica.
 
E Grazie a don Giussani, il cui contributo in consigli e suggerimenti
è stato determinante nell' arduo cammino, che del tutto disinteressatamente, quest'uomo aveva intrapreso per la difesa di quei valori a cui lei stesso si ispirava: Fede e Giustizia (Ahi!). E che, se lei fosse ancora in vita, ne siamo certi, non esiterebbe a confermare.  .
 
E Grazie a Comunione e Liberazione, che, del tutto spontaneamente ha tributato
a ques'uomo  applausi ed ovazioni.
 
 
 
 
Signor EX Presidente del Consiglio, ora che ho finito con i dovuti ringraziamenti, mi accingo a mantenere la mia promessa: Ricorda? Se Lei restava l'avremmo considerata dei nostri: d'ora in poi non La chiamerò più Signor Ex Presidente, ma più semplicemente
 
COMPAGNO SILVIO
 
 
 
   




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24 agosto 2006

15 anni fà Gorbaciov decretava la fine del comunismo

Oggi avvenne...

Il 24 agosto 1991- Mikhail Gorbaciov si dimette da capo del Partito Comunista Sovietico, decretando lo scioglimento del medesimo  e la sua messa al bando.

Era l'inizio della fine dell'Unione Sovietica. Era la fine di un sogno per milioni di comunisti in tutto il mondo. Era il crollo di un'era. Un uomo aveva abbattuto un impero. Dicono involontariamente. Le cronache narrano invece  che tempo prima Gorbaciov, conversando con dei collaboratori e riferendosi agli americani, avesse detto:  "Voglio vedere cosa faranno quando  gli toglieremo il nemico". Dunque, presumibilmente, tutto era previsto. Agli U.S.A,  andava tolto ogni alibi. Il mondo avrebbe conosciuto a proprie spese  la tracotanza  con cui la classe dirigente americana intendeva governare l'universo. Ed era stato facile profeta. Oggi noi vediamo gli U.S.A. che credendosi legittimi proprietari del mondo, si sono autoinvestiti di una sacra missione: esportare la democrazia. Il loro concetto di democrazia ovviamente;  uno Stato egemone (il loro) e tutti gli altri subordinati ai loro interessi, con i vari governanti striscianti proni e servili  ai loro piedi. Gorbaciov non aveva abbattuto una società socialista, ma un'oligarchia decrepita e corrotta che impropriamente si definiva socialista. L'auspicio era che anche dall'altra parte, un Gorbaciov americano facesse lo stesso con un'altra oligarchia gretta e squallida che aveva trasformato quella che era culla di civiltà, nell'unico, vero impero del Male. 
Ecco! Qui sta la sintesi di ciò che era Gorbaciov: Un grande rivoluzionario che decretava la fine del comunismo, perchè l'idea stessa di comunismo rinascesse nuova e vitale nella sua funzione originaria: di transizione verso il Socialismo.
Grazie compagno Mikhail! Ci hai reso un grande servigio.




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23 agosto 2006

La grande notizia che non fa notizia

Un altro esempio di stampa normalizzata: Nessun grande organo di stampa ha riportato questa notizia:

WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 22 AGOSTO 2006
Bambini israeliani in pericolo. Palestinese li salva e muore
REDAZIONE

Dal Medioriente arriva una notizia assai diversa da quelle alle quali ci siamo purtroppo abituati. Questa volta nessuna storia segnata dall'odio, ma, al contrario, una storia di eroismo e di amore. Un ragazzo palestinese di 24 anni non ha esitato un momento quando ha visto 4 bambini israeliani in difficoltà. I ragazzini stavano nuotando davanti ad una spiaggia di Tel Aviv, ma sono stati improvvisamente travolti dalla corrente. Ahed Tamimi si è immediatamente tuffato ed è riuscito a salvare un quindicenne, poi è stato vinto dalla forza delle acque ed è morto annegato. Gli altri tre bambini sono riusciti a guadagnare la riva poco più tardi.
"Ha sentito le nostre grida e si è lanciato in acqua senza pensarci due volte - ha testimoniato uno dei giovani israeliani - mi ha afferrato la mano e mi ha riportato a riva


Sarebbe stato lo stesso se un ragazzo palestinese avesse ucciso quattro ragazzi israeliani?
non credo. Purtroppo è l'odio che fa notizia. E la grande stampa si adegua.




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23 agosto 2006

ATTENZIONE! Non disturbate il conducente!

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L'Italia non è solo il paese di santi, poeti, navigatori, ma è anche il paese dei misteri irrisolti. Vedi www.misterid'italia.it La lista di misteri è lunga e tende ad allungarsi sempre più. L'ultimo in ordine di tempo (ma è l'ultimo?), è il mistero del presunto suicidio di Aldo Bove, (leggere il blog www.beppegrillo.it ). Di questo suicidio non se ne parla più. Due possono essere i motivi: o non fa più notizia, (e sarebbe grave), o non esiste più la stampa libera (e sarebbe ancor più grave). Ricordate le grandi inchieste de l'Espresso, di Panorama ante berlusconem, de l'Europeo, di ABC? Sono solo un ricordo. L'Europeo e ABC purtroppo non esistono più, gli altri due sono normalizzati : sono diventati organi di schieramento; uno di destra, l'altro di sinistra, ma entrambi tendenti al centro. Ed entrambi fanno solo inchieste di regime. Non disturbano il conducente. Meno male che c'è Beppe.




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22 agosto 2006

Evasori e contibuenti

Il senatore Pionati dalle colonne del Tempo parla di caccia alle streghe
Replica il viceministro: "Non faremo nulla per danneggiare chi paga le tasse"

Fisco, Visco: "Chi mi accusa?
Sono gli amici degli evasori"

Sull'Anagrafe tributaria: solo una razionalizzazione dei dati

<B>Fisco, Visco: "Chi mi accusa?<br>Sono gli amici degli evasori"</B> da "La Repubblica" di oggi 22 agosto 2006

ROMA - "La paura viene diffusa ad arte dagli amici degli evasori...". E' perentoria la replica del viceministro dell'Economia Vincento Visco a chi lo accusa di una sorta di caccia alle streghe in tema fiscale. Tra questi sicuramente Francesco Pionati, senatore Udc che - dalle colonne del Tempo - si scaglia oggi contro la politica fiscale del governo Prodi.

"Per Visco - scrive Pionati - gli italiani non sono potenziali contribuenti, ma potenziali evasori da indagare con accanimento fino ad arrivare ad una vera e propria schedatura fiscale. "Non faremo niente che possa danneggiare chi paga le tasse e non faremo niente che non viene già fatto nei paesi civili", taglia corto Visco bollando come "ridicole" le critiche. Un cambiamento che il viceministro annuncia riguarda i controlli. "La scarsa consistenza dei controlli fiscali nel 2005 - spiega Visco - si commenta da sola, ma è chiaro che questo cambierà".


un mio commento
 
Sapevo di un medico,  un luminare, che aveva quattro ambulatori in quattro città diverse, che effettuava le sue visite a giorni prestabiliti per ogni ambulatorio,  su appuntamento, tutti i giorni della settimana compresa la domenica, fino a tarda notte, 200 euro a visita senza fattura. La visita durava 15 minuti. Tenendo conto che lavorava sulle  quindici ore al giorno, tutti i giorni, e facendo qualche conto, 15x 4x200x30=360000.
Dunque quest'onesto cittadino, guadagnava 360000  (trecentosessantamila) euro  al mese.  Esentasse. Dice: ma costui lavorava. D'accordo, dico io, ma anche il bracciante lavora, ed anche l'operaio, ed anche l'impiegato di banca, e il maestro elementare e il docente;  tutti costoro lavorano, e tutti pagano le tasse. Quanti sono invece, i medici con ambulatori privati che le pagano? E quanti idraulici, elettricisti, proprietari di autosaloni,ecc. fanno il loro dovere di cittadini? I primi non hanno voce. Nessuno che promuova campagne di stampa in loro favore  "Paga tacendo e tacendo obbedisci";  I secondi invece trovano sempre qualche Pionati che si erge a paladino dei loro diritti calpestati, e che deplora a mezzo stampa l'attentato alla libertà individuale,  alla privacy ecc.ecc..
Bene fa il governo a combattere l'evasione introducendo nuove norme o applicando quelle già esistenti . Male fa il viceministro Visco a strombazzare in anticipo i propositil del governosu questo tema. I controlli fiscali sono perfettamente legali; si fanno in ogni paese civile, e non occorre farli precedere dalle fanfare. NON DIAMO FIATO AI VARI PIONATI!




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20 agosto 2006

Poesie

Figli di quelli di ieri
 
Cos'è riservato a noi

figli di umile gente

se non ingoiare grumi di polvere

acre come il sapore

di arance selvatiche.

Lasciammo i campi,

per arare infinite pagine bianche,

nemmeno questo però

ci aiuta ad aspettare domani

senza angoscia.

Avevamo una bandiera:

l'ammainò il vento della storia,

e siamo ancora qui

con gli stessi dubbi, vittime degli

stessi bisogni, forse con qualche

speranza in meno,

e dentro la grande paura

di non farcela più



Era solo poesia
 
Quando avrò la forza

di non coprirmi più gli occhi,
 
di fronte alle sequenze del dolore,

solo allora,

la fatica di vivere

mi sembrerà meno dura.

La guerra, la mia guerra,

spesso, ha ucciso l'amore;

ma, tu, non calpestare

le ossa dei ribelli,

un tempo correvano nel vento;

un tempo avevano gli occhi della felicità.

Se l'acqua del fiume

non lava mai la stessa pietra,

cosi, i giorni vivono unici e diversi

dentro di me,

per ricomporre i pezzi

di un quotidiano ormai perduto.

Eppure, ancora un disubbidiente,

questa notte, rimarrà appeso ad una croce,

a leggerti una poesia.


Per gentile concessione dell'autore: Pippi Nocera


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19 agosto 2006

Eroi di destra, eroi di sinistra

Angelo Frammartino era stato ucciso a coltellate il 10 agosto
a Gerusalemme. Il fermato: "Ero lì per uccidere un ebreo"

Arrestato l'assassino
del volontario italiano


<B>Arrestato l'assassino<br>del volontario italiano </B> articolo e foto da "La Repubblica" del19/08/2006

Angelo Frammartino
a Gerusalemme

ROMA - E' stato arrestato il palestinese che giovedì 10 agosto a Gerusalemme ha ucciso a coltellate il volontario italiano Angelo Frammartino.

Ashraf Abdel Hanaisha, 24 anni, è stato fermato a Qabatiyah vicino alla città di Jenin, in Cisgiordania. Il giovane "ha confessato" l'omicidio ha spiegato il portavoce della polizia aggiungendo: "Ha raccontato" di esser venuto a "Gerusalemme per uccidere un ebreo"...

...Michelangelo Frammartino, dopo aver appreso la notizia dell'arresto ha detto: "Non ho rancore verso questa persona che ha ucciso mio figlio. Angelo si è impegnato in favore della pace. Il messaggio che ha voluto lanciare è più grande di ogni altra cosa terrena"....
 
Il mio commento: Toccante la grandezza d'animo di quest'uomo che pur con la morte nel cuore riesce a non aver rancore verso  l'assassino di suo figlio, anche lui vittima  incolpevole della pazzia umana.
Fini ! ! !  Berlusconi ! ! !  Avete visto chi sono i veri eroi?
Ogni riferimento ad altri "eroi " è puramente casuale




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18 agosto 2006

Sulla luna ci siamo stati si no?

Smarriti i nastri dello sbarco sulla Luna
"Sono alla Nasa, ma chissà dove"

La notizia riaccende sospetti e dietrologie sulla missione dell'Apollo 11


<B>Smarriti i nastri dello sbarco sulla Luna<br>"Sono alla Nasa, ma chissà dove"</B>Foto e titolo tratti da La Repubblica del 14/08/2006
 
 
(commento di Rossoantico)
Tempo fa alcuni giornali avanzarono l'ipotesi che il famoso sbarco sulla Luna del 1969 non sia in realtà mai avvenuto e che tutta la faccenda fosse una montatura orchestrata dalla NASA  e che le immagini che abbiamo visto centinaia di volte in televisione provenissero  da Hollywood o da Studios segreti di proprietà della CIA, gli stessi che producono  immagini vere di guerre false e immagini false di guerre vere. Si dice che  a destare dubbi su tutta la faccenda sia lo studio delle luci e delle ombre delle immagini televisive, immagini che non sono ovviamente perfette. Condurre gli stessi studi sulla registrazione originale, potrebbe dare  la prova inconfutabile dell'avvenuto sbarco o...della sua messinscena.
Ora quella registrazione è sparita. Chissà perchè.... 




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17 agosto 2006

Fosforo e Aids

bill clinton AIDS AP 220  Da L'Unità online del 16/8/2006
 
Congresso sull'Aids, Bill Clinton: non scartiamo l'astinenza
 
Prevenzione. È la parola d´ordine della sedicesima conferenza internazionale sull´Aids, che a Toronto fino al 18 agosto riunisce oltre 20.000 partecipanti, tra cui membri di governi nazionali e dell´Onu, scienziati, organizzazioni non governative e rappresentanti della società civile. All´insegna di "Tempo per decidere", si discute per dare un impulso decisivo alla lotta contro il fenomeno battezzato "sindrome da immunodeficienza acquisita" 25 anni fa. Dopo tanto tempo, i numeri sono ancora impressionanti: 40,3 milioni di casi registrati nel 2005 di cui un terzo nella sola Africa, a sud del Sahara, che comportano 3 milioni di morti all´anno, secondo le statistiche dell´Onu. Per il solo 2005, si parla di 5 milioni di casi nuovi. Ovvio che, senza un intervento di prevenzione, le cifre tendono ad aumentare in modo drammatico.

(Commento di rossoantico)
A me le storie che ci hanno raccontato sull' Aids non convincono proprio.
All'inizio dicevano che ad esserne colpiti erano solo gli omosessuali.
Poi ad essere  a rischio furono anche gli etero, successivamente si aggiunse
un'altra categoria: i tossicodipendenti. Veicoli di trasmissione erano lo sperma e il sangue.
E qui che comincia a tintinnare un campanellino nel mio cervello. Mi chiedo:
se il sangue è veicolo di trasmissione del virus, come mai non è stato impedito ai barbieri di continuare ad esercitare il loro mestiere? Ci pensate ai miliardi di virus che giornalmente transitano da un individuo ad un altro attraverso i rasoi dei barbieri?
E mi chiedo: come mai il virus ha cominciato a diffondersi in Africa e
l'Africa è il continente col maggior numero di vittime? Mi pongo dunque tante domande e cerco di trovare delle risposte: Andreotti diceva che a pensar male si fa peccato ma ci s' azzecca quasi sempre. E dunque voglio peccare e pensar male: e penso che le case farmaceutiche che investono  somme enormi nella ricerca, una volta scoperto un nuovo farmaco, come diavolo fanno a sperimentarlo? Negli ospedali su alcune decine di volontarie con dosi controllate? Sarebbe come dire che l'industria delle armi sperimenta
gli effetti delle bombe al fosforo  sui manichini : Ridicolo! La sperimentazione va fatta sugli esseri viventi...
e come farla? Chi si offre volontario? Ah si, ho trovato! Facciamo una bella guerrra, diciamo che è per la democrazia, poi per confondere un pò le acque facciamo un pò di attentati e diamo la colpa agli islamici...
.  
ma torniamo alla sperimentazione dei farmaci: ci sono tante organizzazioni umanitarie che operano in Africa...
che ne diresti se noi, case farmacutiche, offrissimo loro, gratuitamente,  i farmaci con il consiglio di farne largo uso? Non è un'idea geniale? Gesto umanitario e sperimentazione su larga scala. E se qualcosa va storto, se la situazione ci sfugge di mano?
Niente paura: inventiamo l'Aids.




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16 agosto 2006

LUNGA VITA A NONNO LIBERO

Da un pò di tempo,  all'ora di pranzo RAI 1 trasmette  "Un medico in famiglia";  Non  sono solito seguire questi serial, ma questa volta, complice anche la fascia oraria, la sto seguendo.
Guardando la puntata di oggi ho fatto alcune riflessioni: innanzitutto non sono  d'accordo in linea di massima  con chi giudica  negativamente questo tipo di trasmissioni . Secondo me quando si esaltano i buoni sentimenti,  quando si mette in risalto ciò che è bene e ciò che è male, non è mai negativo. Secondo il Vangelo, Cristo per far capire ai suoi discepoli la differenza fra ciò che è bene e cio che si credeva fosse  bene, fa  largo uso delle Parabole . Ebbene io credo che questi serial TV , come anche i film o meglio ancora i libri siano le moderne Parabole.  Semmai ci sarebbe di che rammaricarsi pensando che dopo 2000 anni, per far capire la differenza fra bene e male ci sia ancora bisogno delle Parabole.
Se dovessi muovere degli appunti a queste trasmissioni, è che finiscono sempre...a tarallucci e vino Il bene trionfa sempre, il male  soccombe. Nella vita reale non è cosi. Perciò cari autori, qualche puntata fatela finire male... negli spettatori un pò di rabbia repressa non guasterebbe. Un altro appunto: nella puntata di oggi c'è un tizio che chiede il pizzo a una delle protagoniste; il tizio, guarda caso, ha uno spiccato accento siculo; cari autori, la smettete per favore di usare sempre i soliti clichè? Lo volete capire che mafioso non significa automaticamente picciotto?
E che la vera mafia, la più pericolosa è quella che siede nei consigli di amministrazione  di certe banche e certe aziende, negli uffici di furbetti vari  e in certi  ambienti politici? E che costoro  per farci pagare il pizzo non usano i picciotti, ma si avvalgono della legge?  Lunga vita a Nonno Libero.




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9 agosto 2006

Dialogo (terra terra) sui minimi sistemi

Quanti problemi ha causato agli USA la caduta del comunismo
Dialoganti: Poldo e Furio.
 
P. - E io dico che tu ragioni come un veterocomunista ottuso.
F. - Io cerco di vedere le cose come stanno.
P. - Ma non c'è più la guerra fredda, non ci sono più i blocchi. Gli USA non sono più pregiudizialmente contro un governo di sinistra. La politica è diventata  meno ideologica, più pratica
F. - E quando mai l'ostilità degli USA nei confronti dei governi di sinistra si è basata sull'ideologia? Non è certo in nome dell'ideologia che sono state ordite trame  più o meno oscure, sono state consumate efferate stragi, è stato rapito e poi ucciso Aldo Moro. No, caro mio, non era l'ideologia.
P. - Cos'era allora?
F. - Era la natura stessa del Partito Comunista Italiano, la sua incorruttibilità, la sua peculiarità unica di essere comunista senza essere ferreamente marxista...
P. - come, non era marxista?
F. - Aveva solo degli elementi di marxismo, ma questo è un discorso che svilupperemo in un altra occasione... dicevo che ... ah, si, l'unicità del partito comunista, l'onestà, la dirittura morale e l'alto senso dello Stato dei suoi dirigenti.  Pasolini era riuscito a sintetizzare in modo molto efficace  ciò che era il PCI
P. - Che c'entra adesso Pasolini?
F. - Pasolini aveva definito il Partito Comunista Italiano "...un Paese pulito in un Paese sporco, un Paese onesto in un Paese disonesto, un Paese intelligente in un Paese idiota, Un Paese umanistico in un Paese consumistico..."
P. - Autoesaltazione. Per forza! era un militante!
F. - Ti sbagli. Pasolini, benchè comunista, non era affatto militante; chè anzi, dal Partito ne era stato espulso. Ma torniamo al nostro discorso: un partito così, lo si lasciava operare solo se restava confinato all'opposizione. Guai se si fosse anche solo avvicinato al governo del Paese. Andava fermato. Con ogni mezzo: Ed ecco i Gladio, ecco gli attentati, ecco le brigate rosse che più che rosse erano a stelle e strisce...
P. - Ma dai, sembri un disco rotto, sempre le stesse cose, e baaaastaaa. Parla un pò  del presente. E poi gli americani, quand'anche fosse vero quel che dici avevano tutte le ragioni ad agire cosi: c'era il pericolo comunista.
F. - Non c'è sordo più sordo di chi non vuol sentire, non c'è cieco più cieco di chi non vuol vedere.
P. - E chè, tiri fuori i proverbi adesso?
F. - Cè una massima  di Confucio, poi ripresa da Mao per il suo libretto rosso, che dice che quando un dito indica la Luna, gli stolti  guardano il dito
P. - L'ho già sentita. Ma non erano gli imbecilli che guardavano il dito?
F. - Non volevo essere offensivo
P. - Ma che c'entra questo col nostro discorso?
F. - Il pericolo comunista: non ti sembra che fosse solo un alibi? L'Unione Sovietica si è sciolta come neve al sole; la temutissima cortina di ferro si è dimostrata essere in realtà di pastafrolla. Non era poi tanto pericoloso il tanto temuto pericolo comunista, e quand'anche lo fosse stato  ora non c'è più. Non c'è più l'alibi. Come si fa  senza alibi? Come si fa a procurarsi le materie prime a buon mercato? E come si fa a garantirsi l'approvvigionamento del greggio?  E le nuove armi?
Come si possono sperimentare le nuove armi?  Vedi quanti problemi ha creato ai poveri americani la caduta del comunismo. Ma loro non si abbattono per questo, nelle loro vene scorre ancora il sangue dei pionieri. Manca il nemico? Niente paura! Lo si crea ex novo. Sim sala bim e voila un nemico che più  nemico non si può. OSAMA BIN LADEN. Manca la guerra? E dove sta il problema? Abbiamo o non abbiamo un nemico? Mettiamolo all'opera, e in men che non si dica avremo una bella guerra.
P. - Non ti sembra di spararle grosse? Vorresti dire che Bin Laden è in combutta con gli americani? Non sei solo vetero e ottuso, ma anche visionario paranoico...
F. - Libero di pensarla come vuoi. Io mi limito a osservare i fatti e trarne le conclusioni. E le conclusioni mi dicono che nessun altro evento sia stato più provvidenziale per l'amministrazione Bush e per i potentati economici che gli stanno dietro, quanto lo sia stato l'undici settembre. Ma s'è fatto tardi. Ora devo andare.
P. - Quando ci rivedremo?
F. - Penso la settimana prossima.
P. - Di cosa parleremo?
F. - Di partito democratico.
P. - Tu sei favorevole o contarario?
F. - Favorevole
P. - Ma non sei comunista?
F. - Si, lo sono.
P. - Non è una contraddizione?
F. - No, non lo è
P. - Mi spieghi perchè non lo è?
F. - Nella prossima puntata. Ciao   




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8 agosto 2006

Ed è subito sera

 
Ed è subito sera
da Acque e terre (1930)) Salvatore Quasimodo
 
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
 
 
Non credo nell'immortalità dell'anima.
Sopravviviamo a noi stessi dopo la morte,
solo finchè viviamo nel ricordo di chi ci ha voluto bene.
e poi... di nuovo sera.




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8 agosto 2006

ricordi e speranze

Si  è vecchi quando i ricordi prendono il posto delle speranze.
 
Io di ricordi ne ho molti. Ma ho anche qualche speranza. Vorrei veder nascere il PARTITO DEMOCRATICO. Vorrei veder realizzato il grande sogno di un grande uomo: ENRICO BERLINGUER. Il suo obiettivo,  definito COMPROMESSO STORICO, non  era una semplice unione fra  partiti,  ma unione di popolo, unità di intenti fra le diverse culture laiche e cattoliche. Embrione di una supercultura  che non prevedesse  barriere ideologiche e la contesa politica avvenisse non fra destra e sinistra ma fra onesti e disonesti.  Berlinguer e Moro erano avviati in questa direzione.  I disonesti, servendosi di altri disonesti, li fermarono.  In modo barbaro. E quei disonesti, essi stessi al servizio di altri disonesti, sono, purtroppo, ancora fra noi. Vili e traditori.  E pontificano, dall'alto della loro meschinità , di democrazia, di patria, di libertà, di fede, di giustizia. Credono di poter plasmare il mondo a loro piacimento. E non sanno che il Progresso (quello vero) è inarrestabile. Non si possono fermare le idee. Il seme che Berlinguer e Moro han gettato nel solco è già germogliato,  altri uomini, che la Storia definirà grandi, accudiscono quel germoglio facendolo crescere, diventare pianta.  Presto sarà foresta.  Non è una speranza. E' una certezza.
 




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6 agosto 2006

Comunisti che ammazzavano la gente.

Avevo 6 o 7 anni e mia madre  mi mandava a dottrina da  una mia prozia, sorella di mia nonna, nubile e bigotta, quasi una monaca, tutta casa e chiesa. Si dice che abbia addirittura compiuto un prodigio: da giovincella andava a maestra da una santa donna. Un giorno, costei mentre era intenta a fabbricare le ostie per la chiesa notò che la macchinetta  che serviva a questo scopo non funzionava più. Nonostante tutti i suoi sforzi, la poveretta non riusciva a sollevare la piastra superiore.  Prova e riprova, tutto inutile.  Allora si avvicinò la giovincella  e con voce tremula  disse: posso provare io? La santa donna la guardò un pò  e acconsenti. La giovincella si avvicinò, prese la maniglia e voilà la piastra si sollevò come per incanto. Si disse che era stata  la mano della madonna ad averla aiutata. Era comunque un segnale divino. Da quel giorno il destino della  zia cambiò. Don Cesare P. (che non era un prete, ma uno degli uomini più influenti e importanti del paese,  e parente stretto della santa donna), volle prendersi cura della giovincella e la fece andare a vivere nel suo palazzo. Le assegnò un appartamento a pianterreno e lei visse li in odore di santità, dedicandosi a Dio e alla Madonna  e occupandosi del palazzo e della chiesa prospiciente ad esso. Chi entrava in quella casa aveva l'obbligo di salutare con un "VIVA GESU'"; lei rispondeva con un "VIVA MARIA". Ogni altro tipo di saluto era indesiderato. In breve quella casa diventò una specie di asilo, poichè molti genitori vi mandavano i propri figli a passare una mezza giornata, un pò per farli crescere in Grazia di Dio, e un pò   per toglierseli dai piedi.
 Queste erano le mansioni della zia. I maligni, (non mancano mai), affermavano che fra i suoi doveri ci fosse anche quello di soddisfare le voglie notturne di don Cesare. Ma questa è un'altra storia.
E veniamo a quando io avevo 6 o 7 anni. In quel tempo udivo spesso la zia parlare  di comunisti che in Sicilia stanno ammazzando la gente. Gesù mio preghiamo per la anime di quei poveri morti. Requiem eternam ecc. ecc. E questo lo diceva a noi bambini, e ci obbligava a pregare; e lo ripeteva ai genitori degli altri bambini e pregava assieme ad essi. Questo fatto per me era diventato una ossessione. Non ne capivo il significato, ovviamente. Non sapevo cosa erano i comunisti, me li immagginavo come degli orchi barbuti  armati di coltellacci intenti ad ammazzare la gente. E questa immagine dei comunisti barbuti me la sono portata avanti per parecchio tempo. E quando qualche anno più in là (ne avevo circa undici) dovendo far la cresima, andammo dal parroco per l'iscrizione, e a questi che chiedeva il nome del padrino e s''informarva se costui era comunista, io risposi prontamente: No, no, non ha la barba.
Anni dopo, ormai grandicello, cominciavo ad interessarmi delle cose del mondo,  a leggere i giornali, a formarmi delle opinioni  e dai giornali appresi, fra l'altro,  che proprio in quegli anni in cui comincia la mia storia erano avvenuti o stavano per avvenire importanti eventi: Il 1° Maggio  1946 era avvenuta in Sicilia la strage di Portella delle Ginestre.  Il bandito Salvatore Giuliano e la sua banda avevano mitragliato un gruppo di contadini, presumibilmente comunisti o socialisti che partecipavano  alla Festa dei Lavoratori. 11 morti, decine di feriti.  Quindi la strage di cui parlava zia Giulia (cosi si chiamava), era effettivamente avvenuta, solo che a compierla erano stati dei banditi , e le vittime degli innocenti contadini. I mandanti (si seppe molto tempo dopo)  i servizi segreti americani in combutta con organi dello Stato Italiano. Il 18 aprile 1948 ci furono le elezioni politiche, si temeva per una vittoria del fronte popolare democratico. Gli ambienti reazionari si mobilitarono, vennero creati i famigerati comitati civici di Luigi Gedda  (finanziati dagli americani. Anche questo si saprà dopo). E dopo si saprà anche che gli americani non si limitarono a finanziare i comitati civici ma intervennero in prima persona attraverso i servizi segreti. Da documenti ufficiali risulta che 8000 parroci erano sul libropaga dei servizi segreti americani. 8000 parroci che invece di servire Dio erano in realtà servi della reazione più becera  Abusando della credulità di migliaia di povere beghine e trasformandole in megafono delle loro menzogne.
Ecco spiegato il comportamento di zia Giulia e il suo continuo parlare di comunisti che ammazzavano la gente. 




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5 agosto 2006

Grazie per la lezione, compagno Nuvola rossa

5 Agosto 2006

C'è stato uno scambio di e-mail tra me e Nuvola Rossa riguardo la legge sull'indulto recentemente approvata dal parlamento e  da me definita schifosa e considerata un boccone amaro  perchè metteva sullo stesso piano poveri cristi e furbetti e manigoldi vari. Ecco la sua risposta:
...E' un boccone amaro? Ma la categoria del perdono, una volta ogni 20 anni, deve essere per forza una categoria cristiana? Non può essere anche una categoria della sinistra politica? Dobbiamo sempre pensare a P... e ai " furbetti" che fra l'altro hanno avuto l'interdizione perpetua dai pubblici uffici? E poi, c'è un articolo della legge che prevede l'annullamento del provvedimento di sospensione della pena sospesa di 3 anni, nel caso un detenuto beneficiario commetta un reato nei cinque anni successivi al provvedimento.
Ma non voglio ulteriormente addentrarmi in questi aspetti giuridici, in questi giorni è venuto a soccorrermi A. Sofri, ex leader di Lotta Continua, che ha spazzato tante mie titubanze, le stesse che tu nutri.
Ti allego l'articolo che ieri è comparso su "Repubblica" a firma del leader su citato. Mi piace riportare alcune cose che ha scritto e che ho sottolineato: " Dice Isaia: Come sono belli i piedi del messaggero di lieti annunzi" Chi avrebbe l'ingenuità ed il coraggio di usare parole simili".
E nella parte finale dell'articolo: "Mi auguro che i responsabili politici della sinistra non cedano alla soggezione, o alla coda di paglia, che li induce troppo spesso a dire ed a fare le cose quasi vergognandosene e scusandosene. Per qualunque argomento: l'Afghanistan o l'indulto o i taxi. Che dicano o facciano solo quello che credono giusto, e ne vadano fieri. E se sono costretti a compromessi in nome di un bene maggiore, e anche solo di un male minore, lo dicano senz'altro, e mettano con le spalle al muro chi si vanta illeso da ogni compromesso, in totale irresponsabilità.......quattro anni fa' scrissi, su questo giornale, una lettera al Papa, alla vigilia della sua visita al Parlamento. Finiva così: " Sapesse come sono belli i piedi dei ragazzi che escono dalla galera"....

Che lezione ragazzi!!!
Mi sono sentito piccolo piccolo e meschino, alla stregua di un calderoli qualsiasi.
 Hai ragione Nuvola Rossa. Anche noi, Sinistra, dobbiamo essere categoria del perdono.
Non possiamo permettere che l'odio per i trafficoni e furbastri di ogni genere ci ottenebri la mente, e non vedere il lato umano insito in un provvedimento di clemenza.




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4 agosto 2006

PER NON DIMENTICARE

32 anni fa...

...La notte del 4 agosto 1974 una bomba esplode nella vettura numero 5 dell'espresso Roma-Brennero. I morti sono 12 e i feriti circa 50, ma una strage spaventosa è stata evitata per questione di secondi: se la bomba fosse esplosa nella galleria che porta a San Benedetto Val di Sambro i morti sarebbero stati centinaia. Racconta un testimone della strage: «Il vagone dilaniato dall'esplosione sembra friggere, gli spruzzi degli schiumogeni vi rimbalzano su. Su tutta la zona aleggia l'odore dolciastro e nauseabondo della morte»....(Giorgio Bocca)


Il tempo cancella ogni cosa. Anche i ricordi. Oggi nessun quotidiano e nessun TG ha ricordato qella terribile strage...

 Apro il mio blog con questo ricordo e con l'articolo che Pier Paolo Pasolini scrisse per il Corriere della Sera nel lontano novembre1974 e che fu presumibilmente la causa della sua   uccisione.

Io so

Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe" (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di "golpe", sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il '68, e in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del "referendum".
Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.
Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il mio "progetto di romanzo", sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il '68 non è poi così difficile.
Tale verità - lo si sente con assoluta precisione - sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio. Ultimo esempio: è chiaro che la verità urgeva, con tutti i suoi nomi, dietro all'editoriale del "Corriere della Sera", del 1° novembre 1974.
Probabilmente i giornalisti e i politici hanno anche delle prove o, almeno, degli indizi.
Ora il problema è questo: i giornalisti e i politici, pur avendo forse delle prove e certamente degli indizi, non fanno i nomi.
A chi dunque compete fare questi nomi? Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, e, inoltre, non ha, per definizione, niente da perdere: cioè un intellettuale.
Un intellettuale dunque potrebbe benissimo fare pubblicamente quei nomi: ma egli non ha né prove né indizi.
Il potere e il mondo che, pur non essendo del potere, tiene rapporti pratici col potere, ha escluso gli intellettuali liberi - proprio per il modo in cui è fatto - dalla possibilità di avere prove ed indizi.
Mi si potrebbe obiettare che io, per esempio, come intellettuale, e inventore di storie, potrei entrare in quel mondo esplicitamente politico (del potere o intorno al potere), compromettermi con esso, e quindi partecipare del diritto ad avere, con una certa alta probabilità, prove ed indizi.
Ma a tale obiezione io risponderei che ciò non è possibile, perché è proprio la ripugnanza ad entrare in un simile mondo politico che si identifica col mio potenziale coraggio intellettuale a dire la verità: cioè a fare i nomi.
Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.
All'intellettuale - profondamente e visceralmente disprezzato da tutta la borghesia italiana - si deferisce un mandato falsamente alto e nobile, in realtà servile: quello di dibattere i problemi morali e ideologici.
Se egli vien messo a questo mandato viene considerato traditore del suo ruolo: si grida subito (come se non si aspettasse altro che questo) al "tradimento dei chierici" è un alibi e una gratificazione per i politici e per i servi del potere.
Ma non esiste solo il potere: esiste anche un'opposizione al potere
. In Italia questa opposizione è così vasta e forte da essere un potere essa stessa: mi riferisco naturalmente al Partito comunista italiano.
È certo che in questo momento la presenza di un grande partito all'opposizione come è il Partito comunista italiano è la salvezza dell'Italia e delle sue povere istituzioni democratiche.
Il Partito comunista italiano è un Paese pulito in un Paese sporco, un Paese onesto in un Paese disonesto, un Paese intelligente in un Paese idiota, un Paese colto in un Paese ignorante, un Paese umanistico in un Paese consumistico. In questi ultimi anni tra il Partito comunista italiano, inteso in senso autenticamente unitario - in un compatto "insieme" di dirigenti, base e votanti - e il resto dell'Italia, si è aperto un baratto: per cui il Partito comunista italiano è divenuto appunto un "Paese separato", un'isola. Ed è proprio per questo che esso può oggi avere rapporti stretti come non mai col potere effettivo, corrotto, inetto, degradato: ma si tratta di rapporti diplomatici, quasi da nazione a nazione. In realtà le due morali sono incommensurabili, intese nella loro concretezza, nella loro totalità. È possibile, proprio su queste basi, prospettare quel "compromesso", realistico, che forse salverebbe l'Italia dal completo sfacelo: "compromesso" che sarebbe però in realtà una "alleanza" tra due Stati confinanti, o tra due Stati incastrati uno nell'altro.
Ma proprio tutto ciò che di positivo ho detto sul Partito comunista italiano ne costituisce anche il momento relativamente negativo.
La divisione del Paese in due Paesi, uno affondato fino al collo nella degradazione e nella degenerazione, l'altro intatto e non compromesso, non può essere una ragione di pace e di costruttività.
Inoltre, concepita così come io l'ho qui delineata, credo oggettivamente, cioè come un Paese nel Paese, l'opposizione si identifica con un altro potere: che tuttavia è sempre potere.
Di conseguenza gli uomini politici di tale opposizione non possono non comportarsi anch'essi come uomini di potere.
Nel caso specifico, che in questo momento così drammaticamente ci riguarda, anch'essi hanno deferito all'intellettuale un mandato stabilito da loro. E, se l'intellettuale viene meno a questo mandato - puramente morale e ideologico - ecco che è, con somma soddisfazione di tutti, un traditore.
Ora, perché neanche gli uomini politici dell'opposizione, se hanno - come probabilmente hanno - prove o almeno indizi, non fanno i nomi dei responsabili reali, cioè politici, dei comici golpe e delle spaventose stragi di questi anni? È semplice: essi non li fanno nella misura in cui distinguono - a differenza di quanto farebbe un intellettuale - verità politica da pratica politica. E quindi, naturalmente, neanch'essi mettono al corrente di prove e indizi l'intellettuale non funzionario: non se lo sognano nemmeno, com'è del resto normale, data l'oggettiva situazione di fatto.
L'intellettuale deve continuare ad attenersi a quello che gli viene imposto come suo dovere, a iterare il proprio modo codificato di intervento.
Lo so bene che non è il caso - in questo particolare momento della storia italiana - di fare pubblicamente una mozione di sfiducia contro l'intera classe politica. Non è diplomatico, non è opportuno. Ma queste categorie della politica, non della verità politica: quella che - quando può e come può - l'impotente intellettuale è tenuto a servire.
Ebbene, proprio perché io non posso fare i nomi dei responsabili dei tentativi di colpo di Stato e delle stragi (e non al posto di questo) io non posso pronunciare la mia debole e ideale accusa contro l'intera classe politica italiana.
E io faccio in quanto io credo alla politica, credo nei principi "formali" della democrazia, credo nel Parlamento e credo nei partiti. E naturalmente attraverso la mia particolare ottica che è quella di un comunista.
Sono pronto a ritirare la mia mozione di sfiducia (anzi non aspetto altro che questo) solo quando un uomo politico - non per opportunità, cioè non perché sia venuto il momento, ma piuttosto per creare la possibilità di tale momento - deciderà di fare i nomi dei responsabili dei colpi di Stato e delle stragi, che evidentemente egli sa, come me, non può non avere prove, o almeno indizi.
Probabilmente - se il potere americano lo consentirà - magari decidendo "diplomaticamente" di concedere a un'altra democrazia ciò che la democrazia americana si è concessa a proposito di Nixon - questi nomi prima o poi saranno detti. Ma a dirli saranno uomini che hanno condiviso con essi il potere: come minori responsabili contro maggiori responsabili (e non è detto, come nel caso americano, che siano migliori). Questo sarebbe in definitiva il vero Colpo di Stato




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